martedì 3 novembre 2015

CLOCHARME: STILE & POVERTA'


Fermi tutti. Clocharme è l’evoluzione Super Sayan di Pezzenti con il Papillon, che non è solo un modo di dire o un personaggio cucitomi addosso per favorire like, al contrario la maggior parte delle volte che mi chiedono “Come si chiama il tuo blog?” lo bisbiglio quasi vergognandomene.

Forse avrei dovuto chiamarlo “Sfigati con il cravattino” come mio padre è convinto che si intitoli. Pezzenti con il papillon è più uno stato mentale che economico, si tratta di stile più che personaggio, ci si nasce non si diventa.

Perché ci sono alcuni comportamenti che evidenziano questa patologia cronica:

-         Non aggiornare l’estratto conto, perché parlare di soldi è volgare ma nella realtà c’è poco da aggiornare.

-         Preferire i vestiti al cibo.

-         Vivere nel passato, perché i pezzenti sono i decaduti del nuovo millennio. Coloro che provengono da generazioni di buona famiglia in cui il personale di servizio indossava sempre la divisa, la Nonna le perle e la bisnonna diamanti grossi come mele. Famiglie con una storia da raccontare, in cui c’era grazia, ottima educazione, i “buongiorno” sempre sorridenti e i “buonasera” precisi all’ora del tè nel salotto buono. Non esistevano tute da ginnastica ma mocassini college, i bermuda in velluto rigorosamente intonati al papillon e le camicie a fiorellini fino alla pubertà.

Più che nostalgia è rispetto per il passato, che sia decaduto o ancora in fiore.

-         Impazzire per tutto ciò che i Non-Pezzenti-con-il-Papillon lancerebbero nel fuoco: dalle tazzine dipinte a mano con lo scorcio di castelli inglesi del 1700 agli argenti cesellati, dalle architetture Liberty alle velette.

-         Osservare l’arte contemporanea, struggersi nel dolore più profondo pur di capirla, farla propria, rifletterci per giorni, mesi e anni, fino ad arrivare alla commiserevole conclusione che ti fa cagare e che preferisci di gran lunga un bellissimo Hayez o un Boldini.

-          Sognare con il grande Cinema degli anni ’50 e fregarsene a mani piene dei film cult del XXI secolo in cui si scopre Marte o la Terra viene minacciata da un meteorite infuocato. Nulla può battere l’immagine di Rossella O’Hara o Holly Golitghly sotto un diluvio che urla “GATTOOOOO, GATTOOOOO”.

-         Impazzire, stare male fisicamente, perdere il senso logico di fronte a una bancarella di un mercatino vintage, riuscendo a trovare una quantità informe di cose apparentemente inutili, scarti di case altrui, che diventano essenziali per te e per la tua casa.

-         Più che Lady Gaga, la Marchesa Luisa Casati.

-         Più che “50 sfumature di grigio”, “La signora delle Camelie”.

-         Vestire con disinvoltura abiti dismessi da cugini, prozii, nonni, bisnonni, nipoti e figli.

-         Portare una Chanel come fosse un sacchetto e un sacchetto come fosse una Chanel (cit. Nonna di Sarinski).

-         Non ostentare mai e poi mai un abito, una borsa, o una cospicua eredità.

-         Meglio ereditare stile e grazia piuttosto che i soldi, con quelli non c’è eleganza che si possa comprare.

-         Avere come fashion icon la Nonna e non l’ultima it-girl di Instagram.

-         Autoironia, così quella volta che ti ritrovi scalzo per strada perché le scarpe comprate a 1 euro da una zingara a un mercatino si sono aperte come una banana, fai Snapchat e non piangi in un angolo minacciando il suicidio.

Proud to be Pezzenti con il Papillon, oggi come domani.

5 commenti:

  1. Come si fa a non condividere tanta saggezza, arguzia, buon senso ?...infatti condivido, in particolare l'affermazione sull'arte contemporanea. Mi si dice che chi non la capisce, non capisce il proprio tempo: ecco, è proprio così.

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  2. Ho deciso che ti adoro.
    Si può scrivere PUNTO?

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  3. La penso esattamente come te!! Mi piace tantissimo il modo in cui scrivi, gli argomenti che tratti e, soprattutto, il modo in cui ci fai conoscere l'arte attraverso foto e descrizioni <3
    Fiera di essere una pezzente con il papillon.

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  4. QUesto blog mi piace assai.

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  5. QUesto blog mi piace assai.

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!