lunedì 29 luglio 2013

L'OUT-FIT DEL BIDONE



Si lavora tutta la settimana, si sudano camicie, magliette e canotte, ci sono 40 gradi e ogni scusa è buona per dire “That’s hot” alla Paris Hilton.
Una sera decidi di uscire, organizzi da giorni una simpatica rimpatriata con la tua amica che ti ha visto nelle peggiori condizioni psico-fisiche durante l’Erasmus e avete appuntamento per un gelato in Porta Venezia.
Luogo in cui anche tutte le zanzare di Milano si danno appuntamento.
Mangi di corsa, veloce telefonata su Skype “brlu brlu”, apri l’armadio e tieni conto di quei cinque minuti in cui devi scegliere cosa indossare.
Passi in rassegna le polo, le camicie, le t-shirt e le scarpe.

“Camicia verde?”
“Shorts a quadri da giocatore di golf?”
“MAMMAAAAAA, dov’è la camicia gialla di lino?”
Silenzio.
“MAMMAAAAAA”
Non risponde perché sta guardando Montalbano.

venerdì 26 luglio 2013

IL BAGNINO SALVI LA PERMANENTE


Dalla rubrica "BAGNINI CON IL PAPILLON".


La signora Lina è una nonna sulla settantina che porta qualche volta i due nipoti di 8 anni in piscina. Per niente contenta di questo oneroso compito che mette a dura prova la sua schiena acciaccata e soprattutto la sua perfetta permanente, la signora Lina vorrebbe solo sedersi e godersela un po’ ma non riesce.
La sua natura apprensiva le impedisce di distrarsi, di leggere un giornale, di schiacciare un meritato pisolo.
Vigila come un carabiniere sui due bambini che si rincorrono, si spruzzano, si lanciano, si saltano l’uno addosso all’altro e lei a ogni movimento rischia di farsi venire un collasso.
Impaurita dall’acqua entra fino alla pancia e si immerge più veloce di un neutrone al Cern di Ginevra fino al collo, poi esce.

“Bagnino, mia nonna non ha la cuffia, sgridala!” mi dice il nipote dispettoso.
“Non mi bagnerei i capelli neanche se mi pagassero” rimbalza lei.
In effetti la permanente ben arricciata e il colore pagliericcio d’ottobre la fa sembrare appena uscita dal casco del parrucchiere.
“Secondo me la notte dorme in piedi come i cavalli piuttosto di spettinarsi”.
Non un riccio fuori posto, mai senza gli orecchini di perle, una spruzzata di glitter dorati sul costume intero nero e via, la Nonna Lina è pronta per la piscina.
Un giorno i nipoti mi vengono a chiedere quanto devono aspettare dopo mangiato per fare il bagno.
“Buttatevi subito che non vi succede nulla”.
Quanto mai.
La nonna Lina è entrata in crisi, lei è una di quelle della scuola “IL BAGNO TRE ORE DOPO AVER MANGIATO”.

sabato 20 luglio 2013

IL FLIRT AI TEMPI DI INSTAGRAM


Come baccagliare su Instagram.

Baccagliare è un’attività che richiede tecnica e sacrificio, un dispendio di energia per cui solo una vodka redbull può farti sopravvivere.
Ci vuole una strategia d’attacco e un piano ben preciso, non si può sbagliare, non si possono commettere errori grossolani altrimenti tutta la fatica svanisce in un soffio di Eolo.
Flirtare è un’arte conosciuta da pochi e praticata da tanti, è un po’ come vestirsi ai matrimoni, tutti lo fanno ma quelli che ci riescono in modo ineccepibile si contano sulle dita ben smaltate della sposa.

Certo è che con l’aiuto della tecnologia anche i più timidi sono riusciti a corteggiare qualcuno, i social network sono l’estensione virtuale dei nostri ormoni, se prima arrivavano al massimo al limite ultimo del quartiere ora invece il flirt si estende in tutti e cinque i continenti.
Su Facebook ci si fidanza e ci si lascia con una facilità incredibile, addirittura quel secchione del liceo con cui non parlavi nemmeno ti sorprende scrivendo “SONO ZUPPO D’AMORE”, che è una frase orrenda ma per la prima volta il suo istinto sessuale è rivolto a un essere umano e non a una funzione di terzo grado (esistono?).
Poi però compare la casella “ALTRO” dei messaggi di Facebook che limita il flusso dei corteggiamenti via web.

venerdì 12 luglio 2013

COME JESSICA FLETCHER


Un gioiello

C’è lo shopping compulsivo, quello da sport estremo durante i saldi e quello casereccio, fatto nell’armadio di una Nonna elegante e di un Nonno dallo smoking sempre pronto.
Quello che si addice di più a me è quello dei mercatini in cui si da la possibilità a vecchi oggetti polverosi di avere una seconda chance.
In una calda domenica durante la festa del paese capito come ogni anno nel tradizionale mercatino della parrocchia, un eremo di brutte cose esposte su un tavolo. “Pesca benefica, 5 euro” dice il cartello.

Tra una tazzina finta Limoges e un orologio da parete “Ma questo non era a casa di Maila?” che scopri essere stato di una tua amica, le cianfrusaglie si disperdono in quel minuscolo stanzino dell’oratorio.
Tutto costa pochissimo e comincio a farmi tenere da parte una gran quantità di cose, alcune inutili.
Un doppiopetto gessato che mi sta a pennello, un paio di bretelle, “Deve essere morto qualcuno che si vestiva bene recentemente, guarda qui che belle giacche” bisbiglia qualcuno. E ancora un beauty da viaggio in pelle, di quelli vintage con la maniglia, perché è noto che io viaggi in stile Orient Express, un foulard da taschino e una testa da esposizione.

lunedì 8 luglio 2013

L'ALTRA FACCIA DI FACEBOOK



E’ dura scrivere dopo una scoperta che ha percosso sentimentalmente il mio animo ma per onor di cronaca devo farlo.
Noi generazione di pirla attaccati a quella macchina infernale che è il pc utilizziamo i social networks come amuleti a diffusione veloce, ovunque qualcuno risponde e ne sa una più di Gesù Cristo.
Ma, e c’è un ma, una sera inciampi per sbaglio nella casella “ALTRO” dei messaggi di Facebook e ti si apre una dimensione parallela abitata da strani personaggi che non hanno la pelle verde e l’alito cattivo e non vivono su qualche altra galassia.
Tutto lì, l’almanacco di tentativi di brutti rimorchi morti sul nascere, spam di serate Burlesque, addirittura inviti come pubblico a una puntata de “Le invasioni barbariche”, Facebook mi ha censurato tutto questo per proteggermi o farmi innervosire?

Ci sono anche messaggi gentili di ammiratori segreti che stavano leggendo il mio libro, corteggiatori seriali “Sei bellissimo in questa foto” e informazioni di servizio mai arrivate.
Non è giusto, perché nascondere così tanto materiale di pettegolezzi a noi che viviamo di questo?
Insomma Mark, noi non vogliamo essere protetti dai cingalesi in cerca di moglie, non vogliamo ignorare le serate di dubbio gusto a tema latino-americano e soprattutto vogliamo sapere che c’è un brutto rimorchio in agguato per poi pavoneggiarci con gli altri davanti a un drink.

Dentro quella casella c’è una dimensione parallela.
Fatta di “TI AMO” a casaccio, di “Pxo kiederti l’amicizia?” e di proposte matrimoniali da arabi in cerca di un harem.
E’ inquietante sapere che Facebook trova il modo per nasconderti quello che magari aspetti per anni, ora si controllerà quella casella “ALTRO” come quando si fa stalking aspettando il pallino verde della chat.

Vivo nel terrore che Marta Marzotto mi scriva per invitarmi a un tea-party o per mostrarmi il suo Boldini e che Facebook lo ignori, oppure Alessia Fabiani mi chieda di andare a ubriacarci al parco Lambro bevendo il Tavernello con la cannuccia colorata.
Mark, non ci meritiamo simili angherie, non ci meritiamo questo subdolo panico.
Mi dissocio e prometto di tener conto di quella casella incriminata come se mi dovesse regalare le migliori felicità della mia vita.

giovedì 4 luglio 2013

LUI, LEI & LE VACANZE


Ilary & Totti, perché per me non c'è estate senza loro due a Sabaudia.


L’estate è quel momento delicatissimo in cui si passa improvvisamente dai venti monsonici, dagli acquazzoni improvvisi a un caldo che per il meteo è il peggiore degli ultimi 200 anni, sempre.
Ogni anno prima ci si lamenta del freddo che si protrae senza fine e poi del caldo, dell’umidità mi-si-arricciano-i-capelli e di tutti quei luoghi comuni che trasformano una banale conversazione in un elenco di disgrazie nella sala d’attesa del medico.
Il primo giorno di sole bisogna prima di tutto fare il cambio dell’armadio perché non si può parlare di estate se si ha ancora il maglione di lana vergine con le renne, è essenziale ripulire il guardaroba e compiacersi dell’ordine.
Si spostano pile di camicie, chilometri di calzettoni, si cambia la disposizione dei settori abbigliamento, poi dopo due giorni è tutto ricaduto nel caos più primordiale, come se fossero scoppiate delle mine-antiuomo.
Dopodiché si può parlare di estate.
Ma come ci si prepara psicologicamente all’estate?


LEI
Lei dopo aver fatto il cambio dell’armadio la prima cosa che fa è provare quel paio di shorts di jeans che nel 2006 ha comprato per pochi euro sentendosi un po’ Gisele Bundchen.
Possono esistere diete ferree, bilance che pesano anche le extension o le ciglia finte ma lei basa il suo pesoforma SOLO se entra in quei jeans.
Non importa se ci si riesce spargendosi per metà di vasellina, non importa se il bottone rischia di saltare e infrangere un vetro antiproiettile, se lei entra in quei pantaloni è fatta.
Dove “fatta” significa che inizia comunque la preparazione per la prova costume perché altrimenti pecca di presunzione e non può partecipare alle future conversazioni femminili per almeno due mesi. Le donne in prossimità dell’estate hanno un chiodo fisso.
Dal momento in cui escono le prime pubblicità dei nuovi costume Calzedonia con l’ennesima modella brasiliana capace di inarcare la schiena come nessuna al mondo, le donne diventano dei kamikaze.