lunedì 23 settembre 2013

POSTE ITALIANE: UN POST DI DENUNCIA ALLA REPORT



Basta ai silenzi omertosi, basta alle finte moine gentili, basta gentilezza.
Mi sono stancato di fare il signorino ben educato che dal buongiorno al buonasera utilizza tutta la sua costosissima dentatura.
“Quanto nervosismo, non ti hanno invitato al party di Valeria Marini?”.
No.
Colpa delle Poste Italiane.
Io che sono da sempre un habituè del servizio Postale italiano posso avere l’ardire di esprimere tutto l’esprimibile a riguardo.
Innanzitutto ho un Libretto Postale che uso quando ho dei datori di lavoro geni del male che mi fanno un assegno che mi ritorna indietro causa fiorellini stilizzati vicino alla cifra da incassare.
“Mi scusi ma non possiamo accettarlo con questi fiorellini”.
Ok, calma e sangue freddo.
Vado in posta per incassarlo.
Compilo il modulo (“Ce l’ha la distinta?” mi aveva terrorizzato l’impiegata qualche mese fa), mi metto in coda e aspetto.
Passano ere giurassiche, ho nove persone davanti ma non ci sono nemmeno nove persone in tutto l’ufficio Postale.

La cosa buffa è che per incassare un assegno devi andare nell’Ufficio Postale in cui hai aperto il Libretto, perché l’Italia è un paese unito e se tu a 18 anni hai fatto l’errore più grande della tua vita decidendo di aprire un conto alle poste e vivevi a Canicattì, poi non è che se ti trasferisci a San Zenone al Lambro puoi pensare di utilizzarlo a tuo piacimento.
GIAMMAI.
Questo è il mistero numero 1.
Il Mistero numero 2 è quali siano le capacità che un’impiegata deve possedere per essere assunta.
Io credo:

1: nessuna pietà.
2: antipatia totalizzante.
3: educazione zero.

O sono io che becco l’Ufficio Postale con la più alta concentrazione di impiegate che masticano davanti ai clienti, parlano dei figli per ore mentre in fila la gente cade morta di vecchiaia oppure è una categoria a rischio maleducazione e insensibilità.
Capisco che non sia un lavoro creativo e gratificante ma un sorriso in più spesso rende più disponibili le persone che vanno in posta per sbrigare brutte faccende quali bollette e multe.
Ritornando al versamento.
L’impiegata Serafina, colei per cui c’è un odio ben radicato e perfettamente ricambiato almeno dal 2005, sparisce in un vuoto extra-sensoriale ed è l’unica che ha il potere, concessole direttamente da Dio, di servire le persone che hanno il ticket con la Lettera A corrispondente ai malefici SERVIZI FINANZIARI.
Il servizio dei pacchi, del bancoposta e di tutto il resto vanno come treni, la Lettera A è ferma da ore.


Ad un certo punto torna tutta allegra, mastica qualcosa e si mette alla sua postazione.
Si metterà a lavorare?
MA DE CHE.
Chiama il figlio, si fa una bella chiacchierata e nel frattempo cambia l’ora legale e gli alieni conquistano la Galassia.
Allora, quanti schiaffi meriterebbe Serafina?
Quante persone potrebbero svolgere il suo lavoro facendo un sorriso, dicendo “Buongiorno” e “Buonasera” senza smorfie o grugniti da coltivatore incazzato?
Ecco il mio fastidio verso di lei, è tutto lì, è maleducata e quando indossa la camicia geografica di Alviero Martini fa anche un po’ senso, sembra si sia vestita con l’itinerario di Marco Polo.
Per non parlare di quello che devi mostrare per qualsiasi operazione.

Ti chiedono: carta d’identità, codice fiscale, carta regionale dei servizi, la dichiarazione di reddito dell’anno in cui sei venuto al mondo, la prima impronta dentale, una ciocca di capelli da bruciare nel calderone affinché gli spiriti accettino il versamento e un banalissimo timbro pontificio.

E se ti dimentichi qualcosa?
“Deve tornare, senza quel numero il server non mi fa andare avanti”.
Il server comanda ognuna delle impiegate, è il server che ogni tanto le fa sparire nell’esatto momento in cui dovrebbe lampeggiare finalmente, dopo ore e ore, il tuo numerino.
C’è da ammettere che qualche piccolo miglioramento c’è stato.

Innanzitutto tutto quel giallo limone abbinato al blu elettrico fa molto color-block stagione 2011 e poi ora tra i libri di Benedetta Parodi e il cofanetto esclusivo di Andrea Bocelli si può fare anche shopping.
E che dire delle macchinette con snack e bevande?
Se paghi con la postapay c’è anche lo sconto del 2%, mica male.
Certo che se poi per ricaricarla ci metti due ore perché Serafina si è andata a fare un toast clandestino alla fotocopiatrice non è più molto conveniente.
Le Poste Italiane sono l’unica azienda a cui non ho inviato il mio curriculum e non è un caso.

20 commenti:

  1. Le poste italiane sono una delle aziende più misteriose e camaleontiche del mondo... Se una regola vale in un ufficio postale, nell'altro vale quella opposta, a seconda dell'umore/delle conoscenze/del grado di stronzaggine dell'impiegato di turno... Non è che se io devo -ad esempio- spedire un vestito per raccomandata, all'ufficio Pinco Pallo non mi fanno problemi ed è la stessa cosa dappertutto, NO, la volta dopo nell'ufficio Panco Pinco ci sarà l'impiegato che dopo 9 ore di fila ti dice candidamente 'ma i vestiti non si spediscono per raccomandata! Solo materiale cartaceo!' e non importa se il sito recita 'raccomandata: metodo di sped. universale', mr. impiegato dell'anno si rifiuterà categoricamente e ti costringerà a optare per la spedizione da 14 euro + il rene del tuo primogenito... (questo è solo uno dei tanti aneddoti che ho da raccontare...)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto, come non in tutti gli uffici puoi pagare con il Bancomat o addirittura la Postepay, che cavolo l'hanno ideata a fare se nemmeno loro la vogliono?

      Misteri.

      Elimina
  2. Odio le poste e allo stesso modo anche le banche. Ogni volta che mi tocca andarci mi viene l'orticaria! Adesso capisco di non essere l'unica sulla terra. Swiew. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non sai mai cosa ti aspetta, venti minuti o due ore?
      Misteri.

      Elimina
  3. E quando vanno nel resto dell'ufficio a prendere qualcosa e non tornano mai???
    lì davvero entrano in un varco temporale!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. è la percezione del tempo che deve essere differente, perchè per me inizia un'era geologica, mentre per loro le ore sono come i secondi, evidentemente ...
      Comunque cerco di andare alle poste il meno possibile. Quando invio una lettera, che capisco che ci vorrebbe più dello 0.70 euro, affranco comunque 0,70, che tanto arriva lo stesso, e non tassata.
      P.S.: Bravo, hai messo la password.

      Elimina
  4. Non odiarmi, ma quando leggo questi post sono veramente felice di vivere in Germania...

    RispondiElimina
  5. Caro mio, una delle poche cose che l'anzianità mi ha regalato è che qui in ufficio le commissioni in posta le posso delegare alla fanciualla junior ultima arrivata. E non puoi capire il godimento. IO. ODIO. LE. POSTE. Non importa dove abiti, non importa se vai alla business o alla regolare, le persone assunte per lavorare in questi mausolei della maleducazione e ignoranza sono le stesse. O almeno 9 su 10. Ogni tanto arriva uno zelante direttore qui Bologna e fa un pò di cambi inserendo aria nuova e ragazze volenterose. Poi non so. Qualcuno o qualcosa se le mangia. E tornano le vecchie facce.
    Ho litigato con loro così tante volte che le ho scordate.
    Tipo che mi obbligavano a compilare la ricevuta di raccomandata anche nelle parti che spetterebbero a loro, quelle parti che se passassero il modulo nella macchina le compilerebbe la macchina. Ma si fa fatica!
    Gli risposi che il loro lavoro non lo facevo!
    Una volta una tizia ha finito il suo yogurt prima di ricevermi, io aspettavo davanti.
    Una volta un'altra si è alzata e mi ha detto: devo fare pipì! ed è sparita 5 minuti.
    Non vado più avanti perchè il mio commento risulterebbe più lungo del tuo post!
    Diciamo che siamo entrambi molto sensibili all'argomento... ;)
    Ciao!!!!
    msbx

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ecco, lo vedi che ci sono tante storie ( purtroppo simili) da raccontare?

      Elimina
  6. Dobbiamo ammettere che a fronte di qualche disservizio (che ci può stare visto il numero di persone ch lavorano in poste) c'è stata e continua ad esserci un aforte innovazione di prodotti e servizi. Ade esempio ho scoperto che posso comodamente spedire una raccomandata da casa o pagare un bollettino perchè il portalettere ha un palamre con il quale si possono effettuare i pagamenti.
    Provare per credere!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. MA DAVVERO?
      nella mia posta manco ti fanno pagare con il bancomat, sembrerebbe un miracolo divino spedire direttamente da casa.

      Elimina
  7. Le poste italiane sono un'associazione a delinquere... o meglio... i suoi impiegati sfaticati!
    Pensa che a Firenze ho avuto occasione di girare ben 4 sedi diverse e in ognuna il personale è completamente diverso per cortesia, disponibilità ed efficienza. Della serie, posso scegliere se farmi schiaffeggiare da emeriti imbecilli o farmi cullare con tanto di saluto e stretta di mano da parte della direttrice di filiale che si ricorda di te e della tua prossima laurea...assurdo no?
    L'unica cosa che hanno in comune sono le ore di attesa... l'unica speranza è di dover andare alle poste e prendere una lettera P o C...se devi fare i servizi A... sei nelle mani di Serafina e del suo malefico server!
    Alessandro - The Fashion Commentator

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Serafina è un server.
      Sai che rimpiango la posta di Parma? Sede centrale nel palazzo del telegrafo in stile Liberty, le impiegate erano in una gabbia ma così simpatiche, era bellissimo!

      Elimina
  8. Esistono anche i servizi "Dimmiquando" e"Chiamami" che sono una valida risposta per evitare di fare fila all'ufficio postale per il ritiro delle raccomandate!

    RispondiElimina
  9. Tu non hai idea di come sia la vecchia impiegata delle poste del mio paese. Sgorbutica come poche. Intanto dato che sei giovane TI COMPILI tutto da solo. Senza fiatare. Tratta tutti male e quando non capisci qualcosa te lo ripete ad alta voce e con l'aria annoiata. Quanto la odio non farmici pensare. Ca++o ma mandatela in pensione! Quella "Un attimo e sono shuuuubito da lei" è molto meno snervante.

    RispondiElimina
  10. Nella posta vicino casa mia non dimenticherò mai il panico che ho generato chiedendo una penna per firmare i documenti che mi chiedevano loro di compilare. Il terrore. Ovviamente durato almeno 45 minuti.

    RispondiElimina
  11. Sulle ferree e stupide regole del servizio postale avrei da ridire anch'io : una cara amica di famiglia mi ha firmato un assegno,che posso incassare solo nella città in cui lei ha il conto (600km). Non mi stupisco del tuo Libretto. Quando i miei decisero di aprirmi un conto in Posta dissi loro che preferivo non avere soldi piuttosto che diventare succube di signore alla Serafina,disorganizzazione e leggi bancarie prese direttamente dal Code del 1862. Al giorno d'oggi ho fatto una sola mega sfuriata contro un signor Serafino style che mi ha convinto a tenere 50ricaricabili piuttosto che un qualsiasi deposito presso le Poste!!! Ti auguro che le tue acide impiegate vadano in prepensionamento quanto prima o restino incastrate in uno dei luoghi stampati sulla camicia Alviero Martini. Mitch

    RispondiElimina
  12. Ho un conto alla posta e per lo sconfinamento di 2 euro mi hanno mandato la lettera del recupero crediti per un mese di sconfino. Poi una volta non mi hanno passato un assegno di tanti soldi perché mancava un centesimo eppure ne avevo versato 10 euro in più, chiedo spiegazioni e mi dicono di non sapere nulla (incompetenti,pagliacci) poi un illuminata mi disse che si sono presi il canone (premetto che io avevo un contratto di un anno gratis per il conto) e che non potevano pagarlo perché mancava un centesimo, e non potevano sconfinare...Vergogna poste italiane. Non immaginate i guai che ho passato per l incompetenza delle impiegate e sopratutto per la direttrice.

    RispondiElimina

Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!