martedì 27 agosto 2013

VOGUE MEXICO O VOGUE BRATISLAVA?


Noi le donne messicane ce le immaginiamo così, e invece..
È quasi settembre e nell’ambiente moda questo mese scatena erotici impulsi nei confronti di sfilate ed eventi che di mondano hanno solo il nome.
È tutta un sigla in questo periodo, VFNO, SDT, MFW e altre smancerie simili.
In particolare STD mi ha fatto impallidire, la sigla sta per SAVE THE DATE ma siccome siamo in Italia e il Fashionbolario pare non ammetta tra le lingue più cool quella di Dante, allora non si può dire “PROMEMORIA”, “APPUNTO” ma SAVE THE DATE.
E mi raccomando, che il STD sia scritto sul vostro I-Pad altrimenti siete degli sfigati cosmici come me che con una stilografica ancora perdo tempo a scrivere le cose su una comune Moleskine.

Settembre è anche il mese in cui la copertina di Vogue è un vero vademecum, non so il perché, non ho mai capito il motivo di tanta attesa, forse anche l’editoria di moda crede che l’anno inizi a settembre e non a gennaio, boh, je ne sais pas, paraponzi ponzi pà.
E anche un bel cazzo cene, in fondo ogni numero contiene cose meravigliose che nemmeno uno sceicco arabo con il Gratta e Vinci della vittoria in mano potrebbe permettersi.
L’altro giorno sfogliavo virtualmente la pagina Facebook di un blog, tenuto da un erudito Alessandro Masetti, e mi sono imbattuto nella copertina di Vogue versione Messico.
SCOPPIO A RIDERE.

mercoledì 21 agosto 2013

10 BUONI MOTIVI PER AMARE BEATRICE DI YORK


Ti voglio bene anche se sei bruttina Bea.

Non so perché ma mentre nuotavo oggi ho deciso che nel pomeriggio avrei scritto qualcosa e siccome sono iscritto alla pagina ufficiale della monarchia inglese l’argomento venne a galla un po’ così. Ad cazzum.
Ascolto Nicola di Bari “La prima cosa bella” e mi sento ispirato.
Ammetto di avere una completa dipendenza dal mondo della monarchia, mi piace leggere e guardare le foto di principi e regnanti, forse perché so che nella vita l’unico trono su cui potrò sedermi è la postazione del bagnino in piscina.

Messa da parte Kate Middleton-capelli-sempre-perfetti che ora è presa da pappine e colichette noi stalker di principesse con la testa calzata da straordinari cappellini dobbiamo cambiare direzione.
E la mia scelta è ricaduta su Beatrice di York, classe 1988, figlia di Andrea, duca di York e di quella che negli anni ’90 era definita “la stronza”, ovvero Sarah Ferguson.
Principessa di sangue, nipote legittima di quella gran donna di sua Maestà, sesta in linea di successione e battezzata con il nome dell’ultima figlia della Regina Vittoria.
Ecco i motivi per cui DOBBIAMO amarla:

1) E’ un po’ una cavallona. Sì perché da una principessa di casa Windsor ci si aspettano capelli perfetti e lucenti (colpa di quell’arpia della Middleton che ha dogmatizzato il castano vaporoso e non lo slavato pel di carota inglese), occhi luminosi e dentatura perfetta. Invece la nostra beneamata Bea ha un po’ la mascella sporgente e denti cavallerizzi. Ma le principesse un apparecchio no? Non possono presentarsi dalla nonna con qualche metallo in bocca sputacchiando sulla “S” come abbiamo fatto tutti noi senza lamentarci?

2) Occhi piccoli e ravvicinati. Un po’ alieno, un po’ ragazza strafatta. Spezzo una lancia a suo favore, in un mondo in cui tutte hanno mascara perfetto, occhi da cerbiatto e sguardo sempre sul sexy andante, lei è diversa. (Non sono convincente eh?)
L'elegante contegno alle corse di Ascot

3) La sua NON  fotogenia. Siamo abituati a Kate che verrebbe divinamente in fotografia anche se andasse controvento in carrozza con un gabbiano pronto a usarla come bagno pubblico. Beatrice invece un po’ storta e un po’ faccia-da-tonta spesso è bruttina sui rotocalchi e questo ci piace. Finalmente qualcuno che vi fa dire convinte “Cazzo, è principessa ma sono meglio io” mentre in spiaggia contate i buchi della cellulite.

martedì 13 agosto 2013

LA DRAMMATICA SCELTA DI BEYONCE'


URLA DI DOLORE E SPASMI FACCIALI

Se quella afosa domenica di Agosto, finito il turno in piscina, non mi fossi fermato con un’aria alquanto disperata al Lidl per fare un po’ di spesa, salendo in macchina non avrei sentito partire Crazy in Love di Beyoncé urlando come un ossesso e scuotendo la testa a rischio cervicale.
E non avrei quindi saputo la tragica notizia.
Pare che Nostra-Signora-Beyoncé durante un concerto a causa di qualche mossa dimena capelli delle sue sia rimasta incastrata in uno dei supersonici ventilatori che metterebbero a repentaglio anche il più forte degli intestini.
In tre l’hanno liberata mentre lei non perdeva nemmeno una nota, come fosse parte dello show.

Qualcuno potrebbe urlare alla figura demmerda ma Beyoncé in concerto è così spontanea e aggraziata che riuscirebbe a far sembrare meraviglioso anche un cambio di assorbente.
Giorni di pensieri e rimuginamenti hanno portato Beyoncé a compiere un gesto drammatico.
TAGLIARSI I CAPELLI.
Così, come una comune derelitta che passa la vita a farsi le foto allo specchio nella speranza di ricevere almeno un rimorchio su Instagram, posta un autoscatto con i capelli corti.
COSA?
Io lo sono venuto a sapere tramite la radio e prima ancora di varcare la soglia di casa e bere un litro di tè freddo alla pesca come al solito, mi sono catapultato a googlare:
“BEYONCE’ CAPELLI 2013”.

sabato 10 agosto 2013

A CAVAL DONATO


Un po' tamarre, un po' imbianchino ma cazzocene.

Sono troppo vecchio e non ho più il fisico per lavorare sei ore sotto al sole in un’affollata domenica pomeriggio e poi uscire la sera.
Sono troppo vecchio per indossare una canotta, fare le due del mattino, bere un drink un po’ forte e svegliarmi fresco al mattino per correre al lavoro in bicicletta attraversando il passaggio della morte.
Così è bastato un diluvio universale per trasformare le mie espadrillas in carta super assorbente, farle diventare due zattere di legno e farmi venire una tonsillite da giorni e giorni di febbricitanti momenti di noia.

Nella salute e nella malattia R. viene a trovarmi che tanto le tonsille non le ha più, anzi, mi aiuta e mi insegna come osservare allo specchio le placche in gola.
Momenti di puro romanticismo.
Porta con sé un regalo.
“Ho trovato un sacco fuori dal cassonetto della Caritas e secondo me c’è qualcosa di interessante!”