sabato 28 dicembre 2013

RESOCONTI


IO.

Ho festeggiato il Natale in montagna, nel luogo in cui si è abbattuta una perturbazione unica nel suo genere. Con una sorella che legge E-book, una madre che compra borse su Internet e un padre che mi chiede “Ma lo scrivi ancora il tuo blog SFIGATI CON IL CRAVATTINO?” mentre Penelope scodinzola e occupa metà divano.
Per fortuna ho Instagram che anche nel giorno della nascita di Nostro Signore Gesù ci riserva delle sorprese, quali Babbi Natali Sexy, addominali scolpiti e bicipiti rubati al trasporto dei regali.
E cibo, tanto cibo.
Il cibo in montagna è un passatempo perfetto insieme a film da Oscar, primo fra tutti:
LA MORTE TI FA BELLA, pellicola che ha risollevato il mio ammuffito spirito natalizio.

Dopo il cenone e il pranzone la mente è offuscata ma in grado di capire che c’è bisogno di un’immediata dieta e di finire l’anno almeno con due chili di meno.
Il 2013 è quasi giunto al termine ed è il momento di fare un preciso resoconto.

Non è stato un anno facile, costellato da mille sfighe e mille sbatty, con la “y” perché siamo a Milano e tutto è moda, e finalmente sta passando.
Il 2013 è l’anno in cui:

-          Ho perso due persone care, l’elegante Nonna Giuliana, che non c’è più ma accompagna i miei sogni, e poi l’altra metà di quella che pensavo fosse un’unica mela. C’è ma non con me.

-          Ho comprato papillon come se dovessi vestire un esercito. Tra lo scozzese, il velluto di seta, l’arancio, le anatre in volo e i fiorellini gialli ce n’è uno per ogni umore e uno per ogni spirito.

  -Ho scritto. Scritto sciocchezze da Twitter, confidenze su una Moleskine e indimenticabili post sul blog, indimenticabili per me, s’intende.

-          Mi posso vestire completamente di giallo senape. E scusate se è poco.

lunedì 16 dicembre 2013

SUR LA TETE DI UNA ROMANOFF


Cioè, la bellezza.

Ultimamente la mia vita è un po’ come una giostra, ferma.
Poche sfolgoranti emozioni, nulle le mondanità, zero gli inviti in società. Mi sono trasformato in un essere il cui pigiama è coperta di Linus, capanna sull’albero e ancora di salvezza.
Praticamente Bridget Jones senza cellulite.

Poi un venerdì sera di nebbia così fitta che non trovi nemmeno il cane in giardino, confeziono un cappello e un fascinator, questa volta per una testa un po’ più speciale delle altre.

NICOLETTA ROMANOFF ha scelto due truc e questo ha fatto brillare i miei occhi e cadere gli ultimi pochi capelli, insomma non è la prima buzzurra di Quarto Oggiaro che inciampa in una delle mie creazioni, non è il mio capo che interamente vestita di bianca porta le frisè come Skipper, la sorella di Barbie, quella maledetta con i piedi piatti.
Nicoletta è la nostra preferita per tre motivi:

1)      E’ campionessa olimpica di corsa su stivali con tacco 12 come ha dimostrato nel film “Ricordati di me”. Impresa che è costata una rotula e qualche caviglia a delle fanatiche idolatrici.

2)      Perché “Cardiofitness” è come un classico di Natale, un film disimpegnato da guardare la domenica pomeriggio mentre pensi alle tue disavventure amorose e ti sfondi di pop corn. Sei lì che inciti al bacio tra lei e il giovincello Costantini e ci scappa anche la lacrima facile senza dignità.

3)   Grazie a lei uno dei miei più grandi desideri è avere una casa con un lunghissimo corridoio per esibirmi in piroette circensi mentre pattino sulle rotelle evitando di prendere in fronte una credenza o una mensola.

domenica 1 dicembre 2013

C'E' UNA BIANCA DENTRO OGNUNO DI NOI?



Sono mondano io, sono il ritratto della mondanità. Non c’è festa, party esclusivo, inaugurazione, vernissage o taglio della torta a cui io non partecipi.
C’è qualcuno che può considerarsi più mondano di me che al sabato sera, come del resto tutti gli altri giorni della settimana, faccio la vecchia zitella con lo scialle che cuce e colleziona merletti che hanno almeno due secoli di vita?
La mia vita mondana ultimamente è questa.

E non mi lamento, o meglio lo faccio ma con un pizzico di autoironia q.b., perché ci sono fasi della vita in cui diventare un tutt’uno con la spalliera del divano è sintomo di crescita emotiva e spirituale.
Spirituale solo se ci si accompagna con un mestolo per la Nutella e una ciotola gigante di Pop corn.

Ci sono due anime in me.

Una che al solo sentire “STASERA ANDIAMO..” già ha le coliche renali perché dal mattino si immaginava di poter infilarsi sotto al piumone con le calze di lanacotta ai piedi guardando “Le Iene” e commentando ogni battito di ciglia di Ilary Nostra Signora di Sabaudia su Twitter.
Quest’anima solitamente ha specifici pensieri:

- “Lasciatemi ammuffire davanti a Licia Colò, non disturbo nessuno e se ho bisogno di parlare con qualcuno ho decine di metri di passamaneria rosa antico con cui farlo”.

- “Non ho motivo di uscire con esseri umani che hanno più di cinque gatti scodinzolanti per casa”.

- “Che barba tutta questa pubblicità a Uomini & Donne”.

Se poi l’unica volta che esci e capiti nel locale figo della Milano-bevo-solo-Gin-Tonic ex conoscenti ti additano sgomitando come fosse tornata Serena Van Der Woodsen in società, allora è naturale che l’orso bruno dello Yosemite Park che c’è in me prende il sopravvento.