giovedì 15 dicembre 2016

IL NATALE A MILANO

CAPITE.
La cosa più bella di Milano sotto Natale è Milano, un po’ come quel Natale del 1994 quando in una grandiosa piazza Duomo avevano allestito un labirinto di folletti, elfi e io con gli occhi da bambino ero rimasto così estasiato che ancora oggi ricordo la felice atmosfera di quei momenti.
A quasi 30 anni suonati non è più la spasmodica ansia nell’aspettare Babbo Natale a rendere questo giorno felice e spensierato, quanto l’atmosfera generale, che potrà essere banale ma quanto è vero che tutte le città del mondo, persino quelle potenzialmente brutte, sono un po’ più belle durante il periodo di Natale.
Periodo di Natale che, non transigo, è solo quello che intercorre dal 7 dicembre (Grazie di esistere Sant’Ambroeus) al 6 gennaio, prima e dopo le luci di Natale, gli addobbi, i presepini e gli striduli di Mariah Carey sono fastidiosi e fuori luogo.
Persino Melegnano, che sfido diventare patrimonio Unesco, nell’hinterland milanese, ha la sua sfavillante casa di Babbo Natale che ogni anno diventa punto di raccolta per chi vorrebbe che la Lapponia fosse una fermata del metrò.
L’altro rovescio della medaglia è che non è facile vivere a Milano durante il periodo di Natale perché è una città che già normalmente ha una frenesia stancante e in questo periodo è come un vortice che non si ferma dove la gente corre corre e corre senza capire quale sia la meta.
Taxi inesistenti, ristoranti colmi per settimane, negozi inavvicinabili, mezzi pubblici ingombri di persone con mille sacchetti per mano, pasticcerie che diventano campi di battaglia, supermercati antri dell’inferno, gente che si strattona per il vitello tonnato di Peck o il panettone di Cova.
Grazie alla mia umile esperienza ho imparato negli anni che Milano a Natale vive di punti fermi che anno dopo anno si fanno spazio diventando così delle vere e proprie tradizioni:

Il concerto dell’avvento:
Ogni giorno dal 1 dicembre al 24 alle 18 in piazza Duomo, nel palazzo dalla parte del Museo del Novecento, viene aperta una finestra come fosse la casella del calendario dell’avvento e si esibisce dal vivo un musicista che suona sinfonie natalizie, l’atmosfera è incantata e per i più sensibili, fazzolettini a portata di mano.

L’arte per tutti:
Ogni anno il comune di Milano, dal 2010, regala ai milanesi un’opera d’arte che viene per l’occasione ospitata presso la sala di Palazzo Marino e visitabile gratuitamente per tutto il periodo natalizio. Dai più bei musei del mondo sono arrivati in città Raffaello, Tiziano, Rubens e quest’anno tocca a Piero della Francesca. E’ la più bella iniziativa che il comune abbia ideato per le feste di Natale, perché diventa una tradizione e non una corsa, le guide sono sempre ben informate e ti fanno avvicinare al mondo dell’opera con una semplicità che fa sentire tutti coinvolti. Difficile che nessuno esca da Palazzo Marino senza pensare “Dovremmo osservare di più le bellezze artistiche, a cominciare proprio dalla nostra città”. L’obiettivo è proprio questo, sensibilizzare tutti affinché quello che abbiamo intorno non sia dimenticato ma ammirato e preservato, d’altronde Milano non è solo il Duomo.

Il panettone:
La corsa al panetun è un must milanese, ognuno ha i suoi indirizzi preferiti perché chi lo fa con più uvette, chi lo fa più alto, più basso, più tozzo, più glassato, anche se la formula non cambia e gli indirizzi sono sempre quelli delle pasticcerie storiche:
Cova, Cucchi, Clivati, Sant’Ambroeus, Peck, San Gregorio e Gattullo.
E’ tutto molto soggettivo, come la scelta del profumo e della biancheria intima.

Le illuminazioni:
Le luci di Milano sono una delle attrattive più emozionanti della città a partire dall’albero in piazza Duomo che ogni anno è una sorpresa, nonostante siamo passati da pacchettini Tiffany del 2010 (TROPPO 2010) a quelli di DHL passando per Pandora, può piacere o no ma sicuramente è bello vedere per tutto il periodo lo svettare di un abete addobbato che sfida l’ingresso in Galleria.
Le luci illuminano la Rinascente, che da sempre è il fulcro della frenesia da shopping natalizio, in quel palazzo ad arco di stampo fascista le lucine a gocce scendono e scandiscono i passi di una città che più in passeggiata è in corsa 7 km/h.
Ma è la galleria il polmone milanese di tutti i nostri Natali, il salotto più bello del mondo, lo struscio più elegante, quel varco temporale che ti fa sentire in un film d’epoca. Sfido chiunque a non provare un minimo di orgoglio nel vivere a Milano e sapere che a due passi da casa hai a disposizione un luogo pubblico così immenso, così bello, così coinvolgente.
La grande cupola è tutta illuminata, le luci della galleria da poco restaurata in modo incredibile creano un’atmosfera sublime e accogliente, sembra di entrare in una casa, anche se nessuno si augura di avere in casa una vagonata di giapponesi che si arrampicano uno sull’altro per scattare foto e farsi i selfie.
E ogni anno scatta la polemica “Mi hai rubato la foto in Galleria, è uguale alla mia”, SENTI. L’albero è quello, la galleria è quella, la postazione tattica per far uscire tutto simmetrico su Instagram è quella e non esiste nessun primato, quindi torniamo al detto “A Natale siamo tutti più buoni” e via con una fetta di panettone.

Questo post per dirvi che a Milano non avremo il mare, non avremo i mercatini di Natale più celebri al mondo, non abbiamo nemmeno più la neve o la famosa scighera (la nebbia) ma se vi capita di trascorrere qui il Natale è impossibile che non ve lo portiate sempre con voi nel cuore.


Buon Natale a tutti e soprattutto a te, mia amata Milano.