martedì 25 giugno 2013

UN ROYAL WEDDING DI PROVINCIA



L'agitatissima sposa

Era da tempo che volevo partecipare a un bel matrimonio, di quelli infiocchettati, di quelli i cui preparativi si susseguono per mesi e mesi tra crisi di panico e ansia da prestazione.
Così Federica che era stata già protagonista della mia rubrica “Frivoli malcostumi quotidiani” mi ha invitato al giorno del suo sì in veste di cronista mondano.
Cronista mondano, uno capace di osservare il frivolo in ogni cosa, uno che indossa il Panama e vive degli affari altrui.
Nessun ruolo sociale più adatto al sottoscritto.

Quando ho ricevuto la partecipazione, raffinata in carta riciclata e con le iniziali dei due sposi sul fronte, ho capito che avrei partecipato a una cerimonia studiata in ogni minimo dettaglio.
Colore dominante il beige e il marrone.
Alle dieci vado a prendere la mia consorte, un’amica della sposa, vestita per l’occasione da me medesimo e dai miei consigli, alcuni dei quali totalmente ignorati.
“Sono troppo figa, oggi trovo marito” sentenzia lei.
“Fai quello che vuoi ma stai attenta alla borsa che ti ho prestato!” visto che si tratta di una Gucci in coccodrillo anni ’50 di mia nonna.
Prima della cerimonia gli amici, i parenti della sposa e il cronista mondano sbevazzano sotto casa sua, spizzicano pizzette e cannoli alla crema perché la tensione è alta e non si tocca cibo da un paio di giorni per chiudere l’ultimo bottone degli abiti.
Le amiche della sposa arrivano e la conversazione punta sull’emotivo. “Stai un incanto con questo color ciliegia”, “Belle le mani, da che estetista sei andata?”, “Ho già i piedi gonfi con questi tacchi”.
Sono tutte belle e perfettamente vestite.

Il cronista mondano e l'amica della sposa.


 
Petit truc.
Chi in rosso mattone, “Strettino, cammino come una Geisha”, chi in porpora “L’ho cucito io, è in shantung di seta”, chi in blu con dettagli color senape “Non metterò mai più queste scarpe”, chi avvolta in una nuvola di volant  “Scarpe di ricambio? MAI”.
Ci si fa i complimenti e subito si è solidali con il primo dramma del mattino.
“Avevo questo abito splendido, di un corallo luminoso, stavo truccando le altre e mi sono sporcata con il correttore”.
Panico dell’ultimo minuto. “Per fortuna è successo a lei” bisbiglia qualcuno “Perché è l’unica che avrebbe avuto nell’armadio un altro abito dello stesso colore e adatto a un matrimonio”.


Elegantissime le nonne, la mamma con una graziosa pettinatura anni ’60, la parente con l’abito blu elettrico e un sopraffino cappello bianco, le bimbe e la futura suocera.
“Sta arrivando? Arriva la sposa!”.
Ed ecco che compare all’aperitivo la sposa in un tripudio di tulle e taffetà ricamato.
La folla si complimenta “STUPENDA”, “Guarda qua”, “Fammi una foto con la sposa” mentre lei a fatica entra dalla porta per il volume della gonna.
Il cronista mondano e l'amica Geisha della sposa.

Abito splendido, un corpetto ricamato e una lunga coda, “Il velo è lunghissimo, sembri Kate”.
“COL CAZZO, IL MIO VELO E’ PIU’ LUNGO DI QUELLO DI KATE” ribatte lei, perché in fondo nel suo giorno nessuna deve ombreggiare la sposa.
Nemmeno Kate Middleton.
I vari complimenti erano interrotti dallo spizzicare di cibo e vivande, “Qualcuno vuole il caffè?” “Succo di frutta?”, con l’ansia provocata dalla signora che agitava una brocca di caffè bollente troppo vicino al virginale abito della sposa.
In veste di cronista mondano io facevo la tweet cronaca e mi sentivo rispondere “Non sto studiando perché seguo il matrimonio”.

Davanti alla chiesa lo sposo è emozionato, elegantissimo ed emozionato. Il fiore all’occhiello, il nero lucido abbinato al grigio scuro, lo sguardo in attesa.
Gli invitati entrano e prendono posto, macchie di colori sgargianti, borsette e smartphone pronti a immortalare l’entrata sublime della sposa.
Ogni panca decorata con fiorellini bianchi di campo, una scelta che ho apprezzato moltissimo, niente decorazioni pacchiane ed enormi catafalchi di rose bianche. Sobrietà e buon gusto.
Federica ha pensato a tutto e non mi meraviglio che quelli del catering le abbiano chiesto se per lavoro organizza eventi ricompensando con orgoglio la fatica delle sue decisioni.
Il parroco portava sandali da turista tedesco in vacanza a Venezia, la sposa, visibilmente agitata, si commuoveva sotto al velo scortata dal padre fino all’altare e lo sposo aveva gli occhi che brillavano più del collier della nonna di lei, la quale voltandosi verso di noi bisbigliò un simpatico “Che bella gioventù”.
La signora con il cappello e le perle.

Il libretto era color crema con il dettaglio delle iniziali degli sposi e con un nastrino di raso marrone, moderne le canzoni, "Bella questa, la so!" e anche la predica è stata apprezzata perché “L’amore è pazienza” (cit. Il Parroco con i sandali).
Lo scambio degli anelli, le parole dolci e il tono emozionato di lei hanno dato vita a una cerimonia molto elegante e raccolta.
Mentre il prete parlava e risuonavano nella navata prima il salmo responsoriale e poi l’alleluia, io osservavo gli abiti, le scarpe e perché no, l’atteggiamento dei presenti.
Guanti di pizzo nero, belle collane, scarpe con dettagli preziosi, qualche borsa di coccodrillo e immancabili perle.
 
La signora con i guanti di pizzo.
Fuori dalla chiesa il tradizionale lancio del riso, la sposa aveva pensato anche a questo.
Piccoli coni di carta color crema con un fiocchetto in raso marrone sostituiscono sacchetti salva freschezza di plastica, perché nulla è lasciato al caso se non la traiettoria del lancio.

Ecco perché poi trovi il riso nelle tasche o addirittura nelle mutande.
Dopo la cerimonia e i complimenti alla sposa che terrà l’abito per tutto il giorno e instancabile anche la sera per un drink, mi sono allontanato con la consapevolezza di aver assistito a un matrimonio semplice e perfetto.
Perché non ci vuole una dinastia millenaria alle spalle per un royal marriage, basta un pizzico di sobrietà, buon gusto quanto basta e un cronista mondano che venti minuti dopo le nozze ritorna alla sua divisa da bagnino.



L'uscita degli sposi.
                                                                                         La sposa e le sue amiche.

7 commenti:

  1. "un’amica della sposa, vestita per l’occasione da me medesimo e dai miei consigli, alcuni dei quali totalmente ignorati."

    fortunella! ma pazza a ignorare anche un solo dei tuoi consigli!

    "mi sentivo rispondere “Non sto studiando perché seguo il matrimonio”.

    Questa è favolosa!!!

    "un cronista mondano che venti minuti dopo le nozze ritorna alla sua divisa da bagnino"

    non ti hanno invitato?

    per quanto riguarda "La signora con i guanti di pizzo", a me in guanti di pizzo non piacciono, tu che ne pensi?

    Ovviamente il "Petit truc." è opera tua, perchè è stupendo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Io ero invitato solo alla cerimonia e mi ha fatto molto piacere andarci, per quanto riguarda i guanti di pizzo a me piacciono e la signora ha fatto bene a indossarli, molto eleganti.
      Il fiore in tulle è opera mia in effetti, palese eh?!

      Un abbraccio

      Elimina
    2. certo che è palese, è così bello e riuscito che non poteva che essere opera tua! se ti avessero invitato anche al pranzo, facevi il cronista del pranzo e della festa dopo, no?

      Elimina
  2. ma nooo quindi niente rinfresco per te??
    è davanti al buffet che si vede la vera eleganza!
    Alessandra

    RispondiElimina
  3. L'amica della sposa della prima foto ha fatto un'ottima scelta: l'abito uguale al mio :D Io l'ho scelto verde acqua...Pinko non delude mai!! bisous, Rosalinda P.

    RispondiElimina
  4. Thanks for your personal marvelous posting! I really enjoyed
    reading it, you will be a great author for this fashion blog.
    Papillon

    RispondiElimina

Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!