lunedì 26 marzo 2012

Loro hanno la rehab, e noi?

Qui stanno sponsorizzando Coconuda?
L’amore. Sappiamo essere una delle questioni più delicate che l’animo umano può incontrare durante il suo progetto di nascita, crescita e di disperazione.
Tutti lo rincorrono, nessuno lo vuole, tutti fanno finta di non aspettare, tutti lo desiderano ardentemente.
E quando lo si ha?
Come lo si riconosce?
E soprattutto, come lo si tiene aggrappato a noi per sempre?
Durante una delle mie letture non impegnative, che sia sull’autobus o tra Kant e Baumgarten non ricordo, mi è apparsa la notizia hollywoodiana dell’ennesima rottura.
“Non ti occuperai mica di certe nefandezze?” chiede la mia mente ormai illuminata da strane filosofie tedesche.
“Giammai” risponde la mia parte frivola che continua a coltivare il suo appezzamento di materia grigia.
Ashton Kutcher ha lasciato la bellissima Demi Moore. Il toy boy lascia il talamo nuziale stufo di avere a che fare con una donna che lo è con la D maiuscola.
Tralasciando inutili retoriche su quanto sia difficile imbastire una relazione che sia duratura a Hollywood e su quanto la differenza di età abbia influenzato il loro rapporto, vorrei invece soffermarmi sul dopo.
Sul post-mortem.
Sul post-trauma.
Pare infatti che la povera e derelitta Demi Moore stia come uno straccio a fine pulizia.
Ha dato segni di cedimento al compleanno di Miley Cirus ( e direi che già questo poteva essere un campanello d’allarme), rivolgendosi poi al guru spirituale Deepak Chopra ( e chi se no?).
Niente e nessuno è stato capace di tirarle su l’animo, così di bianco vestita ha deciso di ritirarsi a vita privata in rehab.
Pure lei.
Ormai è una vera e propria moda. Vai in giro senza mutandine? REHAB. Ti droghi e ti sniffi anche il cacao? REHAB. Leggi i libri di Alfonso Luigi Marra? REHAB.
La nostra Demi cerca di dimenticare un amore importante durato sei anni, un bell’amore visto la fisicità del suo ex-Ashton.
Con qualunque mezzo disponibile a 49 anni tenta di chiudere questo capitolo della sua vita.
Mi ha fatto riflettere molto, quale sconfitta più grande per una donna se non quella di esser lasciata in balia della solitudine, ad un passo dai dolorosi 50 anni, magari per una sciacquetta insulsa e più magra?
E soprattutto: con che piombo nel cuore ci si rinchiude in una rehab senza famiglia o affetti?
Che fine hanno fatto i pianti infiniti con le amiche storiche, i chili di gelato davanti ai filmetti rosa e gli sfoghi urlando le peggio cose ad un mondo sempre troppo rumoroso?
Le star hanno i life-coach e noi gli amici raggiungibili a qualsiasi ora del giorno e della notte.
Le star hanno la psicologa e noi una madre attenta.
Le star hanno la rehab e noi una casa in una valle sperduta della bergamasca dove piangere in silenzio e far pace con noi stessi.



16 commenti:

  1. Ecco, esatto. Ma se la mia love story finisse nel cesso a me l'idea di girare come uno zombie in camice bianco per una clinica asettica, circondata da glaciali infermiere dal sorriso beffardo mi farebbe colare ancora più a picco. E' evidente che nessuno li ascolta quando soffrono, 'sti vips, e pensano che sborsando qualche quattrino possano ottenere le amiche pazienti che noi comuni mortali ci sudiamo in anni di fatiche e sofferenze.
    Con i soldi di Demi Moore, io mi farei una bella rehab a zonzo per il pianeta appoggiando le chiappe sofferenti sulla sabbia africana e piangendo asciugandomi le lacrime con la seta di un mercato indiano.

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    1. Esattamente, o volerei a Parigi dove perdermi tra le vie senza una meta specifica ingozzandomi di baguette apppena sfornate.

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  2. Gioie e dolori dell'essere vip. L'unica cosa che mi dico è: se viene mollata pure Demi Moore, annamo bbbbene!

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    1. Ecco, questo li rende mortali come noi ma non è certo di buon auspicio eh!

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  3. l'altra faccia delle medaglia...
    Tra un po' apriranno una rehab anche per chi sembra essere ancora una persona "normale" =D Per la serie ad ognuno la propria rehab!

    The Glamour Avenue

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  4. Ciao Lollo,
    ammetto che la fine di una storia sia difficile, ma è Demi Moore quindi potrà certamente trovare un'altra dolce metà che la consoli e nel frattempo fare l'eremita a spasso per il mondo, non le mancano certo i soldi, o forse sono quelli che spingo ad andare in una clinica asettica, dove non ritrovo certo te stesso, ma ti alleggerisci un po' il portafogli? Baci buona giornata Alex

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  5. Mi do tempo tre giorni per piangere, poi al quarto realizzo di farmi talmente schifo che mi schiaffo in faccia un bel sorriso e ricomincio le mie naturali regolarità senza rehab o life-coach e che cazzo.

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  6. Esattamente, pure io.
    E di certo non mi vesto in total white.
    Cafone mai.

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  7. Io partirei per New York a ingozzarmi di cupcakes alla vaniglia.
    Poi farei la Broadway avanti e indietro per cinque volte, giacchè devo smaltire i grassi e ordinare le idee.
    Dopo mi fermerei a guardarmi nello specchio e a sorridere a quell'affascinante uomo che mi sta invitando a prendere un aperitivo al roof top del Peninsula.
    Ecco.

    Titti

    http://dellaclasseedialtremusiche.blogspot.it/

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  8. ecco, io avrei mamma, papà e sorella.
    e un gatto ruffiano
    e probabilmente la crostata fatta con la marmellata della nonna.
    la rehab è per chi un rifugio non ce l'ha

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  9. Brava Babette, ques'ultima frase mi ha colpito molto.
    Rubo, se non ti scoccia.
    Grazie a tutti ragazzi, condividere qualche frivola chiacchiera con voi è un piacere.

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  10. Io so solo che anche andando a più di 100000 kilometri di distanza il pensiero torna sempre lì....anche a distanza di quasi un anno. Ricominciare a ridere in fin dei conti è molto facile, è ri-vivere la cosa più difficile!
    Che Demi se ne vada pure in rehab, la sua paura adesso è quella di non avere più niente da plastificare o aspirare. Ha già fatto tutto per rimanere una splendida 30enne, perciò se il ragazzotto ha abbandonato il talamo per una più giovane(forse), si rassegni ad essere una splendida 50 che sembra 30enne.
    Ma la vera domanda è: perché deve partecipare alle feste di compleanno di bambini dell'età dei figli????
    xoxo
    Alessandro - http://www.thefashioncommentator.blogspot.com

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  11. Stiamo meglio noi. Decisamente.
    Robi

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  12. Lo penso pure io, nella nostra semplicità siamo più fortunati.

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