sabato 3 marzo 2012

Villa Necchi Campiglio, design anni '30 nel cuore di Milano

La facciata verso il parco

Il salone

La veranda
La porta che divide la biblioteca dalla veranda
Durante la settimana della moda Tod’s ha organizzato la presentazione della nuova collezione donna presso la Villa Necchi Campiglio, nel cuore di Milano.
Sabato di Carnevale.
Sabato di sfilate e party esclusivi.
Il sole brilla alto in un cielo terso e la prima calura primaverile rinvigorisce gli animi che si erano rifugiati per settimane sotto visoni e colbacchi di volpe.
E’ la giornata ideale per andare al parco a giocare e rotolarsi nell’erba.
E’ la giornata ideale per scoprire gli angoli più emozionanti di una città che ami.
Non me ne voglia Diego Della Valle ma io le borse e le scarpe non le ho praticamente osservate a causa della meraviglia che vi era intorno.
Villa Necchi Campiglio è una villa storica, ora patrimonio del FAI, costruita tra il 1932 e il 1935 e si trova in via Mozart 14, a due passi da Corso Venezia.
È unica nel suo genere in quanto rappresenta perfettamente quello stile razionalista che si evolve negli anni ’30 in Italia, quel tipo di architettura che guarda la celebre scuola tedesca del Bauhaus e che cura ogni singolo dettaglio, dalla planimetria molto semplice agli infissi della porta scorrevole in noce.
La famiglia Necchi Campiglio faceva parte dell’alta borghesia industriale arricchitasi notevolmente dopo la Grande Guerra, producevano ghise e macchine da cucire, e negli anni ’30 decidono di trasferirsi da Pavia a Milano.
Il progetto della villa viene affidato ad un astro nascente dell’architettura moderna, Piero Portaluppi, a cui non viene dato alcun limite di budget per la realizzazione della dimora che presenta tecnologie all’avanguardia per l’epoca.
 
Si accede direttamente dal giardino in cui si trova la piscina, la prima piscina privata di Milano con l’acqua riscaldata e un bordo vasca di marmo decorato da vasi di fiori e piante. Accanto una piccola caffetteria ricavata dalla dependance e un campo da tennis.
L’ingresso è elegante, un grande portone si apre affacciandosi direttamente al centro del piano nobile. Una serie di ambiente quali lo studio, la biblioteca con un pavimento in noce meraviglioso, una sala da pranzo e un salone dai tratti sfarzosi.
La veranda è qualcosa di eccezionale, a partire dalle vetrate a scorrimento con elementi di stampo industriale, al marmo del pavimento arricchito da liste di travertino e una panchetta di lapislazzulo dove sedersi diventa un’esperienza mistica.
La porta che separa la veranda dalla biblioteca è un design di alto livello, una sorta di muro in ferro in cui vengono disposti piccoli rettangoli vitrei.
La scala di legno con giochi geometrici lungo la ringhiera è originale così come i pavimenti e gran parte degli arredi, eleganti, in un gioco tra antico e moderno.
Al primo piano si trovano le camere da letto, ognuna con il suo bagno privato e un’anticamera.
Un corridoio archi voltato viene destinato interamente ad una serie infinita di armadi a muro che ospitano il grande guardaroba delle signore Necchi.
I due bagni padronali sono speculari, rivestiti in marmo e con migliorie all’avanguardia come il box doccia e un doppio lavandino, dettaglio di gran moda nelle case dei ricchi signori.
Gli armadi a muro prevedono lo spazio per gli abiti e una serie di cassettini con la parte avanti in vetro per poter osservare il contenuto, anche questo è un dettaglio curatissimo progettato dallo stesso architetto.
Del guardaroba delle signore si possono osservare le borse Hermes, le giacche Chanel, cappellini con veletta e foulard di ogni genere. Uno riporta la scritta “Pour Madame Nedda Necchi” disegnato direttamente da Christian Dior.
Lungo le pareti quadri dal sapore antico come alcuni ritratti ottocenteschi o vere e proprie opere d’arte come la tela di De Chirico, una scena biblica alquanto sacrificata a causa di una cornice non originale.
Descrivere questo luogo storico-artistico è davvero difficile perché la magnificenza dei suoi arredi e l’eleganza dei suoi dettagli è qualcosa che andrebbe provato sulla propria pelle, che sia grazie a Tod’s o grazie ad una spiccata sensibilità culturale.
Villa Necchi è un vero gioiello, un vero capolavoro d’architettura e di design.
Non perdetevela.
La scalinata originale dell'epoca
La sala da pranzo con arazzi seicenteschi

13 commenti:

  1. Dico sempre che mi piacerebbe andarci (ho visto dei post in passato con delle foto bellissime, se non erro erano di Veronica). A saperlo prima avrei provato a venire, ero a Mi l'ultimo sabato di carnevale. Prima o poi ci farò un salto. Intanto grazie per aver condiviso e buon week end!

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  2. Da quando l'ho scoperta ho un piccolo motivo extra per tornare a Milano...

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  3. Non ve ne pentirete ragazzi, ne vale davvero la pena, fidatevi.

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  4. Che meraviglia :D No, chissene frega delle borse Tod's a sto punto :D


    http://fashionismyway.blogspot.com/

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  5. Se c'è una cosa che adoro nelle persone è la capacità di passare da argomenti frivoli a discorsi culturalmente stimolanti. La cultura e l'intelligenza uniti all'ironia (e autoironia) e alla capacità di non prendersi troppo sul serio rendono una persona brillante:)

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  6. è che a volte si dimentica che "il bello" vero, è in cioè che ci circonda..io non ci sono mai stata, ma i mei genitori, l'hanno talmente amata, da ricostruire lo stesso scorrimano delle scale per casa mia..

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  7. meglio che non vada o ci vorrei vivere per sempre!
    la veranda è fantastica, ma il taglio baroccheggiante del salone e della sala da pranzo non mi fanno impazzire...

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  8. da studentessa di architettura quale sono, non posso che dire MERAVIGLIA. ogni dettaglio, ogni accostamento, è perfetto com'è e non richiede modifiche ne critiche.
    buona domenica caro Lollo, dalla tua fidata follower che anche quando non commenta ti legge, sempre.
    JustM.

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  9. Io rendo grazie al FAI tutti i giorni prima di andare a letto e dire le preghierine a gesù per avermela fatta conoscere.

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  10. E' un bene da difendere, niente da dire/fare.

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  11. è in assoluto uno dei posti miei preferiti di Milano.

    bellissimo post

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  12. per apprezzare meglio questo capolavoro è assolutamente consigliata la visione di "io sono l'amore" di gianluca guadagnino.

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

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