venerdì 30 dicembre 2011

BEST OF (?) 2011.

Capodanno. Quel giorno in cui si finisce di digerire il cappone farcito di Natale.
Quel giorno in cui si recensiscono i 365 giorni passati e di conseguenza se ne maledico l’80% a causa di infortuni, incontri da dimenticare e disturbi gastro-intestinali.
2011.
2011 schiaffi in faccia.
2011 persone malvestite incontrate per strada.
2011 calorie ingurgitate con un solo morso di Kinder Bueno.
È stato un anno piacevole alla fine dei conti, non posso lamentarmi, o almeno, non mi lamento qui ma aspetto di distruggere i neuroni a qualche sventurato che ha voglia di ascoltarmi.
Proficuo anche.
Dal punto di vista delle esperienze e dei viaggi.
La parte economica invece ha visto evaporare-sparire-puff-adieu il mio gruzzoletto di risparmi.
Sono partito per la Spagna, ho conosciuto tante persone nuove e ho scritto tutto quanto alienando la mia privacy e rendendomi più che ridicolo agli occhi di ogni social network.
La fine poi era scritta nel mio destino.

Nel 2011 sono successe cose importanti.
-        sono approdato su Twitter
-        ho trovato delle vecchie Church’s del papi in cantina
-        ho scoperto Real Time
-        ho indossato le mutande al contrario ad un evento “fashion” senza accorgermene e Carla Gozzi era presente
-        andrologo online ha cominciato a seguirmi su Twitter

Il fatto che io sia un maniaco della penna stilografica, un ossessionato della carta Moleskine è un incentivo per continuare a scrivere e a trascrivermi i tweet, le mie frasi celebri, le citazioni più riuscite e gli stati di Facebook.
Un anno di commenti.
Di pensieri impuri.
Di tweet in cui racconto la mia vita e poetizzo quella degli altri.
Così, rileggendo i diari e i vari scritti ho deciso di selezionare le frasi più carine, divertenti, spiritose, poco serie e frivole. In pratica, tutte.
Ne ho scelte dodici, come i mesi di questo lungo 2011.
Troppo lungo.
Potete rubare le mie perle rare, potere ricordare di averle già lette, fingere di farvi venire delle convulsioni, potete citarmi e potete continuare ad amarmi anche nel 2012.
Certe frasi frivole le scriverò anche il prossimo anno.
È una minaccia ovviamente.
Ecco i best del 2011.

1) “Ma le fashion bloggers mangiano lo zampone solo se ha l’unghia smaltata di rosso Chanel?”

2) “Prima di facebook Fabio Volo non se lo cagava nessuno. Ora è il Dalai Lama dei link.”

3) “Donne felici di avere un deodorante per la casa perfettamente mimetizzato con la loro splendida  collezione di sassi.

4) “Lety, ti ricordi quella volta che alla Rinascente durante la Vogue Fashion’s night out mi hai rubato l’ascensore? Ecco, è il mio Karma che ti manda Pisapia.”

5) “ Vanity Fair ha pubblicato la classifica delle popolazioni maschili più dotate del mondo. Non mi stupirei se ci fosse un boom di prenotazioni per il Congo quest’estate.”

6) “Chi sorveglia Zara se tutti i commessi sono al Pride?”

7) “Io di Beyoncè invidio la resistenza intestinale che dimostra facendosi sparare addosso tutto quel vento durante ogni concerto.”

8) “Nella mia prossima vita vorrei rinascere Charlotte Casiraghi. Ma con la sfortuna che ho potrei rinascere Carmen Di Pietro.”

9) “In realtà San Lorenzo Martire lo hanno ucciso le mie coinquiline pugliesi perché avevano voglia di fritto.”

10) “Sta brutto chiedere al fattorino delle pizze se porta giù la pattumiera visto che scende?”

11) “Qualcuno mi ha fatto il malocchio. L’ho capito quando non ho trovato la carta igienica in bagno.”

12) “Albano, la tua non si chiama castità ma impotenza.”

Non sono sempre brillante.
Anzi a volte non lo sono per niente.
Ora, se fossi in voi non mi leggerei ma se lo doveste fare anche nel 2012 io ve ne sarò grato per la vita.
Auguri, e per favore, non ingozzatevi di lenticchie nella speranza che portino soldi.
E’ un’illusione.
Come quella di Nina Moric quando ha detto di volersi fare solo un “ritocchino”.

Se poi non avete nulla da fare, dovete digerire, aspettate che quel derelitto del vostro partner vi chiami e dovete distrarvi, aspettate di cadere in catalessi, soffrite d’insonnia, o più semplicemente non avete nulla da fare ecco i 6 post migliori di questo lungo 2011.

1) NCS: il peggio della moda. Quando la “moda” esagera Lollo commenta.

2) Siamo fidanzati: il decalogo. Lo avete amato e ve lo ripropongo.

3) Ho detto sì, chiamatemi scema. Il matrimonio del secolo dal mio punto di vista.

4) Monella Vagabonda f/w 2011-2012. Lollo alla sfilata più attesa della settimana della moda.

5)  Il favoloso mondo di Camilla. Lollo vi presenta la sua scrittrice preferita (in modo serio).

6) La 13esima fatica di Lollo. Ecco cosa succede quando si sceglie un paio di occhiali da sole.
  
Buona lettura a tutti. E grazie per l’affetto che mi dimostrate sempre.
Probabilmente avrete due settimane di libertà in cui non sentirete la mia presenza a meno che non vogliate. Causa esami, causa devo-studiare-il-catalano-che-lingua-de-mmerda.
Vi amo.
Ma non faccio il trenino con voi e non canto Pè Pè Pè.

sabato 24 dicembre 2011

A Natale puoi che?



Una di quelle cartoline che tormentano il vostro Facebook.
Il Natale arriva solo quando vieni taggato nelle cartoline di auguri su Facebook.
Insieme al tag 432 notifiche per i commenti che seguono in qualsiasi lingua, perché ci piace sembrare poliglotti anche quando in realtà non sappiamo nemmeno la nostra lingua.
“Felix Navidad.”
FELIX?
Tornare a casa nella bassa provincia milanese è bellissimo.
Sentire mio padre che progetta il mio futuro.
“Ti laurei e vai a vivere in Lapponia dove ci sono moltissime richieste di lavoro.”
Perché effettivamente io studio storia dell’arte e in Lapponia ci sono i più bei siti artistici del mondo.
E soprattutto io sono una persona che ama il freddo, la neve e il sole mi ferisce gli occhi.
Oppure mia madre, che subito mi ha precettato perché andassi con lei a fare la spesa.
Le ho perso il carrello, mi diceva di andare a prendere la Nutella e tornavo con un chilo di cioccolato, mi trascinavo come un ferito del ’15-’18 e soffrivo.
“Domattina sei a casa?”
“Perché mamma?”
“Beh, pensavo volessi pulire le posate d’argento con me.”
Ho preso un aereo appositamente, morivo dalla voglia di strofinare tutto quello che poi luccicherà procurandomi numerosi strappi muscolari e intercostali.

lunedì 19 dicembre 2011

MAI DE LA VIDA.

Solitamente la domenica prima di Natale ci si prende a testate e affrontando il mondo del consumismo si ultimano i regali per una famiglia sempre troppo numerosa.
Ora che non ho più una Poste-Dio-l’abbia-in-gloria-Pay posso presentarmi a mia madre con una calamita di Santiago, un caloroso abbraccio e con la biancheria sporca.
Quella non è da sottovalutare.
E’ come se dicessi “Mamma, mi sei mancata e come lavi tu i miei vestiti nessuno mai.”
Immagino la sua sincera commozione.
Sono quattro mesi che sono partito, quattro mesi che non dormo nella fredda provincia milanese, che non sento mia sorella urlare perché la mattina si sveglia coi capelli sempre più gonfi, quattro mesi che mia madre non mi chiede “La gonna blu o il pantalone?” e che mio padre non mi sveglia perché deve mettersi le scarpe sedendosi sul mio letto.
I 100 metri quadri restanti non gli piacciono.
Con mio fratello maggiore invece sono cinque mesi che non ci vediamo.
Lui che per dirmi “Ti voglio bene” tenta di farmi ubriacare al pranzo di Natale.
Quest’anno sarà un Natale molto particolare.
Il fatto di essere lontano da casa aumenta il desiderio di coccolarmi tra le mille decorazioni, tra quella quantità di cibo che spero mi faccia cadere in catalessi subito dopo, tra quei regali che non ci saranno perché non ho davvero bisogno di nulla.

mercoledì 14 dicembre 2011

MA PER CASO E' NATALE?


La rivisitazione soft porn del Natale di Mariah.


Leggete le mie boiate anche su: www.pensorosa.it

Se anche voi state delirando in giro per il mondo e affrontate stoicamente l’atmosfera natalizia potreste comprendere quanto sto per battere al pc senza dover leggere nessun manuale informativo.
Lo scorso week end sono stato a Madrid, città che mi ha accolto con un freddo transiberiano e una quantità di luci e lucine che nemmeno a Las Vegas nel suo giorno migliore.
Mi sono così ritrovato al famoso grande magazzino spagnolo “El Corte Ingles” all’ultimo piano, reparto giocattoli, il 9 di Dicembre.
Quello che mi è apparso davanti è stato un girone dell’inferno.
I consumisti.
Mamme in preda a delle crisi isteriche per seguire infinite liste di regali e letterine di Natale che parevano iscrizioni rupestri.

“Ma la Barbie Parrucchiera è realmente finita signorina?”
“Sì, mi spiace, può essere che arrivi la prossima settimana ma non sono sicura.”
Guardava la letterina della figlia. Poi la commessa. Indecisa se dare fuoco a se stessa o alla povera sventurata che le aveva dato la brutta notizia.
Urla e pianti da rompere timpani e perforare ulcere.

giovedì 8 dicembre 2011

BENEDICICI OH SANTIAGO.


“Noi quattro andiamo a Santiago i primi di Dicembre.”
Fu l’affermazione iniziale seguita da “Vengo pure io.” Ripetuto per circa 14 volte.
Quando un Erasmus si muove e fa il check in online per qualche volo Low Cost, è probabile che non possa viaggiare alla ricerca del proprio io spirituale senza almeno una decina di persone alle calcagna.
Tra quei 18 pellegrini che hanno voluto ispezionare la propria religiosità a Santiago di Compostela c’ero pure io.

Io: “Laura mi dici a che ora prendete l’aereo che prenoto?”
Laura: “ Alle 14.30 Barcelona- Santiago.”

Prenotato. L’ultima volta che ho potuto utilizzare la mia Poste-Dio-l’abbia-in-gloria-Pay prima che venisse clonata.
Una settimana dopo.

Sabrina: “Mi dici a che ora avete prenotato il volo?”
Io: “14.30 PRECISE.”

Un’altra settimana dopo.
Valentina: “Perché noi abbiamo prenotato quello delle 14 mentre gli altri partono a mezzogiorno?”
Io: “Colpa di Laura.”

Morale della favola, la sovra citata Laura in un trip di amnesia è riuscita a prenotare il volo sbagliato pur essendo davanti a due persone così precise e pazienti da indicarle su una lavagnetta luminosa con laser rosso puntato sul sito Ryan Air.
Nulla di grave, tutti e 18 siamo riusciti a sopravvivere al volo sul quale tentano di vendere un imbarazzante calendario semi-sexy di hostess Ryan Air, che non sono sempre delle Veneri di Milo.
Occupato un intero ostello scopriamo le bellezze di Santiago, ultima tappa di un cammino che da Roma conta 45 giorni.
Atmosfera nostalgica e gotica, cattedrale che toglie il fiato e in cui si può abbracciare il busto di San Giacomo costellato di pietre preziose e innalzato su un delicatissimo altare barocco in lamina d’oro.
Sobrio e per niente “schiaffo alla miseria c’è gente che muore di fame proprio fuori dalla cattedrale.” Torri barocche alte 74 metri, impianto romanico, pianta a croce latina con matronei continui anche nella sezione dei transetti.
[Ho dato l’esame di architettura medievale mica per niente, quindi permettetemi di tirarmela.]
Le stradine strette su cui si affacciano osterie locali con il polpo alla galiziana in vetrina, i piccoli pub dove ci si ubriaca per non morire di umidità, i portici sotto ai quali un artista di strada suona e il suo amico clochard spaventa il sottoscritto che fugge come un cerbiatto in amore.
Si mangia con 8 euro e qualsiasi piatto ha come contorno patatine fritte.

sabato 3 dicembre 2011

SIAMO FIDANZATI? IL DECALOGO.


L'immagine non c'entra una ceppa ma mi piaceva.

Arriva un momento della vita in cui non si digeriscono i latticini e i carboidrati finiscono ad appesantire cosce, fondoschiena e soprattutto la panza. Subito.
Nello stesso modo arriva un momento in cui una frequentazione subisce un cambiamento, si passa dal “usciamo insieme” al “siamo fidanzati”.
Essendo una trasformazione quasi impercettibile si può ricorrere ad uno stratagemma alternativo che non sia “Ci mettiamo insieme? Metti la x sul sì o sul no” come si faceva alle elementari.
Per capire l’altra persona, l’altra metà della mela, della zucca, l’altro calzino spaiato, l’altro guanto disagiato, l’altro emisfero del cervello che spesso ci dimentichiamo di avere, necessitiamo di alcune regole basi che qui elenco con estrema accuratezza.