mercoledì 15 maggio 2013

SOTTO LA VELETTA MISTERI, CLASSE E STRABISMI


I favolosi anni '50
"Ma che sò elegante? Me sò messa er primo straccetto che ho trovato".

È sabato sera, in un impeto di mondanità ho indossato al volo camicia, papillon e mocassino.
E con un altro gesto di impeto nel giro di cinque minuti ho indossato nuovamente pigiama, boxer e pantofole.
Perché la vecchiaia è un sintomo psico-fisico che abbassa le difese immunitarie e ti mette K.O davanti alle parole: disco-pub, “beviamo qualcosa”, guidare + cercare parcheggio, tanta gente.
Al che sono finito a cercare immagini a casaccio su Google.
Sapevate che a causa di questo blog se si cerca su google immagini “COPPOLA SICILIANA” ad un certo punto si erge il mio faccione tra i risultati?
L’altro giorno ero a Genova e camminavo per il corso principale, un po’ con il naso all’insù per osservare splendidi palazzi e un sole che a Milano non faceva capolino dai tempi in cui Valeria Marini era la star indiscussa del Bagaglino. All’improvviso vedo una merceria ed entro perché da qualche settimana cercavo l’introvabile.
Lei, che senza veletta non esce nemmeno per far la spesa (la fa?)


LA VELETTA.
Entro e aspetto il mio turno.
La merceria più disordinata ma colma dell’emisfero boreale.
Un incredibile quantità di bottoni che bisognerebbe avere quattro vite per vederli tutti, un iceberg di tulle con cui poterci costruire il castello di Walt Disney e ancora roba su roba, ovunque.
La signora, seduta comodamente alla cassa era lì a testimoniare tutte le ere giurassiche di Genova Repubblica Marinara, un’anziana arzilla con il filo di perle e un bel sorriso allegro.
Mi ha stupito il freddo del negozio e le ragazze che ci lavorano, avevano le pantofole.
"Lei è Samantha Jones, apicoltore"

“Buongiorno, per caso avete la veletta?”
“Sì certo, di che colore?”
Qui ho sgranato gli occhi, se mi pone la domanda significa che c’è una varietà di risposte.
“Che colore avete?”
“Un po’ tutti”
“Ah bene, e quanto costa al metro?”
Qui la prova da superare, il prezzo è importante quando si tratta di rarità.
“5 EURO AL METRO”.
Anna Karenina, che con la veletta è il ritratto dell'allegria.

Sgrano gli occhi e quasi svengo. Se a Milano la veletta è introvabile, quando la trovi e chiedi il prezzo preferisci che sia davvero introvabile perché altrimenti finirebbe subito nella classifica dei beni di lusso.
Mi brillavano gli occhi e la signora era contenta per me, forse un po’ dispiaciuta che non fossi di Genova altrimenti sarei diventato un suo assiduo cliente e avrei inviato anche il curriculum.
Insomma, la veletta per trovarla e non perderci qualche organo bisogna andare a Genova dalla signora tutta sorriso e reumatismi.
 
Quanto ci manca la Queen Mother.
Perché la veletta?
Perché per un matrimonio, per una festa importante, per una cerimonia in cui le donne non vogliono sembrare tappezzeria o comparse da fiction, la veletta è uno stratagemma essenziale.
Piccolo cappellino e veletta a metà viso.
Lo chic.
L’essenziale.
La veletta è il miglior copri-occhiaie che possano aver inventato prima ancora che comparissero quelle creme alle balle di drago o simili. La veletta nasconde le rughe, i segni di un tempo troppo spiccato e ingentilisce.
Anche la più cafona sotto una veletta è più raffinata, nonostante le sopracciglia tatuate e il contorno labbra così marcato da sembrare gelato al cioccolato.

Una donna con la veletta è una donna misteriosa, il che non significa che ha l’ex marito fatto a pezzi nel congelatore di casa insieme ai bastoncini surgelati, ma che ha un fascino e un portamento che poco hanno a che fare con una minigonna volgare e un perizoma visibile dalla Luna.
È un fascino antico che andrebbe rispolverato. E non solo da giornaliste di moda con evidenti strabismi.
Ogni riferimento è puramente casuale e dilettantesco.
 
BANANE, LAMPONE..

10 commenti:

  1. Oggi mi viene da commentare le tue immagini:

    I favolosi anni '50: qualche volta la portava anche la Callas

    "Ma che sò elegante? Me sò messa er primo straccetto che ho trovato".: agghiacciante

    Lei, che senza veletta non esce nemmeno per far la spesa (la fa?): molto graziose entrambe, Kate e veletta

    Lei è Samantha Jones, apicoltore": in questa foto sembra letteralmente bollita, e uja veletta del genere, la vedrei unicamente a un funerale.

    Anna Karenina, che con la veletta è il ritratto dell'allegria: anche qui, un allure très funèbre

    Quanto ci manca la Queen Mother: certe persone (personaggi?) sembrano nati per portare certe cose.

    BANANE, LAMPONE: e certe personaggi sono nati per non portarle!!!

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    1. Beh, chi meglio della Regina Madre, no?
      Che simpatica arzilla vecchietta!

      L.

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  2. Ma a te cosa serve a fare? Comunque concordo che è molto chic.
    P.S. Io ho scoperto che si chiama "veletta" grazie a questo post...

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  3. uh, ma ho letto che sei stato a Ge, la mia città, io non c'ero in questi giorni, però prox volta che passi twittamelo! ciao baci!

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  4. p.s per il post io amo Charlotte con o senza veletta, Kate al suo confronto può andare a lavare le scale! tra la nipote di Grace e la nipote di un minatore, non c'è storia

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  5. la mia preferita nelle foto con o senza veletta è sempre Charlotte...Kate al confronto sembra una colf. ma ho letto che sei stato a Ge la mia città, a saperlo, io ero a Bari per lavoro, però prox volta che capiti a Ge twittamelo! baci Lori!

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    1. Non mi ricordavo per nulla che fossi a Genova tu!
      Prossima volta andiamo insieme in merceria!

      un abbraccio

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  6. "Sapevate che a causa di questo blog se si cerca su google immagini “COPPOLA SICILIANA” ad un certo punto si erge il mio faccione tra i risultati?" ahhhaha sono morta. Perchè andare in un disco pub che non porta a nulla (se non bavosi pretendenti) quando puoi scoprire che su Google può trovare una tua foto sotto una voce? ;)

    P.S: Mi sentirei di dirti....ESCI DAL TUNNEL DELLE MERCERIE! ma la verità è che non se ne esce e tu non ne devi uscire ;)

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    1. hai detto bene, è un tunnel e quanto mi piace!

      Un abbraccio fortissimo

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