lunedì 10 giugno 2013

DALLA TUTA AL VESTITO DI BARBIE



Tutto è iniziato il giorno in cui alla mia amica arrivò l’invito per il matrimonio dell’anno. Forse anche prima.
Mi avverte con queste precise parole “Io e te DOBBIAMO andare a prendere l’abito, DEVI esserci anche tu!”. Non un punto di domanda, solo affermazioni.
Così una domenica di giugno, alias 5 novembre visto il freddo e il grigiore celeste, partiamo. Destinazione: Outlet di Serravalle Scrivia.
Quei posti che sembrano di cartone dove tutti cercano l’ultimo sconto e si ammazzano all’ora di pranzo per un panino.

L’obbiettivo era chiaro e preciso: un abito stretto, corto perché “Ho delle belle gambe e voglio farle vedere” e coloratissimo perché “Lo voglio fucsia o giallo, insomma, bello acceso”.
Con questi criteri abbiamo fatto un primo check in gran parte dei negozi.
Entriamo, guardiamo, scrutiamo, commentiamo e usciamo.
Io sono una sorta di carro-armato, guardo, scelgo e se non scelgo esco alla velocità della luce.
“Fammi diventare una femme fatale”, con queste parole la riempio di abiti e scarpe indicandole la retta via, quella dei camerini. Sempre dribblando commesse tamarre e clienti in delirio.
“Questo?”
“Non ti rispondo nemmeno”
“Questo non mi sta male!”
“Non stai andando a un moijto party”.
“Questo?”
“Ma è troppo da tardona in Riviera”.
“Non dirmi che questo non va bene”
SILENZIO.
Si era parlato di un abito corto, un po’ da cocktail e di un bel tessuto.
“Quello è per donne che si devono mettere in affari!”
“MA…”
“TOGLILO”.
Hitleriano decido di portarla da Pinko perché il fucsia c’è e gli abiti alla Pussycat Dolls pure, quindi è perfetto.
“QUESTOOOO, ECCOLOOOO” esplodo io.
“No, no, è da battona!”
Allora mi siedo e le spiego la sottile differenza tra battona e sgualdrina.

La Battona è cafoncella, succinta, volgare e malvestita.

La Sgualdrina invece è  più raffinata, gioca con la seduzione, mostra ma nasconde e usa il congiuntivo in modo corretto.


L’abito scelto ha tutte le caratteristiche, è corto, fascia per bene il fondoschiena e le gambe, è senza spalline ed è di un fucsia accecante.
Fucsia giornalino di Barbie, un fucsia così potente che ferisce la cornea.
Un po’ come quando sei al buio subito dopo aver guardato il sole, non vedi una mazza e sbatti contro gli stipiti delle porte.
Non le piace, quindi con estrema sofferenza cardio-vascolare lo lasciamo lì e cambiamo negozio.
“Andiamo da Luisa Spagnoli?”
“Sei per caso una first lady e tuo marito deve fare il discorso alla Nazione?”
Poi in un altro negozio. Qui gli abiti hanno un verso informe, il sopra era sotto e viceversa.
“Questo?”
“Sembra da puerpera in sala parto!”
“Questo?”
“AMEN”.
“Questo?”
“Non è adatto nemmeno per portare fuori il furetto”.
 
"PER CASO E' QUI IL MATRIMONIO?"
Necessitiamo di una pausa e di un pranzo con patatine fritte.
È faticoso cercare l’abito giusto perché nessuno da indicazioni precise e soprattutto lei continua a guardare negozi sportivi.
“Entriamo da Puma e Replay?”
Come se a un matrimonio si potesse andare con un gonnellino da tennista o con la camicia di jeans.
“Fosse per me andrei in tuta”
“Lo so, è proprio quello che sto cercando di evitare”.
“Anzi il mio matrimonio lo voglio con gli invitati tutti in tuta e alla fine della cerimonia giochiamo a pallavolo”.
Dopo questa frase sono andato da Missoni a farmi passare l’iperventilazione.
Alla fine riesco a farla ragionare, torniamo da Pinko e illuminata trova un vestito.
“QUESTOOOOO”
“Sì ma provati anche quello fucsia”
“Quello da battona?”
“Non è da battona, fidati”.

Quel camerino si è trasformato in un tavola rotonda, a parte le due ragazze che si provavano un imbarazzante abito da zingara anni ’80, una con i calzettoni della Puma e l’altra con le ortopediche Hogan, c’era una disperata che dava i consigli sbagliati su come vestirsi a un matrimonio.
Io esausto rincaro la dose.
“FUCSIA, stai benissimo, sei bellissima e non sembra nemmeno che per tutto il resto dei tuoi giorni sei vestita di merda”.
“Ma è troppo da battona, davvero!”
Ne prova un altro, esce dal camerino e illuminata urla “QUESTO E’ QUELLO GIUSTO!”
Lungo, color ciliegia, accollato.
Tutto il contrario dell’obbiettivo che avevamo stabilito in autostrada.
“Con questo sono comodissima, mi sembra di avere la tuta”.
ARIDAJE.

Contentissima paga, la ragazza dai consigli sbagliati viene lasciata in balia di un orrendo abbinamento, le commesse quasi applaudono e l’abito da Barbie lasciato nel magazzino con grande rammarico dei presenti.
Sulla strada del ritorno si scelgono con l’immaginazione la borsa e la pettinatura.
“Sai, DOBBIAMO andare a prendere le scarpe, quelle mi mancano” mi dice tutta entusiasta.
Ho bisogno di qualche giorno per riprendermi da questa fatica erculea.
E mi chiedo, ma lo shopping è davvero un toccasana per rilassarsi?
Ho i miei feroci e puntigliosi dubbi.



11 commenti:

  1. Ieri,con l'abilità di uno stalker provetto,tra una pagina di diritto commerciale e l'altra seguivo lo shopping "salva amica in crisi" che stavi vivendo e ho evitato di commentare ogni tweet nella speranza di un post che racchiudesse tutte le perle sparse di ieri.Ed eccolo! Vorrei iniziare da Luisa Spagnoli e le sue vetrine con le first lady poggiate al camino (spesso sia in estate che in inverno) che sembrano quasi voler chiudere una volta per tutte l'agonia della vita diplomatica(con una morte tra le fiamme) : ma davvero qualcuno compra da Luisa Spagnoli ? O meglio negli ultimi 60anni e piu : da quando il fascismo é tramontato e le pellicce di leopardo sono diventate illegali perché animale in via d'estinzione,qualcuno compra ancora tailleur pastello e mezzitacchi con il laccetto a metà caviglia? Spero vivamente di no,spero che quella catena sia una ONLUS per amanti del vecchio genere o per tutte le diplomatiche del Mondo. Tolto questo sfogo che,consentimi,potevo avere solo con te (perché una mia amica purtroppo sogna di essere madre di famiglia con girocollodiperle e figli dai nomi come Ermenegildo e Clotilde che suonano il piano tra una lezione di galateo ed una di pianoforte) sono entusiasta del post e comprendo l'accavallamento dei nervi in vista della scelta delle scarpe (immagino qualcosa di neutro,ti prego salvala dal sandalo ORO con i brillantini o dalla scarpa nera "che va su tutto" insieme alla beige) peró una pecca : le FOTO dei vestiti ci volevano. Un abbraccio (MitchDC)

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    1. Non ti preoccupare, sono sicuro che il risultato finale sarà incredibile, ne va della mia (più che della sua) reputazione!

      Un abbraccio

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  2. hai dei dubbi? per te è uno stress, per la tua amica è la risoluzione dei problemi, e per noi lettori una delizia.

    Ho capito la sottile differenza fra battona e sgualdrina: battona è proprio la feccia, ma la sgualdrina non è poi TANTO meglio! invece mi pare di capire che per te è abbastanza rilevante la differenza!

    Dai, scrivici le prossime puntate del tuo dress coatching!.

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    1. devo ammettere che mi sono divertito tantissimo, era un teatrino molto caratteristico!

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  3. Sarò un tantino troppo classica ma io da luisa spagnoli comprerei eccome!

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    1. Anche a me piace per certi versi ma con le prerogative della mia amica non era adatto!

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  4. Anch'io matrimonio,anch'io Pinko, anch'io in crisi per il corto, anch'io ho scelto il lungo in fucsia accecante! ;D
    Però a fascia, con lungo drappeggio davanti che mi coprirà le spalle per la cerimonia e che farà Serena Van Der Woodsen (dei poveri) per il resto della giornata!
    Sapere che la mia scelta ha inconsciamente ricalcato la tua mi rende fiera del mio gusto! :P Ah, complimenti per il blog: è top!! :D

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    1. Allora vedi Carlotta che anche io, che tra l'altro non ho mai partecipato a un vero matrimonio, sono andato a parare nella tua stessa direzione!? Oh bene, rende fiero anche me!

      Grazie per il blog e vai di Serena Van der Woodsen!

      Un abbraccio

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  5. Proposta: potresti fare un(a serie di) post spiegandoci i fondamentali del tuo gusto in termini di abbigliamento maschile e femminile. Ciò che apprezzi, ciò che odi (gli infradito, immagino) etc, qualche regola dalla quale non si può prescindere. Pensaci e fammi sapere...

    P.S.: semmai avessi bisogno di un consiglio, mi rivolgerò a te (e a chi se no?). non hai idea di quanto ti ammiro!!!

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  6. Lo shopping é un toccasana se non ti serve niente, se DEVI comprare qualcosa è il disastro, l'agonia, l'ulcera, la disperazione e, spesso, anche le lacrime.

    Cmq annovero tra i momenti migliori gli sguardi reciprocamente soddisfatti tra amiche prima della discoteca e il commento "piccola sgualdrinella" detto con tanto amore ed il tono fiero di una mamma.

    E.

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    1. Sgualdrinella è il nuovo complimento dell'estate.
      Quanto ci piace!

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!