mercoledì 15 gennaio 2014

I FONDAMENTALI DI UNA RELAZIONE


IL POLLICE INSU'.

Chi mi conosce anche solo virtualmente su Twitter sa benissimo che sono il mentore di ottimi consigli che non seguirò, che snocciolo teoremi su come rimorchiare ma in fondo non sono capace nemmeno di rispondere ad un sorriso interessato.
Uno sfigato, insomma.
A mia discolpa però posso dire che se la gente seguisse alla lettera quello che professo il mondo sarebbe migliore e io starei seduto comodamente sulla poltrona mentre aspetto che le cose e le persona cadano ai miei piedi.
Invece devo vivere faticosamente in questa jungla di brutti incontri e pessimi rimorchi.
Il fatto è che non sappiamo più relazionarci con gli altri, soprattutto facciamo una fatica incredibile a dimostrare interesse verso chi vorremmo nella nostra vita o anche solo per una sera tra le lenzuola.

Sì, perché fidanzarsi è come vincere alla Lotteria e ci vuole un colpo di fortuna unico al mondo, ma anche fare la lotta greco-romana per una notte è diventato più complicato che avvicinarsi ad una gattara convinta.
Là fuori è tutto un “Ci vediamo per un secondo appuntamento?” con relative apparizioni mensili e giustificazioni insensate, tutto un “MI PIACI DA MORIRE” senza dati sensibili e concreti, addirittura compaiono pollici insù su Whatsapp come conclusione di una conversazione che parrebbe finalizzata all’uscire insieme.
I baci da lontano in ufficio dal collega, il messaggino della buonanotte piuttosto che il “Leggo sempre il tuo blog” sono piacevoli ma non c’è nulla di meglio che essere corteggiati davvero.
“TI PORTO A CENA, VENERDI”.
Con il punto, senza se e senza me.
E durante la cena c’è subito il “Prossima volta ti porto in un altro posto carino”.
E sulla base dell’espressione PROSSIMA VOLTA ti rilassi e non hai il timore di un abbandono subito dopo aver pagato il conto.


I primi step quali: “Usciamo?”, si esce, ci si piace, si hanno degli argomenti comuni, ci si bacia senza provare schifo e dolore, sono già difficili e complicati, per non parlare di quello che viene dopo.
Fino ad arrivare alla prima volta che si dorme insieme e c’è l’ansia da prestazione perché hai paura di russare, di tirare calci in notturna e l’unica cosa a cui pensi è come fuggire verso il bagno prima che vi uccidiate a vicenda con l’alito mattutino.
“DEVO FARE PIPI’” e in realtà si fanno 15 minuti di gargarismi con il super colluttorio alla menta che ti scioglie le gengive.
I giochetti sentimentali sono divertenti i primi tempi, il “chi va là” può essere intrigante ma ad un certo punto bisogna scoprire le carte.
E spesso ad uscire è più il due di picche che la Regina di cuori, ma si sa, l’amore è come il gioco d’azzardo e a perdere è quello che cede prima.

18 commenti:

  1. ... NO COMMENT.

    ECCO QUI LA SFIGATA NUMERO UNO, MAI VINTO A QUESTA LOTTERIA. In amore perde chi insiste e chi prega...l'orgoglio prima di tutto.

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  2. Beh io in amore sono stata fortunata, questa lotta non l'ho dovuta fare altrimenti non c'è l'avrei fatta. Sono già abbastanza complicata di mio, figuriamoci cercare di capire qualcun altro.. :/
    Penso però che al giorno d'oggi le persone dovrebbero essere più sincere e dire subito le cose come stanno senza sotterfugi inutili.

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    1. Sono d'accordo con te, come non esserlo d'altronde!

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  3. Io sono una gattara convinta.

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  4. Ti porto a cena venerdì 24 gennaio, ore 21:00.
    Danilo

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  5. @Danilo!

    Bravo! portalo e corteggialo con dolce insistenza, che ne vale la pena! Glielo dico sempre che sarà fortunato chi lo coglierà!

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  6. A volte penso che se dovessi restare sola... impazzirei! e non per la solitudine, ma per la difficoltà estrema del rimettersi su piazza. Ricominciare con gli appuntamenti e i fraintendimenti e le mezze verità e le paure e tutto il resto. Compreso l'alito fresco della mattina dopo.
    La prima volta che ho visto A. ho pensato che mi sarebbe piaciuto averlo accanto, sempre. E lui quella stessa sera ha pronunciato la frase fatidica: potrei innamorarmi di una come te.
    Ci abbiamo messo un po' di tempo, tempo per finire a letto, tempo per dirsi "ti amo"ma, dopo soltanto nove mesi, mi sono trasferita a casa sua.
    Amarsi, volersi bene è fondamentale. Però ancora prima a me è servita la correttezza, la sincerità con me stessa (ovvero non prendersi in giro e non prendere l'altro in giro), l'onestà intellettuale, la totale assenza di aspettative pseudo romantiche.
    Purtroppo vedo tanta gente che mente a se stessa, che non si conosce e che incasina la vita altrui facendo più danno che altro.

    Un abbraccio

    Ce

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    1. Tieniti il tuo A stretto stretto perché è sempre bello scoprire la sincerità dei propri sentimenti giorno per giorno.

      Un abbraccio a te
      L.

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  7. ...ok è un si, giusto?.
    Danilo

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    1. Più appuntamento al buio di questo non ce n'è! :)

      L.

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    2. Accetta Lollo, che magari trovi il tuo David Gandy da (s)vestire!

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  8. Bellissima sintesi! Per me è fondamentale la sincerità.
    Bisogna PARLARSI, e avere voglia di provarci; molte volte tendiamo ad avere un senso di predestinazione verso il due di picche.. che alla fine li ci porta.
    Meglio la sincerità, non dico di progettare l'arredamento al primo aperitivo, però dobbiamo essere chiari, si evitano inutili perdite di tempo! Per tutti e due.
    E anche DOPO, soprattutto dopo, continuare a parlare, dire ciò che si sente.
    Nessuno dei due deve avere un ruolo primario, non bisogna mai lasciare dei sospesi; a volte si può avere paura ed è proprio in quelle occasioni che bisogna condividere.
    Altrimenti che coppia è?
    In bocca al lupo!

    Stefano

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  9. Tu sfigato? Non ci credo. ;)
    E' dura, ma ce la possiamo fare. XD

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  10. Ma quindi, ma quindi...
    Forse mi sbaglio, ma vedo un pochino di rosa in questo post: se è così... felice per te <3 !

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  11. Io ho passato la vita a cercare di non vedere per prima. Quasi fosse un disonore. Arrivata a 30 anni sono diventata un patetico libro aperto. Spero esista una cura per questa patologia. Perché più che regina di cuori, mi sento la Jollessa

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