giovedì 26 novembre 2015

CHE BELLO CHE FAI L'ISTRUTTORE DI NUOTO

Stagisti si nasce, si diventa e ci si mummifica. Uscire dal tunnel di stage registrati a caso, in qualità di apprendisti, schiavi liberi o domestiche referenziate è davvero difficile. Così ci si inventa la qualunque per risparmiare o semplicemente rimboccarsi le maniche perché i genitori non sono bancomat a chiamata e l’indipendenza economica è uno dei momenti più belli che si possano vivere.
Vuoi mettere la felicità di andare da Prada con la carta del Papi e poi finire da H&M kids con la tua postepay in fase di autodistruzione? UN SOGNO.
Lavoro da quando ho 19 anni in piscina e ormai la puzza di cloro, le infradito e quell’umidità da equatore sono parte di me, e alla fine stanco o no, mi congratulo con me stesso perché le giornate sono lunghe, le fermate della metro infinite e le gambe sempre rotte, ma almeno me la cavo da solo.
Ufficio+ 50 minuti di metropolitana + 2 ore di corsi di nuoto + 2 ore di fitness + 45 minuti per tornare a casa e poi la pace sotto al piumone guardando Chi l’ha Visto?
In alternativa Ufficio + 30 minuti di mezzi + merenda al volo + 7,5 chilometri in bicicletta + 2 ore di fitness + 7,5 chilometri in bicicletta, sempre per finire a vedere Chi l’ha Visto? Sotto al piumone.
Tanti mi dicono “Ma che bello che lavori in piscina” oppure “Che sexy istruttore di nuoto” perché forse hanno delle aspettative diverse dalla realtà, che non voglio distruggere, ma solo portare a regime.

L’istruttore di nuoto non sempre è quello più fisicamente predisposto alla bonaggine, infatti dopo 5 ore passate a urlare, a dire “VIAAAA”, “ALZA LE GAMBEEEEE”, “MATTEO, PIETRO, GIUSEPPE E CAMILLAAAAAA” magari non ha voglia di nuotare e rientrare nuovamente nell’acqua all’impatto gelida. Quindi forse è l’ultimo dei suoi pensieri riattivare il bicipite o irrigidire il gluteo.
Noi istruttori accogliamo sorridenti i bambini, facciamo le mamme, le baby sitter, i padri affettuosi, le badanti e anche gli psicologi. “No Gaia, non piangere che oggi non facciamo i tuffi promesso”, poi appena la famiglia si dilegua un po’ nazi “ALLORA UN TUFFO E POI FACCIAMO IL MISSILE” perché il primo insegnamento è non traumatizzare il bambino.
Abbiamo timpani perforati, costumi sempre bagnati e un pallore giallo dovuto alla combo acqua azzurra+luce al neon che ci fa sembrare in procinto di morire di epatite.
“Lorenzo stai bene?”
“Ma certo, non mi trovi in formissima?” con sorrisone, sudato fradicio dopo due ore di gambe/addominali/salti perché le sciure dell’acqua fitness non si ritrovino molli come capesante la prossima estate a Jesolo.  Perché delle responsabilità in vasca, tra cui quella di combattere la loro cellulite come fosse mia.


A una certa ora del giorno diventiamo idrorepellenti, ci siamo appena asciugati, abbiamo una temperatura corporea che non si aggira più intorno ai 34 gradi, abbiamo ripetuto 10 volte “Facciamo una vasca a stile e il ritorno a dorso” e ci siamo sentiti chiedere “Maestro, ma al ritorno rana?” poi incitiamo a battere più forti le gambe ma appena una goccia d’acqua sfiora il tuo malleolo senti un brivido lungo la spina dorsale. Quello è un momento in cui rimpiangi perfino di non lavorare come impiegato delle poste a Cinisello Balsamo.
Siamo i primi ad ammalarci e gli ultimi a essere riconosciuti come importante step nella crescita di un bambino che si ricorderà di te come quello che ha tentato di affogarlo e non come un eroe che l’ha fatto smettere di avere il terrore dell’acqua.

A colpo d’occhio sappiamo identificare subito il colore delle ciabatte, delle cuffie, degli accappatoi di ognuno di loro, li aiutiamo a fare il nodo e li diamo la mano per arrivare più velocemente nello spogliatoio così non prendono freddo. Li salutiamo con la mano. Succede anche che una bambina ti sorride e ti dice “L’altra volta non c’eri, mi sei mancato” e ti porta un disegno in cui tu e lei siete felici in un mondo tutto color pastello e c’è anche un arcobaleno.

In quel momento dimentichi ogni fatica e soprattutto non fai caso al fatto che nel disegno non ti ha fatto manco i capelli ma indossi la cuffia. 

21 commenti:

  1. bellissimo! pubblica il disegno!

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  2. Sebbene siano trascorsi oltre trent'anni, conservo un ricordo pieno di affettuosa riconoscenza per quel giovane ex allievo della iNonna che m'insegnò a muovere le mie prime bracciate. Ogni volta che rimetto piede in vasca, mentre rimbalzo come una tarantolata per non assiderare, mi rivedo lì, con lui e la tavoletta in mano. Riprendo consapevolezza, prendo fiato e parto.
    A gennaio tocca a Siegmund - in netto anticipo sull'età che avevo io quand'ho imparato a nuotare. Presto fenderemo l'acqua assieme.
    Grazie a tutti gli istruttori di nuoto del mondo.

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  3. Che tenero ! Sarebbe carino vederre il disegno. claudiag

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  4. Che tenerinaaaaa la bambina!
    In ogni lavoro, credo, c'è un momento che ti ripaga di tutto: è per quelli che lo facciamo <3

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  5. Ti dico solo che se aprissero presso il centro dove è iscritto mio figlio una scuola, maestri i suoi istruttori di nuoto, io ce lo iscriverei domani mattina.
    Non sai la stima che ho per quei ragazzi, mediamente venticinquenni, sottopagati, sovrasfruttati, che coccolano ed educano i loro piccoli allievi. Credimi, ci sono genitori come me che vedono in voi dei co-educatori..con tutti gli oneri (ahimè) e gli onori (a mio giudizio: tanti e meritati) che ciò per voi comporta!

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    1. Ho quasi pianto, perché quando i genitori capiscono quello che hai capito tu, noi siamo felici, stanchi eh, ma davvero felici.

      Grazie!

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  6. Ciao!
    Stessi ritmi lavorativi, dalle 8.30 alle 17.30 in ufficio, dalle 19.00 alle 23.00 in piscina.
    Assistente e/o istruttore di nuoto.
    Non faccio fitness, ma le "sciure" che pensano che l'acqua della vasca sia come l'acqua di Lourdes, ci sono anche da me.
    E ci sono pure i bambini, perché non mi faccio mancare nemmeno tre ore di corsi "baby" al sabato pomeriggio.
    Ma quanto mi piace!
    Roberto

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  7. Ciao!
    Stessi ritmi lavorativi, dalle 8.30 alle 17.30 in ufficio, dalle 19.00 alle 23.00 in piscina.
    Assistente e/o istruttore di nuoto.
    Non faccio fitness, ma le "sciure" che pensano che l'acqua della vasca sia come l'acqua di Lourdes, ci sono anche da me.
    E ci sono pure i bambini, perché non mi faccio mancare nemmeno tre ore di corsi "baby" al sabato pomeriggio.
    Ma quanto mi piace!
    Roberto

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  8. Capisco. Comprendo. Condivido.
    Aggiungerei che come epitaffio sulle nostre tombe dovremo fra scrivere "Volevo solo che facessero le bolle!" em gari un "Gambe!" poco sotto.

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    1. "volevo solo che facessero le bolle" è bellissimo!

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  9. Mi hai toccato il cuore.
    Mi ritrovo in ogni parola che hai scritto!
    E per me non c'è cosa più bella essere gratificata con i loro sorrisi e disegni !

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  10. Grazie a tutti, ABBRACCIAMOCI TUTTI, umidicci e con la puzza di cloro.

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  11. Senti l'ironia: laureata in scienze motorie, specializzata, supplente nella scuole, istruttrice di nuoto...........e ora impiegata alle Poste! Ridi ridi! E' bello insegnare nuoto....non in Italia però, dove quel lavoro, perché di lavoro si tratta, e' considerato alla stregua di chi fa i pacchi nei negozi a Natale. Bel post comunque! Ciao!

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  12. Lavoro in piscina da quando avevo 16 anni, (quest'anno ne compio 52) e non ho mai letto nulla di più vero sul nostro mondo! compresi i commenti!!
    Attualmente solo assistente per scelta, ma per 30 anni istruttore, ho degli ex allievi già sposati che mi hanno portato i loro figli ad imparare!!!
    conservo i disegni di bambini e bambine che ora sono adulti ma che mi fermano ancora per strada per battermi il cinque!!!!! Son soddisfazioni!!!

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  13. Premesso che non c'entra una beata Maddalena, come mai non vendi i Petit Truc anche su Etsy? Immagino un'orda di spose inglesi lottare per l'ultimo fascinator, teenagers inferocite lanciarti banconote (virtuali) per il berretto con veletta, ...

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  14. sei un genio, ma solo chi ha passato ore ed ore ed ore a ripeterlo fino allo sfinimento capirà a pieno l'ironia e quanto sia vero.... non gioo mai riso così tanto piangendo al tempo stesso...nel ricordare gli anni trascorsi da istruttore di nuoto....

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  15. sei un genio, ma solo chi ha passato ore ed ore ed ore a ripeterlo fino allo sfinimento capirà a pieno l'ironia e quanto sia vero.... non gioo mai riso così tanto piangendo al tempo stesso...nel ricordare gli anni trascorsi da istruttore di nuoto....

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  16. sei un genio, ma solo chi ha passato ore ed ore ed ore a ripeterlo fino allo sfinimento capirà a pieno l'ironia e quanto sia vero.... non gioo mai riso così tanto piangendo al tempo stesso...nel ricordare gli anni trascorsi da istruttore di nuoto....

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  17. Ti ringrazio.. Anche se é passato tanto tempo mi hai fatto emozionare!

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  18. Quello che hai scritto è bellissimo, verissimo e fa davvero parte delle vita di un istruttore. Cresciamo con i bambini e i bambini crescono con noi. Penso sia un lavoro/passione che dona soddisfazioni davvero infinite.

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  19. Ciao a tutti, istruttori e non,io rientro tra I potenziali istruiti,cioè gli allievi quarantenni principianti. Se metto su google gioco ed accanto la parola nuoto, mi escono corsi per bambini. Sia in italiano e pure in inglese! Ma perchè, e qua piango come una bimba, voi istruttori non volete capire che se un adulto è arrivato a 40 con la paura dell'acqua alta, di fare ottocento vasche 'andata a dorso e ritorno a stile' gli giova certo ma non quanto...giocare!! Perchè per gli adulti non si possono fare giochi in acqua e ridere invece di stare con la mascella serrata e ringhiare a dorso? Prendere anelli sott'acqua,pertiche e qualsiasi cosa che sia...giocare!!!grazie per lo sfogo ascoltato :)))) Marina

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