martedì 22 ottobre 2013

10 MOTIVI PER RIMPIANGERE GLI ANNI '80


RIDATECI GLI ANNI '80

Il cruccio è questo, io sono figlio degli anni ’80 ma il destino ha voluto che nascessi sul finire di questa decade da sogno dove tutto era dannatamente colorato e imbottito di spalline trapezoidali.
Nel 1987 quando sono nato il profumo del Novantone si stava già percependo, i tamarri stavano per invadere il mondo, le cartelle Naj Oleari quasi abbandonate in cantina, Gabry Ponte stava per snocciolare le sue perle e le Spice Girls, ancora adolescenti, iniziavano pericolosamente ad avvicinarsi alle zeppe pronte a farmi passare un’infanzia felice a suon di “YOOO SE WARAWA WILLY WILLY WILLY WILLY WON”.
Gli anni ’80 per chi ha potuto viverli nel profondo sono stati un pezzo di storia importante e dalle mille sfaccettature, ecco perché esistono 10 motivi per rimpiangerli.

1) C’era ancora il Muro di Berlino, il che significa che non eravamo invasi da modelle russe dalle gambe di fenicottero, da slave con lo shatush naturale e da mafiosi impellicciati pronti a far festa al Just Cavalli.

2) Le stampe fluo. L’idea di potersi vestire con qualsiasi colore è una caratteristica degli anni ’80. I paninari che si ritrovavano in San Babila con i loro Moncler di due taglie più grandi sfoggiavano il rosso, il giallo, il verde e l’azzurro come se fossero semafori intermittenti ed erano felici di accecare i passanti. Tutto un colore, tutto un colpo di luce. Le tute da sci poi erano un tripudio di colori fluo e sulle piste di Cortina anche le aristocratiche più eleganti sembravano le comparse di un video dance. E i fuseaux con le staffe? Loro sì che han fatto la storia.

3) LA MUSICA. Qual è la serata revival a cui non rinunciate mai? Ovvio, quella in cui suona la disco music anni ’80! Ci si divertiva come pazzi, i ritmi tunz tunz erano simpatici e non così tamarri come oggi, sono le colonne sonore dei cinepanettoni, c’era Whitney Houston, Cindy Lauper con il suo gilet di jeans, c’era Diana Ross e Cher, Boy George e tanti altri tutti insieme.

4) LE SPALLINE, l’invenzione del secolo e della decade. Immaginate un mondo di cotonature e spalline imbottite. Donne, uomini e anche bambini che con tre/quattro cuciture avevano delle spalle da far invidia anche al più energumeno dei nuotatori. Una meraviglia, una gioia, questi armadi a quattro ante, più larghi di spalle che alti.
Le spalline finirono su tutto, su cappotti, su abiti, su giacche eleganti, su pigiami e su canotte della salute. Basta con le spalle striminzite, basta con quelle triste spalle cadenti alla Venere di Botticelli, imbottiamoci ovunque e via. Era una felice ossessione.
Mia madre aveva una scatola intera di spalline, con il velcro e addirittura stampate a fantasia, poi però nel cambiamento anni ’90 divennero il nemico numero 1 di tutte le donne e ci mancava poco venissero arse vive in piazza.
WE MISS U SPALLINE IMBOTTITE.


5) PANTALONI. Questo è il mio più grande rimorso, non aver vissuto da adolescente gli anni ’80 perché avrei potuto indossare i pantaloni informi di MAS senza doverli portare dalla sarta a far stringere tutto, dal cavallo alla gamba. Immaginate un pantalone blu e giallo senape, ampio e largo, messo bene bene in vita. Senza più spifferi intestinali, senza più strisciamenti di orlo, tutto alla caviglia, un po’ Fantozziano.

6) LACCA. Gli ettolitri di lacca usati dal mondo intero durante la decade 80-90 hanno inquinato e ampliato il buco dell’ozono più che in tutta la storia dell’umanità. D’altronde tutte quelle impalcature di capelli, dalla cotonatura più astratta alle criniere più ricce con ciuffi colorati dovevano essere sigillati dalla lacca più resistente. Come la Splend’Or, l’inconfondibile bomboletta color parquet in mogano.

7) CACHEMIRE. I più elegantoni negli anni ’80 impazzirono per la fantasia cachemire che dieci anni dopo divenne il simbolo di una noia mortale e di una tristezza sconfinata. Le cravatte sul marroncino, senapino, arancino, bluettino, violettino, a ghirigori floreali erano un must per giovani industriali quali il Giangy o il Giafry e calciatori famosi in borghese.

8) LORELLA CUCCARINI. L’icona più gay che il mondo abbia partorito, lei negli anni ’80 aveva una capigliatura bionda che nemmeno Lady Gaga potrebbe ambire a tanto. Si dimenava su “LA NOTTE VOLA” e inventò quel balletto che ognuno di noi pensa di poter imitare ma in realtà è più misterioso dello sguardo di Karl Lagerfield.
Bei momenti quelli.

9) MILANO, era il centro del mondo e della moda, tra paninari e Gianni Versace qui si faceva la bella vita. Feste, balli e lusso senza inibizioni, la prima della Scala era davvero la prima, si faceva del sano Gossip su Marta Marzotto amante di Guttuso e  si indicavano i gioielli più assurdi. Non c’era austerity e quella brutta parola, crisi, era riferita a quella matrimoniale del settimo anno.
Mancava solo lo studio 54 e ciao, Milano Caput Mundi.

10) Negli anni ’80 c’erano ancora molti personaggi che ora come ora servirebbero a questo mondo per renderlo un po’ più per bene.
Camilla Cederna, Gianfranco Ferrè, Gianni Agnelli, Susanna Agnelli, Lady D, personaggi che ci facevano sognare pur conducendo una vita distante dalla nostra.
Poi per fortuna negli anni ’90 è arrivata Ambra Angiolini con Non è la Rai che ci ha salvato l’esistenza.
Ma quella è un altro pezzo di storia.

21 commenti:

  1. I motivi 3, 8 e 10. La musica, Dio santo, la musica è il motivo per cui vorrei vivere almeno una giornata negli anni 80.

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    1. Andiamo allo studio 54 poi, con i capelli (?) cotonati e i pantaloni ascellari.

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  2. La lacca splendor è una presenza inquietante negli armadietti da bagno di molti anziani odierni. Non so bene il motivo ma ce l'ha anche il mio vicino di casa...che è calvo. Io ci sono nata in mezzo, ho vissuto con abiti riciclati dai cugini e per me il 1993 era l'86 in quanto a moda. L'odio. Ma avessi solo oggi quella roba...*^*

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    1. MAI BUTTARE NULLA, MAI.
      Grazie di essere passata cara!

      L.

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  3. Io sarei perfetto per gli anni '80. :)

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    1. Eh pure io credo, sarei felicissimo di vestirmi multicolor!

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  4. Mi manca il muro effettivamente. E la gioia di vivere che c'era in quegli anni. C'era la voglia di spaccare tutto e la speranza di un futuro migliore. Invece noi siamo qui a pagare lo sfarzo degli anni '80 :( Per il resto nada, io comunque mi vesto anni '80 lo stesso :P

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    1. Noi un po' rivoluzionari con questa moda anni '80 che ritorna da sempre!

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  5. Grazie per avermi fatto ricordare il cassetto di mia madre pieno zeppo di spalline imbottite: bianche, nere, quelle verdi che andavano sotto un golfone di lana verde - il golf era tutto traforato - quelle color carne, quelle con il velcro e quelle senza che all'occorrenza fungevano da push-up per le cugine più grandi.
    Io sono nata nel 1977 e quel che rimpiango di più è la spensieratezza.
    Ero piccolina, certo, ma erano spensierati anche gli adulti attorno a me. Milano era fantastica. Il Natale era fantastico, non si parlava ancora di consumismo sfrenato e tutto il resto, e stavamo bene. Stavamo meglio.
    Cecilia

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    1. Sono d'accordo, erano tutti più felici e anche l'infanzia era qualcosa di più selvaggio. Pochi videogiochi e tanta fantasia, io giocavo pure con le spalline, per dire!

      Grazie a te per avermi letto

      Un abbraccio

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  6. ...la più amata dagli italiani...
    però non mi hai messo pure marco columbro e questo mi spiace

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  7. il look di Carrie Bradshaw racchiude tutto lo spirito di questo articolo, che come al solito per lo stile ironico con cui è scritto mi ha strappato una valanga di sorrisi. Vorrei condividere la nostalgia per i meravigliosi e scintillanti anni 80 ma purtroppo non li ho neanche sfiorati.. di persona ho apprezzato vagamente i "trashissimi" anni 90 :(

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    1. Torneremo anche sui '90, stai tranquilla!

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  8. no, vabè. ma guarda cosa ho scoperto girando inutilmente e insonne su facebook. ma sei troppo fico.
    io scrivo qui, insieme a 3 altre sciroccate e un cane.

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  9. senz'altro sono stati un gran periodo per l'Italia, in cui il PIL cresceva, ma purtroppo si mettevano anche le basi per l'indebitamento italiano e la crisi attuale europea e mondiale. Forse se fossero stati semplicemente effervescenti, oggi non saremmo al confine con la ... Grecia.
    e tu, Lorenzo, cosa prenderesti dagli anni Ottanta, magari per le tue creazioni?

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  10. Innanzitutto complimenti per il pezzo, ironico e acuto, davvero divertente. Vorrei ricordare a questo proposito le mitiche stickers Fiorucci: un vero condensato di pop anni '80 tutto italiano.

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    1. Oh dio, ELIO FIORUCCI a Milano era il boss con quel negozio poi rimpiazzato da H&M.
      Ricordo ancora quando ci andavo da bambino/adolescente, che felicità!

      Grazie mille per questo ricordo!

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  11. Che bella la Milano di Camilla Cederna, o almeno che bello che a Milano ci fosse Camilla Cederna. E Brunetta e Maria Pezzi. E Gianni Versace. Bellissimo post e bellissimo blog.

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