giovedì 20 ottobre 2016

NOI GAZZE LADRE

Dai maschi di casa Bises ho preso la stempiatura, l’occhio chiaro e quel gusto antico nel vestire che ci fa apparire più vecchi che classici, mentre dalla linea femminile sicuramente la passione per tutto ciò che sbrilluccica e che è associabile al più bel concetto di GIOIELLO.
La mia bisnonna Gilda era una vera gazza ladra attratta dal diamante bianco più intramontabile, lei che durante la guerra dovette sotterrare in giardini i suoi gioielli di Bulgari, motivo più che valido per sopravvivere tenacemente alle deportazioni degli ebrei del 1943.

Ecco come superare la mia fobia dei serpenti: BVLGARI 

TEMPESHTATO PROPRIO

Quando ancora il gioiello era importante e portato con quella grazia che sapeva farti distinguere l’occasione giusto per indossarlo. Quando i collier erano collier e non invisibili fili d’oro, quando ancora le signore dopo le 20 portavano le tiare di brillanti a un cocktail con il padrone di casa che poteva spegnere le luci perché ce n’era abbastanza. Quando le parures di pietre preziose si tramandavano di Mamma- figlia o Nonna- nipote con la promessa di fare altrettanto con le future generazioni.
Filodellavita Luce: www.filodellavita.com

Quando su Snapchat abbiamo parlato di gioielli la maggior parte delle ragazze ha mostrato che si indossa sempre sempre sempre qualcosa di poco vistoso ma con un grande legame affettivo. Che sia un anellino da bancarella o un orecchino liberty della bisnonna, l’importante è quel valore che non è quantificabile con gli zeri.
L’argento cesellato in motivi floreali dei primi Novecento, un piccolo zaffiro o le intramontabili perle che si sconsiglia prima dei 40 ma che in realtà sono un tocco senza età. 
Portiamo poco ma bello che è un po’ l’idea degli ultimi anni.