sabato 22 novembre 2014

LA PASSIONE DIVENTA UN LAVORO




In tanti si lamentano della mancanza di lavoro, di opportunità e di coraggio. Crisi o non crisi tante volte si perde il senso del rischio e non si investe nelle proprie capacità.
Chi disegna abiti per bambini, chi prima realizzava collezioni intere e ora fa gioielli in argento, chi ha cominciato per gioco e ora è una vera e propria designer.
Come Carolina Ravarini, milanese purosangue, che dandosi alla creazione di gioielli handmade con pietre colorate e abbinamenti elegantissimi è un missile sparato nel jewel-design.
In una città in cui tutti si sentono stilisti, visual, designer e socialize, Carolina muove i suoi sapienti passi con una maestria davvero impareggiabile, perché ha uno stile molto ben definito.

Niente serpenti di strass, niente bracciali pitonati con inserti laccati d’oro e orrende scritte in latino, i suoi gioielli sono raffinati e di gran gusto, che si adattano a una impegnativa giornata di lavoro o a un cocktail formale in cui sfoggiare pietre pregiate ma non gli smeraldi di 4 etti chiusi nella cassetta di sicurezza in Svizzera.
Il segreto di Carolina è tutto lì, abbinare i colori in modo che l’uno esalti l’altro, come in una vera storia d’amore alla francese, così anche le due sfumature che farebbero storcere il naso alla signora “Io solo bianco e nero, fa molto Chanel” in realtà sono totalmente azzeccate.
L’azzurro con il verde, il giallo, il rosso.
Carolina non ne sbaglia una.
Il principio della sue collane a più giri ad esempio è quello di poter essere indossate da giovani sempre di corsa e dalle signore più mondane, sono un passepartout per ogni tipo di occasione, mai fuori luogo e mai eccessive.
Indossando una sua creazione poi non si arriva mai a quel fastidioso “Vorrei ma non posso”.
In ogni sua creazione, realizzata una a una da lei medesima con le sue manine da ricamatrice dell’Ottocento, c’è la passione e il savoir faire di una ragazza che quasi per gioco ha trovato il suo lavoro da grande.

lunedì 10 novembre 2014

CE L' HAI I BOYFRIEND?



Sarah Jessica Parker, alias "PEGGIO DI ME".
È un mondo molto difficile e per i single in particolar modo.
Nessuno che ti porta la colazione a letto quando dopo una serata in cui ti sentivi la regina della notte sembri uno zombie nel peggior b-movie della storia, nessuno che ti fa i grattini e nessuno da ossessionare a tutte le ore del giorno e della notte.
A metterci pure il coltello nella ferita da cui scorga il mio sangue blu Yves Klein è il complimento ricevuto da un’amica.
Quel giorno ero vestito peggio del solito, contavo ben 17 euro per il total look.
A colpirla sono stati i miei Levi’s un po’ da operaio slavo in una fabbrica di chiodi, pagati la bellezza di 2 euro in uno di quei mercatini dove prima o poi mi assumeranno come visual per migliorare le vetrine che lasciano alquanto a desiderare.
“Belli i tuoi jeans” mi dice complimentandosi “Sono un po’ stile boyfriend”.
Documentandomi poi a casa ho scoperto che esistono davvero dei jeans che si chiamano boyfriend e il concetto che racchiudono è davvero classista.

lunedì 3 novembre 2014

CARO KARMA TI SCRIVO



Caro Karma,
ti scrivo perché ho bisogno di farlo e ho bisogno di fare con te un po’ il punto della situa.
Insieme ne abbiamo passate tante e lo sappiamo, sappiamo entrambi che non è il momento più idilliaco mai apparso nella nostra ahimè sventurata costellazione leonina, MA io e te non ci siamo mai persi d’animo.

Perché tu caro Karma di scherzi me ne hai fatti, tante volte ti ho ringraziato e altrettante ti avrei preso a badilate sugli stinchi, affettuosamente parlando.
Insieme abbiamo vissuto la decadenza romana, la spensierata Strasburgo, la difficile Parma, la stagione dell’amore a Tarragona, il crollo a Lodi e la rinascita milanese.
Io, te e svariati milioni di drammi.

A volte non capisco se ci sei o ci fai, se mi ami o cerchi di mettermi i bastoni tra le ruote in tutte le pedalate che tento di fare. Inizia una cosa, lenta, difficile, con una strada che non è in salita ma è proprio un’arrampicata sulla cresta della montagna, e tu cosa fai?
Boom, ci metti in mezzo anche la pioggia, il freddo e delle scarpe di merda.
Si dice che il Karma sia una parte di te, ma chi l’ha chiesto? Perché spesso ti immagino come il mio gemello cattivo, quello che al posto di mangiarsi le unghie architetta strani piani per farmi andare male le cose e che è capace di visualizzare e non rispondere senza sentirsi in colpa come un bambino che non finisce la minestra.