martedì 27 ottobre 2015

56 ANNI DI GIOVINEZZA

"HO 56 ANNI LO GIURO".
Barbie è un'eroina del mondo contemporaneo, un bagliore di luce e speranza con due tette che stanno esattamente nei flute di champagne. Quante, ma anche quanti, di voi non facevano altro che passare con lei tutto il pomeriggio facendole assaporare almeno dieci vite diverse? Poteva andare al mercato, due minuti dopo partire per la spedizione della Nasa (sempre coi tacchi ovviamente) e cinque secondi dopo arredare la sua casa tutta rosa coronando il sogno di un'esistenza senza mutuo.
 
Com'è nata la famosa Barbie? Barbie non ha mica un nome così comune, all'anagrafe infatti è Barbara Millicent Roberts, quasi aristocratica la ragazza.
Barbara era la figlia di Ruth Handler che insieme al marito creò la Mattel, l'idea le venne guardando la figlia che alle sue bambole di carta dava il ruolo di donne adulte, si era stufata di giocattoli che rappresentavano neonati. "Basta cacche e pannolini, io voglio che la mia bambola vesta come una ballerina di lap dance con una tutina leopardata" avrà urlato in lacrime.
 
Era il 9 Marzo 1959 quando Barbie fece il suo ufficiale debutto in società. Venne costruita in Giappone, ecco il segreto dei suoi capelli liscissimi (lontani ancora gli esperimenti liscio perfetto di Yuko Yamashita). Il suo primo outfit? Degno di una vera ragazza di buona famiglia, un costume zebrato, tacco a spillo e una lunga coda e ne vennero vendute 350 mila in un tempo record.
Il dilemma della nascita di Barbie è che ha decine di sorelle ma non una madre, un po’come Brooke Logan. C’è Skipper, odiata da tutti perché è l’unica coi piedi piatti e non le stavano le scarpe con il tacco, poi le sconosciute Stacie, Shelley & Krissy. La sua migliore amica, altra sconosciuta, è Midge, che si è anche sposata con Alan ma Barbie non era presente altrimenti ci sarebbe una “Barbie testimone di nozze”. Barbie è un esempio da seguire, non è razzista visto la quantità di amiche e amanti giapponesi, africani e indiani. La più famosa è Christie, la bellissima ragazza di colore con gli occhi neri neri vestita Benetton. Inoltre ha rappresentato 50 nazionalità diverse, diventando lo specchio del mondo.
 
 
La sua più grande passione è la moda. Vestita dai migliori stilisti, da Valentino a Versace, da Benetton a Yves Saint Laurent. Migliaia le scarpe di tonalità rosa/fucsia, vestiti cortissimi e top che scoprivano la pancia, un addome piatto scolpito dalle lezioni di Pilates. Un sedere sodo e a mandolino, mutandoni perenni e un sorriso da starlette. Il trucco sfumato, le ciglia lunghe disegnate e i CAPELLI. Il suo punto forte erano proprio questi capelli, biondi, lunghi e setosi che tutti noi pettinavamo spezzandole l’osso del collo, fino a rasarla a zero prima ancora di Britney Spears.
Ha avuto 38 animali tra cani, gatti, conigli, addirittura un panda, una zebra e un cucciolo di leone. La sua più grande storia d’amore è Ken, il californiano abbronzato e muscoloso, sorridente come un ebete e un ciuffo all’avanguardia. Ken perennemente nudo perché era inutile vestirlo, non ho mai conosciuto qualcuno che comprasse i vestiti a Ken. Aveva sempre e solo una camicia di jeans, al massimo a quadretti da boscaiolo. Inenarrabili le storie di sesso che si improvvisavano, ricordo che Barbie andava al mercato a fare la spesa con la sua Ferrari bianca e una volta tornata trovava Ken nudo come un verme che al posto di lavare il Camper rosa era sempre sdraiato a non far nulla. Cazziatone poi sesso.
 
Barbie invece non si ferma un attimo, è stata ginnasta, astronauta, acrobata, papessa, cantante gospel, esploratrice, pilota d'aereo, hostess, veterinaria, primo ministro, principessa, sirena, infermiera, pizzaiola, professoressa, cantante, bagnina, cuoca, imprenditrice. Non è affatto snob, al contrario si adatta ad ogni situazione.
 
Ken e Barbie sono stati una coppia di fatto fino al 2006, quando si sono sposati ufficialmente. 43anni di fidanzamento sono lunghi e difficili ma  loro si sono sempre amati, hanno avuto una sola crisi in cui Barbie si è fatta affascinare dall’esotico surfista Blaine, un flirt durato poco, un’avventura estiva consumata sotto una palma di Miami, poi è tornata strisciando da Ken in versione “Barbie adultera” con un sufflè di mele.
Da quel giorno in cui nacque Barbie sono passati 56 anni e sul suo viso non sono comparse rughe ma zigomi alti, trucco perfetto e una forma fisica invidiabile. Forse è un modello estetico sbagliato, forse è solo un timore di genitori apprensivi, forse è la sorella, l’amica o la nemica che avremmo voluto avere, ma tutti abbiamo vissuto con lei un’avventura frutto della nostra arguta immaginazione.
E quanto era divertente, quanto.
A celebrarla una mostra “BARBIE THE ICON” che ripercorre la sua storia al Museo Mudec di Milano dal 28 ottobre 2015 al 13 Marzo 2016.
Io ci vado, e se vedo la villa rosa con l’ascensore mi metto a piangere, perché ancora la sto aspettando da Babbo Natale.
 
 

 

giovedì 15 ottobre 2015

SCARPA DA VECCHIA FA BUON BRODO

Cosa direbbe Coco?
È arrivato quel momento dell’anno in cui vestirsi può essere una scommessa, un po’ per il tempo, un po’ perché ancora non abbiamo capito cosa dall’alto ci venga imposto come tendenza assoluta. Chi segue le mode e butta ogni stagione via quel che ha comprato pochi mesi prima perché su Instagram non va più e la socialite di turno disse che è out, sicuro è come un giocoliere in bilico.
Le riviste un giorno danno per scontato quello stile colorato ed eccentrico anni ’60 per poi rivalutare subito, senza preavviso, appena 1 mese dopo, i pantaloni oversize, le mantelle da Nonna di Cappuccetto Rosso e le scarpe dal tacco quadrato.
E in tutte le case c’è quel momento in cui una madre al cambio di stagione mostra alcuni abiti alla figlia che segue la moda ma ancora non ha quella personalità evoluta per cui riesce a scegliere senza essere influenzate dalle pseudo bloggers e dalle it-girls dei social.
“Ti piace questa o la do’ via?” alzando in volo una pochette di coccodrillo anni ’40.
“Ma no Mamma, quest’anno va la lucertola dai, che roba brutta”.
E via il prossimo pentimento quando improvvisamente si scopriranno tutte intenditrici di vintage e chi non possiede una borsetta da giorno in coccodrillo a clip rimane una derelitta.
“E queste scarpette aperte dietro con tacco 7 quadrato? Sono nuove”.
“DAI MAMMA FANNO CAGARE CHE SCHIFO”.
E sono le classiche Chanel bicolor, le slingback.
Non so chi sia.
E qui si consuma la tragedia. Dovrebbero studiare quello strano fenomeno per cui durante la vita a periodi alterni odi dei vestiti che poi però cerchi disperatamente e ti mangi anche la tibia quando ti ricordi di averli regalati a chissà chi.

venerdì 9 ottobre 2015

UOMINI: VESTITEVI COSI'

Non sono affatto uno di moda. Non lo sono mai stato e credo sarà difficile diventarlo in un prossimo futuro, perché troppo abituato ai classiconi del guardaroba piuttosto che alle frivolezze dell’evolversi di ogni stagione sfilata dopo sfilata. Un anno va il tartan e ce lo annunciano come fosse un nuovo mondo scoperto, così come altre banalità di moda che affondano le proprie radici nella storia del costume, che di certo non ha inventato Jeremy Scott con le magliette stampate con il Cif sgrassatutto.
A mio modestissimo parere l’uomo può avere nel guardaroba mille cianfrusaglie da buttare ogni stagione ma ci sono alcuni capi intramontabili che per risparmiare dovremmo comprare oggi e indossare fino a quando andremo a controllare i lavori in corso ai cantieri.
Questo è un vademecum per chi ha quello stile un po’ vecchio, non per chi segue le mode e veste Frankie Morello.
 Il BORSALINO
O più in generale il cappello, che sia la coppola, la bombetta, il Borsalino a tesa piccola, quello a tesa più larga o il classico Fedora. Perché lo indossiamo adesso con le Stan Smith e una giacca più sportiva e lo porteremo domani con il cappotto spigato per andare a giocare a bridge con gli amici sopravvissuti. Un uomo senza il cappello è un uomo senza pelo sullo stomaco.
Un classicone.
 
 
IL LODEN
In un solo cappotto l’espressione della vecchiaia ma anche dell’estrema disinvolta eleganza. Verde con i bottoni tirolesi in cuoio, con il taglio alle spalle e con la pences sulla schiena, così quando farete una giravolta l’effetto sarà una deliziosa ruota. E’ proprio facendo una giravolta con il mio nuovo Loden che ho tirato giù mezzo scaffale in un negozio di scarpe del centro, d’altronde goffo come Pippo è il mio secondo nome.
Il mio preferito.
 
LA RENNA
Altro intramontabile classico, se avete la fortuna di indossarlo prima dei 30 anni perché ereditato o comprato in un mercatino, vi accorgerete quanto in giro per strada lo usino solo pensionati e signori bene, distinti e impeccabili. E vi sentirete parte della crew.
Quella del Papà è sempre più bella.
 
IMPERMEABILE
Più che trench. E il bavero alzato solo se siete Cary Grant o avete 69 anni compiuti.
Che sia Allegri o Burberrys
 
IL BARBOUR
E’ molto borghese ma è la giacca usata dagli inglesi per andare a caccia nei loro manieri di campagna, e chi siamo noi per non sentirci un Lord nelle praterie del Devonshire anche quando torniamo a casa con la carta igienica sottobraccio? Lo indosso da quando avevo 7 anni ed era il mio preferito. Avvertenza: le sue tasche sono così grandi che le chiavi di casa saranno l’ultima cosa che riuscirete a tirare fuori all’occorrenza.
A caccia nel Devonshire.