venerdì 20 settembre 2013

SETTIMANA DELLA MODA O DELLA BRETELLA?


Milano tesoro, Milano.

Questo è un trafiletto, da cronaca mondana, da rivista patinata o scartoffia da scrivania disordinata.
Mi sono svegliato quella mattina e ho detto, “Settimana della moda?”  e quelle parole si sono trasformate nella mia camera suggerendo un altro concetto.
SETTIMANA DELLA BRETELLA.
Bretelle ovunque, addirittura quelle comprate al mercatino della parrocchia (insieme alla Lettera 35 Olivetti) per l’esosa cifra di 1 euro.
Come ogni settimana della moda l’unico e solo invito senza richieste e subdole strategie che ricevo è quello di Simonetta Ravizza che ormai apprezzo e stimo, sia per le pellicce stupende, sia per l’ambiente sofisticato e rassicurante che allestisce.

Per l’occasione sceglie Palazzo Clerici, stucchi e sculture bellissime e uno scalone che è diventato lo sfondo di brutte foto fatte solo per essere postate e ricevere i soliti commenti “Sei alle sfilate? KE INVIDIAAAAA”.
Pochi dei presenti aveva l’occhio all’insù a meravigliarsi del soffitto, piuttosto si guardava giù a osservare le scarpe nemiche e le griffe più in vista.
Il mio posto, “D4” è diventato un “D2” perché occupo poco spazio e perché sono entrato tra i primi, un po’ come quando sei al cinema e ti siedi dove capita finché non arriva il legittimo proprietario che inveisce e fa spostare mezza sala per sedersi dove ha deciso lui.
Ero tranquillo, allegrotto, fino a quando sono arrivate due pseudo bloggers che si sono sedute subito accanto a me.


La presunta blogger, credo sicula, appena arrivata a Milano (già mi immagino le enormi valigie postate su Instagram con la scritta “READY 4 MFW”) si accomoda.
Scarpe rosse, giacchina autunnale e cappello in paglietta (sisal, per la precisione) rosso a mo’ Jane Austen.
Aveva addosso 4 stagioni, due smartphones in mano sempre connessi e tanti impegni.
“Dopo ho 4 presentazioni e la sfilata di Gucci, tu ci sei da Gucci?”
“Che cos’hai oggi?” è la domanda base tra i saltimbanchi delle sfilate.
“Dai ci vediamo dopo al brunch” urla al telefono.
Qualcuno glielo avrà detto che ai brunch milanesi non fanno gli arancini ma giusto qualche carota lessa e insalata senza condimento?
Dopo vari “Quello è, quell’altro dici che è quello che lavora per Vogue?” con successive ruffiane strategie lei, rivoluzionaria, sicura di sé, afferma duramente:

“IO SUL BLOG NON NE FACCIO POST SULLE SFILATE”.

E qui un mio gigantesco, fermo e sentito CAZZOCENE.

Forse si immaginava la stampa di internazionale presa dal panico per questa fuga di notizie, forse si aspettava i fotografi pronti a immortalare il suo discorso alla Nazione, fatto sta che nessuno se l’è minimamente considerata.
Intanto la folla si stringeva, Federica Fontana parlava fitta fitta con Cristina Parodi (Sarei curioso di sapere che cosa si dicevano di così intrigante) e le bloggers si accalcavano così tanto intorno a me che a un certo punto si sono messe a litigare come due vedove in fila alle poste.
“Scusa ma c’eravamo noi e tu ora sei in mezzo, io così non posso fare le foto”.
“Eh anche io devo farle che credi!” risponde questa, acida e malvestita.

Fino a quando uno della sicurezza le ha detto esplicitamente “Ti devi levare che qui vieni presa dalla telecamera e si devono vedere solo le modelle!”, come per dire “FAI SCHIFO, LEVATI” senza torto alcuno, peraltro.
Lei, infastidita, borbotta un “Beh, fate tagliare parte del video dalle stagiste, cosa avranno mai da fare dopo che la settimana della moda è finita!”.
Dovrebbe ricevere uno schiaffo per ogni posa fatta nella vita.
 
"Amika, fammi una foto, ke si veda il mio total look Bershka".
La sfilata inizia e con gli occhi illuminati da una frivola gioia osservo il cavalcare delle modelle longilinee che indossano gilet di pelliccia, cappottini dai sobri colori e abiti in camoscio ricamato, uno spettacolo.
La blogger sicula, che tanto scalpita per ricevere gli inviti delle sfilate, passa il suo tempo a controllare la posta e ad organizzare nervosamente i suoi spostamenti.
La sua passione per la moda è tutta lì.
Esserci.

Quando la sfilata finisce e la stilista saluta il suo pubblico la folla si dimena come ci fosse un incendio perché il Circo è fuori, è là fuori che ora tra pose e selfie il gioco si fa duro.
Aspetto che l’uscita sia libera, mi defilo, inforco gli occhiali e mi allontano con uno charme che sono le bretelle e i pantaloni sopra l’ombelico ti possono concedere.

E mentre il mondo della moda si prepara per Gucci, per il brunch e per gli esclusivi party io sgambetto e in qualunque negozio sussurro un “Posso lasciarvi il mio curriculum?”.
Pezzenti con il Curriculum è il nuovo must della stagione.
Lei perlomeno ha le Manolo di Carrie e un abito così stretto che quasi rischia un'embolia polmonare.

17 commenti:

  1. La prima volta in vita mia che leggo un articolo intero di un blogger sulle fashion week. pezzo stupendo. ironia graffiante. Mi sei stra piaciuto! bravo!

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    1. Uh grazie!
      Mi spiace non ringraziarti come si deve anonimo, spero di trovarti una prossima volta e anche con un bel nome!

      Un abbraccio

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  2. Ecco perché 'sta settimana latitavi sui social! Era la settimana della moda... Peraltro in questo momento scrivo da Milano pure io, ma l'eventone per quanto mi riguarda è il matrimonio di mia zia :)

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    1. Dì la verità che sei a Milano a cercare vips con cui fare la foto!
      EH, EH EH!

      L.

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  3. Ahhh quelle Manolo! *-* Bel pezzo, complimenti. Mi e' piaciuto molto, mi piace il fatto che riesci a raccontare ogni cosa della vita che ci circonda con ironia. Grazie per il sorriso che mi regali quando ti leggo. :)

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    1. Zypped, grazie a te che virtualmente lo regali a me!

      Onoratissimo!

      L.

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  4. Grande! Mi hai fatto morire dalle risate...
    Mi ha colpito sopratutto il fatto che non conti la passione per la moda oggi, quanto invece esserci e dirlo al mondo.

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    1. Beh la passione c'è e il luccichio è intrigante per tutti ma l'aspetto egocentrico è un mondo costruito tutt'attorno all'ambiente della moda!

      Se scalpiti per essere invitata e poi nemmeno la guardi la sfilata mi fa rabbia perché tanti altri vorrebbero essere al posto tuo per osservare gli abiti, non i commenti su Instagram.

      Tutto qui!

      L.

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  5. no ma sei un genio... tanta stima!

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  6. Hahaha, meraviglioso post!!!
    Perdona la curiosità, posso fare una domanda? Ma le richieste e le subdole strategie che arrivano con certi inviti alle sfilate, quali sono? Senza fare nomi eh, ché si dice il peccato, ma non il peccatore...

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    1. Piper, si manda qualche ruffiana email agli uffici stampa e a secondo di chi c'è seduto in ufficio e dalla sua simpatia per il tuo blog ricevi l'invito tanto agognato.

      Altro che strategie qui!

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  7. Sempre piacevolissimo leggere i tuoi post. Ironia da vendere :)

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    1. Grazie Fabrizio, Se la vendessi potrebbe essere un bel business no?

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  8. duplice domanda: a quanti hai lasciato il tuo curriculum?
    quanti ti hanno contattato?

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  9. ...io non ho grande passione per le fescionblogger...
    hanno un ché di profondamente antipatico!

    il tuo post invece è ironico e incalzante, un genere bloggoso che caratterizza i miei interessi!

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  10. Ecco bravo, lascia curriculum e lavora, che c'è già troppa gente che va alle sfilate e non lo fa ;)

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