martedì 24 febbraio 2015

SE CE L'HA FATTA AMANDA KNOX


CHE COPPIA.
Già la vita è una continua corsa a ostacoli perché si deve sopravvivere, essere felici, mostrare entusiasmo, piangere senza smoccolare sulle federe pulite e mangiare senza ingrassare, se poi assistiamo a cose di questo genere non stupitevi dei miei collassi emotivi.

Affrontato il San Valentino con una calma e una tranquillità che solo quella giusta dose di Xanax può darti, ritorno alla pace interiore.

Ma vengo turbato profondamente da una notizia apparsa qua e là sui giornali internazionali. Lo so che sono stupide parodie della vita e che dovrebbero interessarmi quanto una partita dei mondiali o l’ultimo cruciverba compilato da Ratzinger, ma qui c’è in ballo la mia dignità.

E’ UNA QUESTIONE DI PRINCIPIO.

Leggo infatti che non solo Amanda Knox si è fidanzata, e dici, va beh, si fidanzano tutti ma poi si mollano subito dopo aver pubblicato foto felici insieme su Instagram quindi non diamoci peso, ma si sposa. SI SPOSA.

Questo significa che è una relazione in cui lei è stata corteggiata, desiderata, voluta, consumata, apprezzata, litigata, si sarà sentita dire “Stasera sei bellissima”, le avrà regalato sexy lingerie, fiori per il compleanno e dormiranno insieme abbracciati. Poi lui si sarà inginocchiato e le avrà chiesto di sposarlo perché lei è la donna della sua vita.

Fin qui tutto normale, ciò che non è normale è che Amanda Knox non è una soubrette decaduta o l’attrice di qualche serie cult americana ma quella che è stata processata per il truce omicidio di Meredith a Perugia.

 A me dicono “Occhioni”, “Bel manzo” e “Hai la faccia da bravo ragazzo” e sono single, Amanda Knox che ha visibilmente la faccia da pazza si sposa. In quale mondo? In quale galassia possiamo concedere il matrimonio a una così e nemmeno un appuntamento decente a uno come me?

Se lo viene a sapere Jennifer Aniston qua succede un vero casino. Io ve lo dico.

mercoledì 18 febbraio 2015

NEXT TOP COINQUY vs PALAZZO CHIGI


LUI CI PROVA
Questa ricerca della coinquilina perfetta si è trasformata in un vero e proprio concorso di bellezza dove ci sono imbarazzanti presentazioni, una giuria schietta e decisa e tanti, tanti casi umani. Next top coinquy è un po’ sprofondata negli abissi perché non ci sono stati personaggi degni di nota. Ma è successo che mi sono trovato davanti qualcuno che mi chiedesse “Ma tu sei Lorenzo di Twitter?” con uno sguardo di disapprovazione in quanto ho l’allure di uno che di moda se ne intende e invece ricevo gli aspiranti coinquiline con le ciabatte altoatesine, la tuta scozzese e la felpa da rugby.

Un look da favola come direbbe Alessia Fabiani.

Una sera mi sono arrivate due richieste, una da questa tizia con corpetto in pelle e mascherina di pizzo che mi chiede più foto, forse pensando fosse una chat soft porn. Per curiosità leggo i commenti della foto profilo ed è tutto un “PANTERONA”, “Tu sì che gli uomini li mangi” e “Mamma che ti farei”. Direi non proprio la coinquilina perfetta che pulisce casa e la sera commenta i fatti del giorno mangiando gelato dalla vaschetta. Noi in casa, solo Bridget Jones e simili.

L’altra richiesta mi ha fatto sussultare mentre tentavo di tagliare dei pomodori, scolare la pasta e misurare la temperatura del forno senza far prendere fuoco a nulla. Immaginate la scena di io che leggo distrattamente il telefono e mi compare la scritta “Matteo Renzi ti ha inviato un messaggio”.

A ME? MATTEO RENZI?

venerdì 13 febbraio 2015

COME FAI A ESSERE SINGLE PROPRIO TU?


CI METTO PURE LA FACCIA (DA PIRLA)
Quando il bisnonno Carlo ha deciso negli anni ’30 di costruire il palazzotto Bises a Roma esattamente sopra le catacombe di San Valentino, nell’omonima via, da lì si è scatenata una sorta di iettatura leggendaria nelle relazioni amorose della famiglia.
Se i miei genitori festeggiano 40 anni insieme, io non raggiungo il terzo appuntamento.
Diciamolo, la vita da single non è così orrenda, puoi programmare viaggi senza sentirti in colpa, puoi uscire a ballare e fare l’occhiolino a chi ti pare che tanto non c’è pericolo per nessuno, tantomeno per te che al massimo becchi un “Che te guardi?” e poi hai un intero barattolo di Nutella da non condividere e i brufoli sono tutti tuoi.

Perché rinunciare a questi privilegi? In nome di cosa? Per sentirsi dire “Ti amo”, “Mi manchi”, “Dai stasera ti offro la pizza e ce la mangiamo davanti a C’E’ POSTA PER TE”?.

Ditemi dove firmare che riscaldo la cera-lacca sul fornello a gas.

Siamo sentimentalmente condizionati a cercare una spalla vicina, o un pettorale e un gluteo definito, perché soli si sta bene ma fino a un certo punto. Ci deve essere sempre una mano che ti tenda il telecomando, un numero preferito da inserire nel piano tariffario della Vodafone e una cavia da sperimentazione quando decidi che vuoi cucinare un “manicaretto” velenoso.
I single convinti nascondono nel sottosuolo delusioni e amarezze, un po’ per farsi forza e un po’ perché il mito del “In coppia ci si annoia” è duro da stemperare.

Nella realtà sai che divertimento iniziare a conoscere qualcuno, a fatica, a rallentatore, con tutti che ti dicono “Vai piano, mi raccomando” quando vorresti già decidere il colore degli asciugamani da bidet della vostra casa insieme, e poi veder sfumare quel tuo sogno perché la sparizione al terzo appuntamento segue i vari cliché “Oddio non sono pronto, rincorreresti casini, è un periodaccio, NON SEI TU SONO IO” e simili.

Perché tanti di noi farebbero a meno di organizzare serate divertenti tirando fuori il nostro lato più comico per buttarla sulla simpatia quando poi la reazione è “Che slip indossi?”, o al contrario partire con l’ormone della foresta e ricevere grattini e coccole da anelli al dito. Coccole a cui segue come da copione la frase “Sei stato MOLTO carino, siamo stati MOLTO bene MA….”.

Per la regola che due MOLTO nella stessa frase portano a un cataclisma generale.

lunedì 9 febbraio 2015

E SE NASCE BRUTTARELLA?


La risata di una che un giorno poggerà il culo sul trono.
Ultimamente la casa reale Windsor è un po’ noiosa, nessuno scandalo a corte, nessuna brutta gaffe di quella stordita di Camilla, nessun soffio di vento sotto alla gonna di Kate. Certo, si parla della sua gravidanza e sull’attesa spasmodica dell’innalzamento di una piccola principessina di fronte a un’Inghilterra che già avrà comprato il set di tazzine con la nuova effigie di famiglia, ma oltre alle nausee e qualche caviglia gonfia, nulla.
Si dice sia femmina, ma va? È una coppia reale inglese, simbolo di tutta la ricostruzione d’immagine che gli Windsor hanno dovuto editare perché tra Diana in giro come una matta per il mondo e la bruttezza del principe Carlo, c’è stato un po’ di lavoro per tabloid e opinione pubblica.

Ora invece abbiamo la famiglia perfetta, lei capelli invidiabili e mai un fascinator storto, lui, va beh lui è di sangue blu e aspirante al trono quindi ce lo teniamo anche coi capelli sempre più radi, il figlio George che è tanto buffo e sembra un bambino simpatico poi chi lo sa magari ammazza tutti e getta i corpi nella Tower of London, e addirittura il cane che sicuramente la mattina corre incontro al ragazzo che consegna i giornali e lo porta a una Kate sorridente che prepara la colazione.
Per questo il mondo intero si aspetta che a nascere sia una bella bambina e che toh  la casualità verrà chiamata DIANA, perché nulla è lasciato al caso e in fondo sarebbe anche carino ricordare colei che ora sarebbe una Nonna elegante, forse con meno spalline anni ’80 ma sicuramente presente e affettuosa come lo era con i figli.

mercoledì 4 febbraio 2015

GOFFO COME PIPPO



Ci sono persone che sono capaci di stare al mondo senza avere capelli scompigliati, macchie di unto su qualsiasi cosa indossino, scarpe slacciate e caccole del sonno sugli occhi.  Non è questione di sicurezza, educazione, e non sono nemmeno i dettami d’etichetta impartiti da Nonne con il filo di perle nate sotto il regno Italico dei Savoia, al contrario è proprio la goffaggine di alcuni di noi che è invincibile.
Con un grande self-control mi sono guardato dentro e dopo essermi detto “Lorenzo, magari 4 tipi di tartan diversi tutti insieme anche no”, ho affrontato la dura realtà.
SONO GOFFO.
E alla parola goffo mi viene in mente subito Pippo che è dinoccolato, lungo e maldestro. Che fa cadere le cose, riesce a perdere una roulotte e inciampa di continuo. Io sono proprio così, faccio una cosa e me ne cadono quattro, apparecchio una tavola e rompo un bicchiere, lavo i piatti e piovono scolapasta che urtano una ciotola di vetro che a sua volta rimbalza e si schianta contro il vetro del forno creando un caos che il Big Ben in confronto era una lucina di Natale.
Come un elefante in una cristalleria, come un labrador che si sente piccolo e invece pesa 40 chili e ti salta addosso, mi muovo pericolosamente agli eventi, nei negozi e prima o poi mi aspetto che qualcuno mi dica “No Lorenzo, stai a casa tua”.
In particolare ci sono stati 3 momenti di apice della mia goffaggine.