venerdì 30 settembre 2011

L'ABBATTIMENTO DEGLI IDOLI


LA DISTRUZIONE DEGLI IDOLI
Oggi andrò a distruggere alcuni miti, alcuni idoli che potete aver ormai digerito e assimilato.
Ma siccome io sono solito bruciare le zucchine con cui cerco di condire una pasta, devo per forza dire la mia e se posso critico molto meglio.
Milano è una città difficile, è una città in cui tutto cambia troppo in fretta per stare a passo con i tempi. Una sera vai in un locale, passi una serata splendida e la settimana dopo scopri che è chiuso perché si spacciava cocaina, facevano i peep show e il proprietario era una narcotrafficante.
Ogni volta che mi allontano da Milano succede qualcosa al suo substrato mondano e così quando torno devo rimettermi in linea con gli ultimi gossip altrimenti vengo deliberatamente escluso dai discorsi per i successivi quattro mesi.
Se poi c’è di mezzo una stagione intera ed una sessione delle sfilate donna allora il mio destino è segnato. “NON SEI PROPRIO DEI NOSTRI, CIOE’”.
Io, ogni tanto mi cimento nella scrittura creativa sulla moda ottenendo pessimi risultati, ma osservo molto e pur non essendo mai stato invitato ad una sfilata più o meno so capire cosa succede in quei giorni in cui tutti impazziscono e tutti si vestono come mai nella loro vita.
Orribilmente di Gucci vestita.
L’anno scorso abitavo in Francia. L’anno scorso torno e non si parlava che di una certa tizia. ANNA DELLO RUSSO. La googlo subito e subito provo un certo fastidioso prurito all’alluce. Nel mio linguaggio significa: antipatia.

sabato 24 settembre 2011

R.I.P.2: relazioni interpersonali pericolosissime


Il vero pericolo è quando io scrivo un sequel: 

La vita già è un dramma, in Erasmus poi si amplifica tutto. Come al Grande Fratello.
Mettete insieme varie nazionalità, un’età che oscilla tra i 20 e i 25 anni, miscelate con qualche ettolitro di sangria o di Tinto de Verano (la prima nel cartone come i succhi di frutta 0,99 centesimi, il secondo 85 centesimi nella bottiglia di plastica) e quello che viene fuori è un caos primordiale.
Boom. Altro che satelliti che minacciano la Padania o buchi dell’ozono.
La parte migliore di questa esperienza è la possibilità di scoprire vite che non hai nemmeno l’ardire di immaginare, mondi che non ti appartengono, lacrime che non hai mai versato.
Parli con una persona e ti si apre un universo parallelo per la quantità di cose che vi differenziano. Mille però sono i punti in comune, soprattutto quando si parla di sentimenti.
Di sesso, di amore. O di sfiga. Quella accomuna tutti, dall’australiano alla canadese.
Le relazioni interpersonali come dice il titolo sono pericolosissime. E questo lo si scorge quotidianamente. Mia madre credo lo pensi ogni giorno dopo pranzo quando deve recuperare in giro per casa tutti i cucchiaini di caffè che mio padre abbandona. L’ho sempre detto che dopo 38 anni non si parla più di matrimonio ma di martirio.
 Innamorarsi, avventurarsi nei meandri di menti e cuori è uno sport estremo. Arrampicarsi nella vita insieme ad un’altra persona è come autoinvitarsi a casa mia per cena. Può andare bene come può andare male. Ci possono essere gli avanzi dei miei coinquilini o un frigorifero talmente vuoto che potrebbero chiedermi “Stai traslocando?”.

mercoledì 21 settembre 2011

Pronto casa Missoni?


Quando si dice l'amore. Quello vero. Quello che dura una vita.
Scegliere di scrivere su un uomo non è stato casuale. Quando si analizzano personaggi dello spettacolo, personaggi che hanno creato la moda o che la rigenerano collezione dopo collezione, è un compito arduo per chi come me non vuole essere banale. In questi post tento di approfondire la vita e la passione di chi coglie la mia curiosità. Questa volta il mio sguardo indagatore si è posato su una foto, su un uomo le cui visibili rughe hanno storie e decenni da raccontare. Ottavio Missoni.
Ha compiuto 90 anni in Febbraio. Novanta. Un bel traguardo, ma lui con i traguardi sia professionali che sportivi ha dimestichezza e non ha il timore di superarli brillantemente.
È stato in guerra come tantissimi altri suoi connazionali e durante la battaglia del 1942 ad El Alamein riuscì per un soffio di vento, in un secondo intenso, a sfuggire ad una bomba lanciata nel cuore della notte in un luogo in cui solo la terra e la polvere hanno il diritto di esistere.

Da lì l’incontro con la raggiante Rosita che dopo 57 anni di matrimonio gli sta accanto, lo abbraccia e lo stima come fossero eterni fidanzati alle prese con un amore intimo e adolescenziale.
Non fanno parte di quel mondo patinato, dedito al glamour, ai tappeti rossi e alle grandi acclamazioni in pubblico, al contrario proseguono il proprio stile di vita in una cittadina piccola della provincia di Varese, Sumirago, dove c’è anche la sede della maglieria che lo ha reso celebre agli occhi del mondo.

giovedì 15 settembre 2011

QUESTI E ALTRI DELIRI


I drammi di questo afoso lunedì pomeriggio spagnolo sono i seguenti:
- Sono stato in università convinto di avere un corso che sembra non esistere.
- La professoressa non risponde al suo “correo” e penso sia scappata con Heather Parisi.
- Esploderò una volta finita la lattina di FANTA che ho qui accanto.
- Alterno momenti di libertà intestinale con momenti di stitichezza infiniti.
- Perdo capelli su un pavimento che cerco invano di tenere pulito.

Sono solo le 17.06.
Ieri sera noi Erasmus siamo usciti, come tutte le notti da dieci giorni a questa parte. Chiacchiere davanti ad uno jogurt arricchito di nutella che ha scatenato i miei ormoni più miserabili. “Sono stata a quel coso, dove c’è l’acceleratore di particelle” dice Antonia detta Giovanna, “Chiamasi CERN di Ginevra” rispondo io con un fare da saputello stempiato. “Ma no, eravamo a Frascati, anche lì ce n’è uno. Abbiamo pranzato con il vinello buono e poi la proff si è addormentata alla conferenza”.
A noi ci avevano portato a Ginevra a vedere questo tubo enorme di cui ancora adesso mi sfugge l’utilità, per me poteva essere un parco divertimento o il set di un video rapper. Lei invece in Ciociaria a bere del vino bianco con cui drogare quella derelitta della professoressa.
Ecco la differenza dal triste nord al frizzante sud.
L’argomento preponderante della successiva mezzora toccava vertici mai raggiunti.

AIT (Antonia in Trip) : “Ma se io aumento lo spazio, vero che posso superare la velocità della luce e viaggiare nel tempo?”.
CA (Chiara Allibita): “Ma scusa, ma dove vuoi andare?”
AIT: “Non potrei quindi già essere a lezione domattina?”
CA: “Il tuo tempo non sarebbe più il nostro tempo”
AIT: “Ma il ciclo ormonale? Sarebbe interessante studiare questo fenomeno”.

Quale fenomeno l’ha capito solo lei. E quale soggetto rimane a noi ignoto.
Menomale che Serena ha salvato la situazione parlando di cibo. Un argomento che occupa i nostri maggiori pensieri e confluisce nel desiderio comune degli italiani all’estero.
“Ho fatto la pasta con la Philadelphia”. Io e Antonia la guardiamo come se avesse operato a cuore aperto utilizzando gli ombrellini con cui si decorano i cocktail ad una tipica festa americana.
“Spiega perché noi prima mangiavamo solo Philadelphia e pomodori in piedi davanti al frigo, ora potremmo addirittura sederci e aspettare che qualcuno scoli la pasta”.
Io odio cucinare. Rubo patatine al mio coinquilino che non dovrebbe accorgersi che un giorno aveva il pacchetto sigillato e il giorno dopo gli ho lasciato solo le ultime due, quelle della vergogna.
Pare che sia stata indetta la tipica domenica all’italiana.

domenica 11 settembre 2011

IRIS APFEL: Quando il genio non ha età



La moda, l’arte e la fantasia vivono un felice connubio nelle menti geniali.
E una mente geniale non ha età. Arrivando in Spagna, incuriosito e in astinenza da riviste italiane ho comprato il numero di settembre di Vogue, celebre per aver riunito in copertina tre delle più belle modelle che abbiano mai messo piede su una passerella.
Lo shooting è un incanto per gli occhi, soprattutto se compare una Claudia Schiffer con un allure alla Brigitte Bardot, sensuale ma statuaria.
Il servizio più interessante però è un altro. Iris Apfel, storica dell’arte, arredatrice d’interni ultraottantenne per la prima volta apre le porte del suo appartamento di Park Avenue facendosi ritrarre dagli scatti sicuri di Bruce Weber.
Quando si parla di una donna così ci vuole sensibilità nell’avvicinarsi alla sua vita, rispetto nel voler parlare di lei, tatto nel chiedersi quante persone possano nascere con questo dono visivo.
Ha una cultura artistica molto vasta, dalla pittura rinascimentale a quella contemporanea, il suo estro lo si scorge in ogni angolo della sua casa che brilla del proprio genio creativo.
È una donna coraggiosa, è una donna che ha ancora voglia di stupire e di stupirsi, mai uguale a se stessa. Perché la routine e la pigrizia distruggono una mente capace.

martedì 6 settembre 2011

Altro che Grande Fratello

Per la prima volta nella mia vita ho un colorito sano a Settembre

Nuovi amici.

Nuove nazionalità.
“Too much italians here in Tarragona”.
E te pareva che non fosse così. Te pareva che in qualunque posto del mondo tu vada ci sia una mandria di scatenati italiani pronti a fare festa con te.
È iniziata questa avventura il 1 di Settembre quando finalmente ho preso possesso di una stanza singola in un appartamento con due ragazzi colombiani. Uno lavora alla Lidl e l’altro al Carrefour, inutile dire che sono diventati i mentori della mia lista della spesa.
Spesa: quella esperienza extra sensoriale che compete ad uno studente fuori sede e che il sottoscritto vive proprio male. Un parto plurigemellare, un rapimento alieno, un’iniezione di Botox eccessiva.

Erasmus disperati dalla fame davanti al pizzettaro più celebre di Tarragona
Al primo incontro Erasmus noi italiani come al solito ci siamo fatti riconoscere. Ci è bastato uno sguardo e una risata per capirci. Due ore dopo già stavamo al mare tutti insieme e la sera già una sangria ci aspettava per dare ufficialmente il via a questa grande esperienza che ci aspetta.
“Oh ragazzi, voi non potete capire. Quando ho trovato casa ero contentissima di avere il bidet. Poi quando ho scoperto che era rotto mi è venuta l’angoscia di vivere” ci confida Antonia, napoletana doc. Odia la spiaggia, non sa cucinare come me ed è stata soprannominata Giovanna senza motivo.
Lei che ha ricomprato il bidet perché ne va della sua sopravvivenza intima e mentale.
Felicia di Salerno, il pomeriggio ci siamo raccontati i nostri drammi esistenziali e il giorno dopo abbiamo sfogato le nostre sfighe universitarie sullo shopping. Andrea il bresciano ci ha già invitato a cena nel suo appartamento contornato da souvenirs di Medjuogorje e Lourdes.
Francesco che è ancora senza casa, Raffaello che invece la trova e fa il trasloco alle tre del mattino.