mercoledì 21 settembre 2016

QUANDO LA MODA FACEVA NOVANTA

Nadja Auermann, Christy Turlington, Claudia Schiffer, Cindy Crawfor e Stephanie Seymour.
Quando lo scalpitio della settimana della moda milanese inizia noi “anziani” di città siamo tra l’indifferente e lo scocciato per il traffico, le corse matte e disperate, altrui, e il congestionamento di una cerchia dei bastioni che evitiamo sistematicamente.
Eppure qualche anno fa alla Vogue Fashion Night si andava e nello struscio ci si esibiva, eppure alle feste tentavamo di imbucarci elogiando amicizie di convenienza riscoperte casualmente davanti all’ingresso preso d’assalto, eppure la moda ci piaceva e ogni scusa era buona per viverla da vicino.

Adesso più spettatori diffidenti perché quel turbinio di annoiate della moda vestite sempre troppo invernali in estate ed estive in inverno, come i fanatici malvestiti con addosso la qualunque per attirare una smodata attenzione e finire su qualche shooting di chissà quale testata internazionale.
È un grande circo in cui ci si dimentica che lo spettacolo lo fanno i vestiti e non chi dovrebbe solo esser seduto ad ammirarli e soprattutto capirli.
Che poi ci sia poco da capire di una felpa in maglia oversize senza forma e senza perché, è indubbio.

ICONICHE.

Altro motivo per cui la moda di questi ultimi anni non mi entusiasma sono le modelle che sembrano non avere un forte carisma al di fuori di un post su Instagram, troppo osannate con i like, poco presenti nella vita di tutti i giorni.
Sarà che noi nati alla fine degli anni ’80 siamo cresciuti iniziando ad accarezzare l’augusto mondo della moda con icone di fascino del calibro di Claudia Schiffer che ha dato il nome a milioni di Barbie tra il 1992 e 1999 quando poi verso i primi 2000 è subentrata una certa Gisele.

martedì 6 settembre 2016

ULTIMI TOCCHI DI STILE (?)

In queste settimane di ritorno alla vita vera lontano da spiagge abbronzanti e sandali di cuoio, sono anche stato catapultato in quel periodo di ultimi dettagli per la casa nuova che a breve sarà completata strutturalmente.
Manca poco alle lacrime sul piatto doccia in mosaico e alla commozione di vedere quanto gli sforzi fatti in questi ultimi mesi per ristrutturare una casa che ricordo aveva le pareti arancioni e lilla non siano stati vani.

Quello che non è capisco è perché nel 2016 esistono i congedi matrimoniali, il periodo di malattia ma non qualche giorno di congedo per chi sta traslocando, arredando e ristrutturando casa (o nella peggiore delle ipotesi, come il sottoscritto, tutte e tre le cose).
Poi ancora adesso che ho quasi tutto sono ancora più confuso di quando ho iniziato a cercare come arredare questo 50 metri quadri, perché un giorno mi sento Marie Antoinette nel suo Petit Trianon avvolta da tapisserie damascate, velluto di seta e candelabri, il giorno dopo invece voglio tutto scandi e minimal come il giaciglio di un designer giapponese che veste canapa pressata e odia il superfluo.

Sto ripetendo a me stesso “Lorenzo, non vivi in Rue Saint Honoré nel 1905 e non hai un boudoir” perché spesso il mio eclettismo ha un così forte senso d’appartenenza che potrei finire a dire frasi del tipo “Mi ritiro nei miei appartamenti a sbrigare la corrispondenza”.
 Prima ancora delle finestre avevo una consolle, prima del pavimento una specchiera, ma ora che sono autorizzato a comprare quello che effettivamente serve come ultimo dettaglio per arredare una casa, è stato quasi il caos, e ho trovato tutto su Dalani con due colpi di click e qualche ora di sessione notturna sul sito.

Per esempio qual è l’ultima cosa che vorresti comprare per la casa ma che prima o poi ti tocca perché non puoi esserne sprovvisto? Oltre la cucina, per quanto mi riguarda.
Ve lo dico io: lo scopettino del water e il portarotolo della carta igienica. E’ stato difficilissimo e ho scelto con più facilità la casa da acquistare che lo scopettino, sono stato almeno 30 minuti a capire quale prendere senza farmi prendere dallo sconforto perché effettivamente non ti da’ grande soddisfazione riceverlo a casa sapendo il suo fine ultimo ma almeno è di design ed è molto carino.

PAZZESCO NO?



Se molto carino si può dire a uno scopettino del water.

Più facile è stato per questo delizioso tavolino dorato con il vetro, già mi vedo appoggiarci sopra la tazzina inglese dipinta per il tè delle cinque mentre aspetto la puntata di Chi l’ha visto, unico motivo al mondo per cui vale la pena pagare il canone della Rai.

giovedì 1 settembre 2016

BISES TRAVEL: L'ISOLA DI PAROS

LAGGERI
NOUSSA - PAROS 
Da qualche anno a questa parte il mio ideale di vacanza è una piccola isola da girare con i miei sandali pugliesi preferiti, il mare azzurro lontano da famiglie urlanti e bambini indemoniati che un attimo giocano a racchettoni e il momento dopo organizzano un mondiale di calcio in 4 metri quadri di spiaggia, niente ombrelloni e lettini ma solo un telo mare e un libro sottobraccio.
Se l’anno scorso ho scelto Hvar quest’anno con biscottino la nostra meta è stata fin da subito la Grecia, patria del meraviglioso mare blu, le casette bianche, il paradiso a portata di mano e di portafoglio.
Partenza da Milano Malpensa con Easy Jet a cui perdoniamo l’orrore dell’arancione compensando con i prezzi abbordabili (non sempre) e con due ore di volo arrivo a Santorini dove un valido ragazzetto locale si appropria del nostro bagaglio e al suono del suo urlo “PORT PORT PORT” ci fa cenno di seguirlo, questi transfert locali non saranno eleganti ma con un bel giro dell’isola ci ha portato all’imbarco del traghetto.
Con 22 euro 3 ore di traghetto (Compagnia Blue Star Ferrer) verso Paros, prima tappa del nostro viaggio.
Abbiamo scelto Paros perché è un’isola dai tratti quasi selvaggi, un’isola da scoprire perché tra le sue insenature, le sue calette lontane da occhi e sguardi indiscreti ci si può immergere in una atmosfera tra Laguna Blu e qualche puntata di Flipper.
Il nostro appartamentino era in un delizioso residence costituito da una serie di casette bianche e persiane blu con un giardino e una veranda meravigliosa sulla piscina dove veniva servita ogni mattina una colazione dolce/salata che era motivo di grande entusiasmo per ogni suono della sveglia.
Si chiama AROKARIA DREAMS e l’abbiamo trovato su Air B&B, consigliatissimo.
La padrona di casa, Anthie, ci ha accolto con un bicchiere di vino e una mappa di Paros dove con una X ci ha indicato i posti più belli, dobbiamo anche lei questa piccola guida Bises.