lunedì 21 aprile 2014

DESIDERIO DI PATERNITA'



L’arrivo della primavera è un momento di risveglio emotivo, lasciando finalmente quella tipica pigrizia invernale per cui si vuole passare la vita sotto un caldo piumone si esce, si passeggia e ci si sveste.
Certo, c’è un po’ di confusione e sullo stesso marciapiede si incontra la zarina con la pelliccia e il surfista con le infradito, ma questo è un problema serio dovuto al cambio d’armadio.
L’altro risveglio, meno emotivo e più carnale, è l’istinto alla riproduzione che noi figli della natura dobbiamo cominciare a gestire in modo più serio a partire dai primi caldi, ovvero quando dal lungo cappotto si passa alla felpa e dal maglione di flanella alla t-shirt aderente.
L’ormone si imbizzarrisce e l’accoppiamento diventa un chiodo fisso.
In tutto questo sgambettare primaverile la domenica diventa il giorno in cui inforco la bicicletta e tento il suicidio sul pavé milanese.

E il mio istinto paterno viene fuori quando vedo piccole bambine graziose e ben apparecchiate che vengono portate al parco da eleganti signore con perle all’orecchio e capienti Prada al braccio.
Ecco che allora con la fantasia mi vedo padre di una deliziosa bimba.
Prima di tutto il nome: MARIA VITTORIA BISES.
Imponente, altezzoso, snob quanto basta e già blasonato di suo.
E che nessuno la chiami “Vichy”, “Vittò” o roba simile, esigo il nome per intero e lei, educata come erede dell’Impero Austro-Ungarico dovrà sempre sorridere e salutare cortesemente.
Sul comodino al posto della Bibbia, il Galateo, e la prima parola che saprà pronunciare sarà “Fascinator”.


In testa sempre un cerchietto diverso per ogni occasione, il suo sterminato guardaroba sarà interamente confezionato da Margherita Arlotta Tarino, assunta come stilista personale (www.mat-arlotta.com) perché per lei voglio solo il meglio e lo stile british va sempre bene.
Abiti scozzesi, paltò con la martingala e il reverse in velluto, calzettoni e scarpette bluette per l’inverno, per l’estate sandaletti, gonne a stampa liberty e camicie con colli in merletto.
Già me la immagino impeccabile al giardino Belgioioso camminare verso il laghetto con i suoi capelli biondi e gli occhioni azzurri (se nasce con gli occhi scuri faccio lo scambio delle culle giuro).

Io, padre apprensivo, che le urlo “Maria Vittoria, non andare a giocare vicino all’acqua che ti si sformano i boccoli e si stropiccia la gonna plissè”.
Solo scuole altolocate, amici di alto lignaggio e tata in divisa.
Sarà cresciuta a pane & Jane Austen, letture scelte tra la biografia di Maria Teresa d’Austria e il diario segreto di Marie Antoinette.
La sera a raccontarle le storie di principesse belle e ben vestite che non perdono tempo a cercare uno straccio di principe azzurro perché tanto non esiste ma puntano alla carriera perché così possono andare da Zara senza pensieri e quando il padre sarà vecchio e stanco potrà permettersi una casa di riposo di lusso in Svizzera.

Forse sarei un pessimo padre e non vorrei mai che le mie paranoie e le mie crisi mistiche si tramandassero alla piccola Maria Vittoria, destinata fin da piccola a porsi domande esistenziali a cui nemmeno Yahoo Answers saprebbe rispondere.
Tantomeno il padre, che avrebbe come unico scopo quello di renderla felice. E ben vestita.

6 commenti:

  1. Più che altro se la cresci così sarà una figliola pallosissima! Ogni tanto falle ascoltare un po' di Rihanna, per compensare, ecco

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    1. Ma quello ovvio, però non dovrebbe mai chiedermi gli shorts con le borchie!

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  2. Ma tuo fratello non intende figliare? saresti uno zio perfetto!!!

    Rstp!

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