giovedì 5 maggio 2016

UNA VITA SENZA BOTOX: ALLEGRA CARACCIOLO DI CASTAGNETO

Le sorelle Caracciolo di Castagneto.

Quello che ormai manca è lo stile, lo charme, quella capacità intrinseca di essere nel posto giusto vestiti nel modo giusto, così andiamo al MET con un braccio meccanico, un perizoma di pizzo o un abito che non incastreremo mai sotto al tavolo durante la cena placèe.
(Notare il mio plurale, ANDIAMO, dove io al massimo vado a prendere la pizza da asporto dal cinese sotto casa di biscottino come massimo esempio di mondanità).
Più vedo cafone in giro con hot pants e una ritenzione idrica ostentata come fosse il pezzo forte della carrozzeria, con quel fare maleducata tra la cicca masticata e il mollettone di plastica in testa, e più andrò alla scoperta di icone del passato capaci di farci sperare nel mondo.

Vestiamoci così, sempre.


Forse ai tempi delle nostre nonne era più facile comportarsi a modo, essere educati, avere uno stile personale e ben definito nel vestirsi e nel porsi con gli altri, non lo so, sta di fatto che quando mi capita di sfogliare le fotografie di Avedon, di Beaton e Mulas, rimango spiazzato dall’incanto degli abiti, da quel sapore di estrema eleganza mai snob e mai antipatica, ecco.
Perché invece spesso vedo modelle e socialitè degli anni 2000 fotografate avvolte nei loro cappotti ultima stagione e quello che percepisco è antipatia, così a pelle, senza motivo e senza un perché.

Mi ha sempre affascinato molto la figura patinata e quasi irrealistica di Allegra Caracciolo di Castagneto, classe 1945, figlia di un nobiluomo napoletano un po’ decaduto e Anna Visconti di Modrone, nipote di Luchino Visconti e cugina di un’altra icona di charme, Marella Caracciolo di Castegneto. Entrambe sembrano destinate alla moda e al costume, entrambe sposano un rampollo di casa Agnelli ed entrambe entrano a far parte di quel gusto tipicamente anni ’60 con quei salotti in cui ricevevano la mondanità che conta tra le tappezzerie damascate e i posaceneri di design.
Prima delle bacheche di Pinterest, prima dei following su Instagram, Allegra diventa subito da giovanissima una ragazza di buona famiglia da cui trarre ispirazione per il suo stile, definito ed energico.



GLI OCCHI.

Pantaloni a palazzo, pigiama quasi esotici, gonne lunghe e geometriche, pose da Cleopatra e un viso che ritengo magnetico. Occhi grandi, allungati e messi in risalto dal contorno scuro, cofana di lacca ben pettinata alla moda e quello chic aristocratico che non si compra.
Il suo tratto distintivo è questo collo molto lungo, così come anche Marella, che in una foto di Richard Avedon sfiora la fantascienza ma che trovo ipnotico.
Un po’ levriero afghano, un po’ felino Allegra è un esempio di sobria eleganza, quella ricercata e appropriata al ruolo e all’occasione. Vera ispirazione.

Allegra Caracciolo Agnelli vive a Torino e conduce una vita ritirata, si batte per la lotta contro il cancro e soprattutto non fa uso di botox, prendiamo esempio. 



Il collo lungo come segno distintivo di grande raffinatezza.


8 commenti:

  1. Questa è la classica bellezza che oggi non sarebbe capita, perché non rientra nei canoni classici! Occhi all'ingiù, naso importante... però concordo, ha carattere e tanta classe!

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  2. Non avevo mai visto sue foto da ragazza, sono meravigliose.

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  3. Grazie per farci vedere queste donne bellissime e profondamente eleganti (certo anche molto ricche, e questo non guasta...). Oggi si vedono donne molto diverse, nemmeno lontanamente paragonabili per gusto, sobrietà, classe e appropriatezza.
    claudiag

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  4. Caro Lorenzo, anche usare il termine "cagne" su Snapchat denota poca educazione e tanto sessismo. Non nascondo di essere rimasta molto delusa sentendoti parlare in quel modo e spero che questo messaggio (non sapevo come altro raggiungerti, mi auguro di non risultare inopportuna scrivendoti in questo spazio) ti porterà a una riflessione in merito.
    Ti auguro una buona serata.

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    1. Mi dispiace che tu ti sia firmata con Anonimo, per raggiungermi c'è email, twitter, facebook e anche Snapchat.
      Mi dispiace tu sia delusa ma se ho detto cagne è sicuramente riferito a un tipo di volgarità che a me non piace, e questo non è riferito a un genere specifico, che siano donne, uomini, gay, trans o altro. Non mi ricordo nemmeno che cosa ho detto, se ne dicono tante ma sicuro non volevo offendere nessuno, piuttosto cercavo di prendere delle distanze da comportamenti che non mi appartengono e che preferirei non vedere.

      Buona giornata a te.

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  5. Innanzitutto mi presento, sono Paolo Gasbarrini, pedagogista e dipendente del Centro Interculturale di torino, dottor o meno non importa.
    Non sono un visitatore assiduo di blog, ma voglio cogliere l'occasione anch'io di filtrare un mio commento a questa vetrina di immagini.
    Coi miei 57 anni ho visto passare mode di ogni tipo.
    Anche lo stesso linguaggio usato nei primi commenti, il termine classico, le parole che "si misurano" sono spurie. Definire classica un immagine può voler anche dire che non ha nessun significato.
    A mio parere non c'è da dare un giudizio di ciò che si vede ma semplicemente dire, mi piace, è bello o non mi va, non ne capisco il senso.
    usare termini "alla moda" serve ancora meno: 30 anni fa si facevano facili confronti col termine "nella misura in cui..." o "in altri termini", ma quali termini, quali misure?
    Se viviamo un vuoto culturale non è colpa nostra.
    Io per esempio son stato colpito da quanto Allegra caracciolo ha subito in questi giorni, nonostante abbia un felice ricordo di lei (in quanto abbiamo condiviso la paternità di un gatto che attraverso la gatta di mia madre abbiamo fatto accoppiare fedelmente secondo le regole dettate dai canoni dei petitgree, gatto che definirei come un "Don" Camillo dei giorni nostri, non me la sento di liquidarla come una donna qualunque che si presta a un arte classica.
    E' la donna Allegra Caracciolo in quanto tale, col suo fascino "sparviero" che si addice ai nobili (e non solo), che aggrada i più umili per ciò che ha fatto nella vita e non si lascia sicuramente confondere con coloro che si ricoprono di abiti nobili senza esserlo di fatto.
    Cordialmente le porgo i miei più sentiti auguri per tutto ciò che voglia intraprendere, pur non essendo più moglie, ma bensì vedova, di colui che tutti noi sappiamo esser stato uno dei padri della Fiat.

    Paolo Gasbarrini (Petrolo)

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  6. Chi cerca trova... è vero!!! Ma vieni a cercare nel posto giusto. Scopri posacenere da scrivania. Vai su http://www.vitalbios.com/A/MTQ2NzEwNDY4MSwwMTAwMDA1OSxwb3NhY2VuZXJlLWRhLXNjcml2YW5pYS02OTgzLmh0bWwsMjAxNjA3MjYsb2s=

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  7. Grazie per le fotografie e il commento, con cui concordo in pieno. Specialmente quando dice: "Quello che ormai manca è lo stile, lo charme, quella capacità intrinseca di essere nel posto giusto vestiti nel modo giusto..."

    E' verissimo che ogni epoca ha il suo stile (o non-stile), e che le mode cambiano, pero è altrettanto vero che c'è un modo di porsi per ogni occasione....invece, oggi è frequente vedere gente, mettiamo alla Scala, o ad un concerto, che indossa i soliti jeans bucati e la prima t-shirt che gli è capitata tra le mani, allo stesso modo che magari sono capaci de farsi vedere per strada, in metropolitana, alle 9 del mattino, con tubino aderente e tacchi 12. Per non parlare delle tante coppie mal assortite che se vedono in giro: lei, che si è truccata, vestita elegantemente e porta i tacchi, e lui con la maglietta, magari neanche di giornata, jeans e sneakers...alla Mark Zuckerberg...ragazzi, ogni tanto potreste considerare che a noi donne piace vestirci bene,ogni tanto, e che magari potreste fare uno sforzo ogni tanto anche voi.....una bella camicia e un bel pantalone (senza buchi) in cotone basterebbero...e magari un paio di moccasini anzichè le sneaker, al meno per andare a cena fuori...anche se solo como segno di rispetto per la donna che vi accompagna.

    Scusate gli errori, non sono italiana.

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