venerdì 25 ottobre 2013

'LOW PROFILE' TUA SORELLA


1-2-3- "DITE FORMAGGIO"

In data 23 ottobre 2013 si è svolto il tanto atteso battesimo del Royal baby, il piccolo di casa Windsor, il George che prima o poi appoggerà il suo reale fondoschiena sul trono di Inghilterra.
Scrivo “atteso” perché ormai si sa, qualsiasi cosa riguardi la dinastia reale inglese è di mio interesse, anche le visite della Principessa Anna agli istituti in cui giovani shampiste si esercitano a fare i boccoli sulle parrucche (storia vera).
Io mi immaginavo una bellissima cerimonia variopinta, l’arrivo degli ospiti in giacca e cravatta, volatili e piume a non finire sui cappellini delle invitate, abiti suntuosi e la Regina che alza delicatamente la mano nel suo tripudio color pastello.
No.
Niente carrozza, Will guida la sua auto, Kate siede dietro e il Royal Baby che fa? Siede sul seggiolone e piange disperato? Ascoltano le news del traffico come una comune famiglia che da Milano parte per le vacanze in Calabria?

DOVE SONO LE TIARE DI DIAMANTI?
DOVE SONO I BALLI A CORTE PRIMA E DOPO IL BATTESIMO?
DOVE SONO GLI ABITI DA SERA?

“Will & Kate hanno optato per una cerimonia privata e Low Profile”.
MACHENOIA.
In regime di austerity magari può essere una scelta idonea con il tempo che cambia e con i portafogli sempre meno pieni MA questo vale per noi poveri comuni mortali, non per la dinastia dei Windsor.
Mesi e mesi ad aspettare questo Royal Baby e poi che famo? Nemmeno una festicciola? Nemmeno un po’ di glamour? Nemmeno quattro palloncini e una torta gigante a forma di cicogna blu?

martedì 22 ottobre 2013

10 MOTIVI PER RIMPIANGERE GLI ANNI '80


RIDATECI GLI ANNI '80

Il cruccio è questo, io sono figlio degli anni ’80 ma il destino ha voluto che nascessi sul finire di questa decade da sogno dove tutto era dannatamente colorato e imbottito di spalline trapezoidali.
Nel 1987 quando sono nato il profumo del Novantone si stava già percependo, i tamarri stavano per invadere il mondo, le cartelle Naj Oleari quasi abbandonate in cantina, Gabry Ponte stava per snocciolare le sue perle e le Spice Girls, ancora adolescenti, iniziavano pericolosamente ad avvicinarsi alle zeppe pronte a farmi passare un’infanzia felice a suon di “YOOO SE WARAWA WILLY WILLY WILLY WILLY WON”.
Gli anni ’80 per chi ha potuto viverli nel profondo sono stati un pezzo di storia importante e dalle mille sfaccettature, ecco perché esistono 10 motivi per rimpiangerli.

1) C’era ancora il Muro di Berlino, il che significa che non eravamo invasi da modelle russe dalle gambe di fenicottero, da slave con lo shatush naturale e da mafiosi impellicciati pronti a far festa al Just Cavalli.

2) Le stampe fluo. L’idea di potersi vestire con qualsiasi colore è una caratteristica degli anni ’80. I paninari che si ritrovavano in San Babila con i loro Moncler di due taglie più grandi sfoggiavano il rosso, il giallo, il verde e l’azzurro come se fossero semafori intermittenti ed erano felici di accecare i passanti. Tutto un colore, tutto un colpo di luce. Le tute da sci poi erano un tripudio di colori fluo e sulle piste di Cortina anche le aristocratiche più eleganti sembravano le comparse di un video dance. E i fuseaux con le staffe? Loro sì che han fatto la storia.

3) LA MUSICA. Qual è la serata revival a cui non rinunciate mai? Ovvio, quella in cui suona la disco music anni ’80! Ci si divertiva come pazzi, i ritmi tunz tunz erano simpatici e non così tamarri come oggi, sono le colonne sonore dei cinepanettoni, c’era Whitney Houston, Cindy Lauper con il suo gilet di jeans, c’era Diana Ross e Cher, Boy George e tanti altri tutti insieme.

4) LE SPALLINE, l’invenzione del secolo e della decade. Immaginate un mondo di cotonature e spalline imbottite. Donne, uomini e anche bambini che con tre/quattro cuciture avevano delle spalle da far invidia anche al più energumeno dei nuotatori. Una meraviglia, una gioia, questi armadi a quattro ante, più larghi di spalle che alti.
Le spalline finirono su tutto, su cappotti, su abiti, su giacche eleganti, su pigiami e su canotte della salute. Basta con le spalle striminzite, basta con quelle triste spalle cadenti alla Venere di Botticelli, imbottiamoci ovunque e via. Era una felice ossessione.
Mia madre aveva una scatola intera di spalline, con il velcro e addirittura stampate a fantasia, poi però nel cambiamento anni ’90 divennero il nemico numero 1 di tutte le donne e ci mancava poco venissero arse vive in piazza.
WE MISS U SPALLINE IMBOTTITE.

giovedì 17 ottobre 2013

METTETEVELO IN TESTA



Il freddo si è così abbattuto su Milano e dintorni che non c’è stato nemmeno il tempo di ritirare dalla tintoria la giacca di lino che avevi sporcato con un enorme gelato (vaniglia, tiramisù e panna montata) che subito hai mandato anche piumini d’oca, giacche tweed e un tripudio di velluti.
Devo sul serio fare il cambio di stagione o domani ritorna la pezza all’ascella?
Ho un’avvertenza da segnalare riguardo questo cambio repentino di temperatura.
Attenzione a non infrangere la più importante regola che vige silenziosamente a Milano, quella per cui la pelliccia, visone, volpe o cincillà che sia, SOLO e soltanto dopo il 7 dicembre, ovvero dopo la prima della Scala.
Prima di fare il cambio di stagione e chiudere con i pizzi e i merletti dalle sensuali trasparenze, con le infradito e gli orecchini di macramè (quelli spero si decomporranno prima della prossima estate) vorrei condividere qui alcuni fascinators creati da me che per l’occasione sono stati fotografati da un occhio lungo ed esperto, quello di Carola Bacchioni.
Per una volta lascio che siano le fotografie a parlare a raffica come di solito faccio io per pagine e pagine.
Dentro ogni scatto c’è la passione di chi osserva il mondo da un obiettivo, c’è una modella che non sa ancora di bucare quello stesso obiettivo e c’è un truc sur la tete confezionato a notte tarda quando tutti i dormono e i pensieri no.
Mettetevelo in testa, io sono anche questo.

DLIN DLON, striscia pubblicitaria:
Dal 16 ottobre potete trovare le mie creazioni nel negozio Cavalli & Nastri di Via Brera 2, Milano.

Models: Lisa & Valeria




 



martedì 1 ottobre 2013

PERCHE' I DINOSAURI E NON I FIGHI DI LEGNO?



Al liceo i miei compagni di classe chiamavano quelle 4 sventurate che non offrivano volentieri i loro servigi “FIGHE DI LEGNO” senza nemmeno l’ardire di domandarsi:
“Ma sono loro che si possono definire Fighe di Legno o io sono che odoro di muschio bagnato e sono effettivamente un cesso indesiderabile?”
Nella diatriba uomo-donna per forza la donna è cacciata come acqua nel deserto e l’uomo deve apparire come un salvatore dal potere magico.
MA QUANDO MAI?
Il mondo è così cambiato che se per caso una ragazza volesse farsi sedurre dovrebbe affittare uno spazio pubblicitario con qualche sua foto osè oppure vestirsi di giallo fluo durante la pausa pranzo.

Non basta atteggiarsi, non basta rendersi disponibile, non basta fare la svampita.
Le ragazze del 2000 hanno dei serissimi problemi a rimorchiare. O farsi rimorchiare.
Il problema è tutto nel maschio che è diventato un FIGO DI LEGNO, un essere leggendario che supera la vanità di qualsiasi donna, cura il proprio corpo con ossessioni maniacali e si rende desiderabile, troppo desiderabile.
Si sono estinti i dinosauri che porelli, non facevano male a nessuno mentre i fighi di legno bazzicano pericolosamente il mondo e intasano il web con le loro selfie presuntuose.
Se accidentalmente un essere di sesso femminile si prende una sprangata in faccia per uno di loro, comincia a fare elegante stalking senza farsi notare, ogni tanto esplicita la sua presenza ma non si espone mai per paura di fare il passo più lungo della gamba calzata da uno stivale in pelle.
“Dai, aspetto che sia lui”.
E allora passano le ere, tempeste di neve, sabbia, ghiaccio e fiocchi d’avena si abbattono sulla Terra ma la situazione è la stessa, il Figo di Legno non ha la minima intenzione di guardare nessuna e se lo fa sul momento più bello sparisce avvolto in un alone di mistero.
Con i social networks poi la situazione peggiora a picco.