venerdì 22 luglio 2016

VESTITI VS MOBILI

Sono nel bel mezzo di una crisi di rinnovamento, come mai avute prima. Tra l’annoiato del vecchio e lo spaventato del nuovo, in particolare in questi due ambiti che fanno di me una persona insicura e tendente alla paranoia: vestiti e casa.
I vestiti occupavano gran parte delle mie attenzioni ma in questo periodo apro l’armadio e vorrei gettare tutto, faccio giri e rigiri per negozi e mi piace ancora meno tutto quello che vedo, non so più chi sono e non so più cosa mettere nel vero senso della parola.
Vivo di magliette bianche, pantaloni da 1 euro comprati nei mercatini 8 anni fa e ho addirittura provato un grande entusiasmo per una maglia a 4 euro bianca della Nike che non volevo nemmeno quando avevo 11 anni e se non indossavi Nike eri uno sfigato, un po’ come adesso solo se lo pronunci “NAIKI”.

GIURO CHE LO FARO'.

Avril Lavigne si è impossessata del mio corpo.

Tutto quello che appare diverso da me è perché l’ho irrimediabilmente rubato dal guardaroba di biscottino nei cui occhi leggo una gelosia e un fastidio che prima o poi davvero mi abbandona all’autogrill.
Vorrei davvero comprare qualcosa per me, ma quello che mi piace o sono delle scarpe rosa, o sono pigiami in seta con cui non avrei problemi a presentarmi innanzi alla società tutta, oppure sto quasi per andare alla casa e una maligna vocina mi dice bisbigliando “Potrebbe essere qualcosa di utile per la casa”.
Ecco qual è il problema.

Meraviglioso, incredibile, un traguardo che pensavo irraggiungibile comprare casa, arredare casa e veder prender forma a quella che sarà la tua prima casa, sono grato il mondo intero, MA, e c’è sempre un ma, ogni cellula del mio corpo è così concentrata su quello che mi sto trascurando.

Un colore che amo alla follia, su Dalani.


Questo per il bagno, troppo carino: DALANI


Piccolo particolare, non ho nemmeno il bagno, Dalani

Bello quel maglione diventa POTREBBE ESSERE UN RUBINETTO

Quanto mi piace quella camicia diventa CON QUEI SOLDI COMPRO LA PILETTA PER LO SCARICO DELLA DOCCIA

Vorrei quelle scarpe diventa VORREI MA NON POSSO PERCHE’ DEVO METTERE IL CONDIZIONATORE A CASA

martedì 5 luglio 2016

IL CAMICIONE FRESCO

Senza fronzoli. 
Se vivi su Pinterest non hai caldo, non hai freddo, non hai il problema di lavare i bianchi con i bianchi e i colorati con i colorati perché è un mondo così artificiale che tutto si stira da sé, i capelli son sempre perfetti, la pelle levigata e le case al mare hanno quel sapore che non riuscite a percepire nemmeno sulle riviste più patinate del settore.

PERFETTO.

Ne sto abbastanza lontano, così come dalle solite idiozie sulle tendenze dell’estate che ogni anno ci snocciolano, e così lancio giornali dalla finestra all’ennesimo “Estate 2016: RIGHE” perché è da quando nell’Ottocento si è cominciato a usare il mare non solo per navigare ma anche per respirare l’aria della costa le righe sono state da subito associate a quelle cabine di tessute sulle spiagge in Francia.

Troppo Pinterest per i miei gusti ma rende bene l'idea. 
Personalmente non ho bisogno di sentirmi dire da una rivista di “moda” che non mi conosce, che non sa come passerò le vacanze e soprattutto dove, a dirmi come è meglio vestirsi.
Se ogni autunno inverno è un po’ caccia al cappotto tra moda e gusto personale, d’estate io mi vesto allo stesso modo ormai da quasi un decennio, appena ho capito cosa mi stava bene e cosa poteva riflettere il mio stile. Qualcosa che addosso a me ha un senso nonostante possa sembrare noioso e banale.

venerdì 1 luglio 2016

IL MIGLIOR GELATO A MILANO


DA TUFFARSI DI TESTA.

L’estate non è solo caviglie al cielo, canotte da muratore e fronte lucide come merluzzi scongelati, l’estate a Milano è anche quel tepore post doccia e post cena, quell’attimo a due in cui ci si guarda e si capiscono le cattive intenzioni.
No, non mi riferisco al sesso, anche perché incollati al lenzuolo sfiorandosi si percepiscono 64 gradi come all’ingresso degli Inferi, ma piuttosto alla routine del gelato.
Non c’è nulla di più bello che scendere di casa in espadrillas e un paio di miseri shorts senza inibizioni e camminare verso la propria fedelissima gelateria preferita, quella che si raggiunge in pochi minuti, quella che volete far conoscere a pochi e importanti amici.
Però Milano è così bella che val bene anche una pedalata in bicicletta alla ricerca del gelato più buono e meno universalmente noto della città, perché basta con la grande distribuzione e basta con le gelaterie in cui tutti fanno coda e commento.
Ecco la mia top 3 delle gelaterie che ogni anno mi vedono entrare felice e uscire ancora più felice:

3 – GELATERIA GARDEN SOLARI: Via Montevideo 25
Scoperta per puro caso mi è subito piaciuta perché tutto l’arredamento è rosa cipria e ci sono delle pareti realizzate con mosaico a specchio e sembra di stare in una disco-ball o in una di quelle sale da ballo degli anni ’70. Le creme sono eccezionali, anche se appena entri urli FRAGOLAAAAAA spinto dall’entusiasmo di un rosa accecante. Da mangiare rigorosamente su una panchina del “Parco Solari”, tra virgolette perché ormai sventrato dai lavori della metropolitana, più che parco aiuola.

2 – MASSIMO DEL GELATO: Piazza Risorgimento, angolo Via Pisacane
Un po’ di massa, un po’ di nicchia perché è una zona per cui il classico milanese o ci vive o non ci capita mai. Mi piace per l’atmosfera elegante, le cornice con le damine settecentesche riadattate con il cono in mano e la gentilezza delle ragazze che ci lavorano. Qui ho passato il mio ultimo primo appuntamento, direi quindi che è stata una buona scelta.

1 – GELATERIA UMBERTO: Piazza Cinque Giornate

Qui è il mio cuore, e lo consiglio perché è uno di quei posti in cui ti portano le Nonne, le prozie, un angolo di mondo che ha visto e non subito i tanti cambiamenti di Milano, la sua insegna ha più di 40 anni e dal 1930 è la gelateria del quartiere. Senza orpelli o fronzoli di design, rimane imbattibile per la crema.  La Gelateria Umberto per me conquista il podio anche per un semplice fatto, è uno di quei posti che rimpiangeremo quando non ci sarà più, uno di quei locali storici che non vogliamo rimpiangere quando al suo posto nascerà un Grom o un Cioccolati Italiani qualunque. E poi la squisitezza dei gusti e la gentilezza di chi ci lavora sono un valido motivo per farla diventare meta di quella famosa passeggiata di mezza estate, magari gustando il suo gelato su una panchina alla Rotonda della Besana.