domenica 29 giugno 2014

BAGNINI: COME CI VEDONO E COME SIAMO


Proprio così

Quando avevo 18 anni, pesavo 57 chili, nuotavo tutti i giorni, avevo più capelli e non mi veniva mai un esercizio di matematica, decisi che avrei fatto l’esame per diventare bagnino.
Anzi, ASSISTENTE BAGNANTI.
Spesso si pensa che il bagnino non è altro che un sogno erotico con due braccia potenti, un’abbronzatura da sogno e un sex appeal da attore porno.
Nella versione femminile invece l’immaginario collettivo vuole la bagnina con due tette visibili dalla Luna, un sedere che non è alto ma altissimo, una depilazione perfetta e un bikini che Pamela Anderson si sentirebbe a disagio.
Tutto falso.

Il bagnino è prima di tutto considerato con un derelitto ignorante e zotico che sì, forse sa nuotare, ma che ha scelto di brevettarsi per non fare il muratore, che non sa mettere in fila due congiuntivi di seguito e che può essere trattato come servo della gleba.
Nessuno sa che la maggior parte ha un doppio lavoro, che quando gli altri alle 18 staccano la spina del loro monitor lui cerca di sopravvivere in un ambiente caldo umido con in sottofondo un continuo scrosciare dell’acqua da mal di testa.

Il bagnino deve avere anche uno spiccato senso dello humour altrimenti non sopravvive alle domande quali “SCUSA, HAI IL DENTIFRICIO?” perché c’è gente che pensa di essere all’Esselunga e non in piscina. Oppure a quesiti quali “Dove posso trovare lo spray per non far appannare gli occhialini?” con relativa risposta “Signora, ci sputi sopra che funziona sempre!”.
Il bagnino ascolta i problemi e fa da psicologo, capisce al volo chi è l’amante di chi e chi sta broccolando con chi, tra un “NON CORREREEE”, urlato al bambino maratoneta che presta si schianterà contro qualcosa, e un “LA CUFFIAAAAA”, mette in ordine tavolette, sposta un signore dalla corsia veloce a quella lenta litigandoci per un’ora, prova la temperatura dell’acqua, ascolta le lamentele della signora che immobilizzata all’angolo della vasca si lamenta che ha freddo e intanto sorride. “OHHMMM, sento l’onda azzurra, nulla mi scalfisce, tutto questo non esiste”.

domenica 15 giugno 2014

UNA COSA ORRIBILE


Soffro.

L’altra sera sono stato protagonista di una cosa orribile.
Una di quelle sere in cui sei talmente stanco anche per ascoltare il telegiornale, che non te ne frega nulla se l’indomani verremo spazzati via da un meteorite e hai solo bisogno di una faccia amica.
SERENA.
Ormai ricopre il ruolo non solo di amica ma anima gemella, psicoterapeuta, madre, sorella minore, sorella maggiore e cuoca.

Quando propongo un pic nic al parco è sempre lei a fare i panini e quando le chiedo “Mangiamo insieme?” sa già che è un autoinvito a divorare i SUOI piatti sul SUO divano.
Finita la cena lamentandoci come un flusso di coscienza sulle nostre rispettive settimane lavorative, veniamo colti da un comune senso di frustrazione.
Stiamo entrambi affrontando quella fase della vita da stagisti di quart’ordine, tra il pezzente e il mondano parvenu, quello che dice “Ma sì, andiamo a mangiare sushi stasera!” e i giorni dopo conta le monete dimenticate nei jeans.
Guardandoci negli occhi capiamo subito cosa fare per migliorare la nostra serata.
“Non ti andrebbe qualcosa di dolce?”
“MC FLURRY?”

Con un balzo ci siamo infilati le vecchie espadrillas, messo le chiavi in tasca e siamo scesi, direzione Mc Donald’s di Porta Romana, esattamente a 100 metri da casa sua, perché io ormai ho deciso di frequentare persone che abbiano nel loro raggio d’azione almeno due Mc Donald’s visto che ne ho uno a 20 metri da casa e dormo sonni tranquilli.
Usciamo e sfidiamo le intemperie, era in arrivo uno di quei temporali preannunciati da tutti i tuoi contatti Facebook, in alcune zone di Milano già pioveva ma noi eravamo così assuefatti dall’idea di gustarci un Mc Flurry che non capivamo più nulla.
“Ma tu lo prendi con gli Smarties?”
“No io impazzisco per quello con i Baci Perugina”.
E intanto lampi e tuoni mai visti.

venerdì 6 giugno 2014

SIETE STATE TUTTE INGANNATE


MA QUANDO MAI.

Ho visto il film “Malefica” e il mio commento è stato, dopo aver capito che la protagonista era Angelina Jolie e non Bianca Balti versione zigomi alti, “MA QUANTI DENTI HA?”.
44 denti per arcata, minimo.
Il film mi ha fatto ricordare il cartone animato della Disney che è ineguagliabile perché Aurora è qualcosa di idilliaco e per disegnarla si ispirarono a Grace Kelly, va beh, mica a Manuela Arcuri.

Mi ha fatto riflettere l’idea che tutte le bambine si sono fatte dell’amore e del principe azzurro a causa di questa fiaba.

Ne “La Bella Addormentata nel bosco” lei è un usignolo con dei capelli che nemmeno se andate a pregare sulla tomba di Aldo Coppola tutti i giorni, ha un principe azzurro che così, le appare mentre coglie delle bacche in mezzo al nulla e tre fate madrine che le cambiano i colori degli out-fit a suo piacimento.
Chiunque ci metterebbe la firma.
E’ TUTTO UN INGANNO.