martedì 2 aprile 2013

RITIRO SPIRITUALE




Quando si necessita di un week end fuori porta per cambiare aria di solito succedono due cose.
Piove.
Sei a fine corsa di bancomat, contanti, postepay, buoni fruttiferi.
“Che ne dite di tre giorni in montagna a casa mia? Solo cibo e relax”
“Ci sono!”
“Ci sono!”
Tre partecipanti, dieci astenuti.
La ridente località è Cortenova, provincia di Lecco, una dozzina di abitanti, un bar che fa da giornalaio, da tabaccaio, da alimentari e anche da macellaio, verduraio, fruttivendolo e spaccalegna.
Ad accoglierci un appartamentino delizioso in cui ogni minimo soprammobile, anche di minuscole dimensioni, ha un suo centrino.
E i suoi raggianti 4 gradi centigradi.

Prima che venisse meno la sensibilità ai piedi abbiamo cominciato ad alitarci l’un con l’altro e a fare una indispensabile lista della spesa.
1)      PATATINE A VALANGA
2)      NUTELLA
3)      SPRITZ (di quelli già imbottigliati perché nessuno ha lo sbatty)

A seguire noccioline e qualche verdura per andare regolarmente di corpo.
“Pane?”
“No, dovrebbe averlo portato mia madre!”
“Ma tua madre hai detto che non viene qui da quest’estate!”
Il pane in questione era così duro da poterlo usare al bocciodromo.
Fuori una pioggia battente, dentro una temperatura che speravamo arrivasse almeno ai 15 gradi prima di doverci a forza introdurre nel letto, stretti sul divano e avvolti da quattro coperte al sapore di naftalina.
Così è iniziata LATREGIORNIPIGIAMA, una maratona a base di pigiama, tuta, vestaglia, brutti film e filmetti rosa, nessun movimento che si avvicini allo sport, nessun muscolo che abbia il permesso di compiere azioni e trazioni.
Al fine di un piacevole e per nulla stancante fine settimana in montagna gli ingredienti sono:




- CALZETTONI IMPROPONIBILI: quei calzini che sopravvivono per anni nel buio dei nostri più remoti cassetti e all’occorrenza in montagna si trasformano in invidiabili pantofole senza antiscivolo. Spesso si infilano il primo giorno e si tolgono prima della doccia. Al rientro.



- DVD: e qui uno studio socio-psicologico consiglia qualcosa di molto molto frivolo, qualcosa che puoi recitare a memoria tra una pennica e un coma profondo, che puoi non interrompere quando ti alzi per preparare i pop corn, il panino con la Nutella o il tacchino.
Consigliatissimi, in sequenza: Amori in città e tradimenti in campagna, Amori & incantesimi, La Sirenetta, Maria Antonietta, La donna perfetta.
Tutto ciò che è –etta va benissimo.



- CIBO: parola d’ordine è: SPAZZATURA.
Niente diete, niente attenzioni culinarie che tanto fa così freddo che la doccia non si fa e quando ci si spoglia non c’è il tempo e il desiderio di misurare maniglie dell’amore in espansione o pancia da birra.
Al ritorno lo spavento pone ufficialmente fine al week end.

 
ER BRUNCH

- LA POPOLAZIONE LOCALE: se si conosce almeno un membro dell’attiva comunità montana è bene sacrificare il divano e un brutto film per imparare a conoscere la gente del luogo decidendo così che non fa per voi. Una cena in compagnia con la fauna locale permette di scoprire che i montanari guidano come pazzi sui tornanti della morte, ordinano Risotto Mare-Monti al ristorante e il sabato pomeriggio comprano asini.
Come argomento di conversazione hanno tutti i fidanzamenti della valle, la politica (Lega Nord in primis) e qualche accenno di televisione “Hai visto che a Wild Fiammetta Cicogna cavalcava un asino e non un cavallo?” con lo sgomento sincero dei presenti.
Nell’unico disco-pub poi si riuniscono tutti i montanari e quando dico tutti intendo proprio TUTTI, mancano solo bambini e pensionati ma la fascia dai 15 ai 50 è ben rappresentata.
C’è quello con la maglietta della Vodafone, quello che balla Ma cherie con un impeto incredibile e quello che indossa uno smanicato imbottito con il logo dell’autofficina per cui lavora.


- LA VESTAGLIA: su questo non transigo, la vestaglia deve accompagnarvi dal primo momento all’ultimo, che sia di seta jacquard, lana merinos o cachemire non importa, dovete averla e farvi coccolare dalla sua comodità per tutta la durata della vacanza. Se poi avete un po’ di raffreddore le sue tasche e le sue maniche sono un nascondiglio perfetto  per i fazzoletti smocciolati.

 

Lo so che la vita di montagna non fa per noi, quattro case per noi non fanno comune, le montagne innevate sono belle per una foto su Instagram ma dopo il secondo giorno ci mettono ansia, l’idea poi di sentirsi “isolati” dal resto del mondo va bene per 36 ore poi riusciamo a desiderare la folla e il vociare di qualcuno.
Tre giorni sono ideali, si magna, si beve, si chiacchiera e si sorride.
E magari si apprezzano di più le situazioni lasciate a casa.

9 commenti:

  1. Hai riassunto benissimo il mio più grande incubo e desiderio di questa Pasqua! Alla fine spero di fare la stessa cosa al più presto!!! ahahah
    Un bacione
    Ale

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    1. E' un incubo ma quando poi i ritmi della vita quotidiana sono frenetici non è poi così male, vero?

      un abbraccio Ale

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  2. Non è una vera località montana se c'è un discopub! Comunque approvo la scelta cinematografica (come mai non mancano Mean Girls e La morte ti fa bella!?)

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    1. Non li avevo in dvd ma sappi che sono stati nominati, con qualche urletto annesso, ovvio.

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  3. Quando si torna a casa, si apprezzano le comodità casalinghe!!! serve anche questo!!!

    spero che tu abbia apprezzato Maria Antonietta! ho il DVD e i vestiti mi piacciono molto!! ehhh si!!! i vestiti 600 e 700 sia maschili che femminili mi fanno impazzire!!! ho preso anche dei libri sulla moda di allora!!!

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  4. ''E magari si apprezzano di più le situazioni lasciate a casa.''
    Decisamente!! :))

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  5. Alla prossima vengo pure io...e porto il DVD di Mean Girls :P

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  6. mi ci vorrebbero proprio un paio di giorni così!

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