lunedì 22 aprile 2013

PEZZENTI ALLA CONQUISTA DI ROMA


Una verità

A volte mi credo Carrie Bradshaw, senza magrezza, senza capelli ricci, senza scrivania davanti alla finestra ma un po’ ci credo.
Ho un blog, un diario cartaceo alla Anna Frank, una rubrica “Frivoli (Mal)costumi Quotidiani” su TuDonna.it, un egocentrico Facebook e uno strillante Twitter.
Sono un grafomane senza possibile cura e i miei (ad oggi) 23.304 tweet ne sono la prova più tangibile.
Scrivere è una malattia, una necessità.
Un po’ come oggi, all’area cani porto Penelope a giocare con i suoi fedelissimi amici che tra un’annusatina e una corsetta si divertono come bambini a Gardaland, ad un certo punto però arriva Pan, un piccolo bastardino.

Lui che è la metà di Penelope comincia a molestare sessualmente ogni mammifero presente.
Avvinghiato sul retro-baracca di ogni femmina comincia a colpire di reni come in un triste film hard dove l’importante è la velocità e non lo stile. Le sue non erano propriamente delle avances sessuali quanto uno sfogo libertino personale, tentava ma senza esito.
Penelope, così come la sua grande amica, il boxer Olivia, era calma e placida e l’unica cosa a cui voleva pensare era rincorrere il legnetto di qua e di là nel parco.
Per ora è frigidina la ragazza.
Tornando al mio essere grafomane il paragone che volevo porre era il seguente:
Io, come Pan che non smette di molestare qualunque cosa emani calore, quando sono ispirato scrivo senza tregua finendo addirittura le parole.

martedì 2 aprile 2013

RITIRO SPIRITUALE




Quando si necessita di un week end fuori porta per cambiare aria di solito succedono due cose.
Piove.
Sei a fine corsa di bancomat, contanti, postepay, buoni fruttiferi.
“Che ne dite di tre giorni in montagna a casa mia? Solo cibo e relax”
“Ci sono!”
“Ci sono!”
Tre partecipanti, dieci astenuti.
La ridente località è Cortenova, provincia di Lecco, una dozzina di abitanti, un bar che fa da giornalaio, da tabaccaio, da alimentari e anche da macellaio, verduraio, fruttivendolo e spaccalegna.
Ad accoglierci un appartamentino delizioso in cui ogni minimo soprammobile, anche di minuscole dimensioni, ha un suo centrino.
E i suoi raggianti 4 gradi centigradi.

Prima che venisse meno la sensibilità ai piedi abbiamo cominciato ad alitarci l’un con l’altro e a fare una indispensabile lista della spesa.
1)      PATATINE A VALANGA
2)      NUTELLA
3)      SPRITZ (di quelli già imbottigliati perché nessuno ha lo sbatty)

A seguire noccioline e qualche verdura per andare regolarmente di corpo.
“Pane?”
“No, dovrebbe averlo portato mia madre!”
“Ma tua madre hai detto che non viene qui da quest’estate!”
Il pane in questione era così duro da poterlo usare al bocciodromo.
Fuori una pioggia battente, dentro una temperatura che speravamo arrivasse almeno ai 15 gradi prima di doverci a forza introdurre nel letto, stretti sul divano e avvolti da quattro coperte al sapore di naftalina.
Così è iniziata LATREGIORNIPIGIAMA, una maratona a base di pigiama, tuta, vestaglia, brutti film e filmetti rosa, nessun movimento che si avvicini allo sport, nessun muscolo che abbia il permesso di compiere azioni e trazioni.
Al fine di un piacevole e per nulla stancante fine settimana in montagna gli ingredienti sono:




- CALZETTONI IMPROPONIBILI: quei calzini che sopravvivono per anni nel buio dei nostri più remoti cassetti e all’occorrenza in montagna si trasformano in invidiabili pantofole senza antiscivolo. Spesso si infilano il primo giorno e si tolgono prima della doccia. Al rientro.