venerdì 29 aprile 2011

Ho detto sì, chiamatemi scema.

Il limone duro mancato.
Sono in piena fase depressiva post royal wedding. Sono ancora pezzato, avrei avuto bisogno di quei salva ascelle che tutte le signore per bene portano con sé nella borsetta. Tre ore di matrimonio, una notte quasi insonne e un’agitazione adrenalinica, nemmeno a quello di mia sorella sarei stato più agitato. Perché storcere il naso per chi come me ha guardato ogni singolo dettaglio, commentato su Facebook qualsiasi abito e qualsiasi smorfia, intasando tutta la rete? E’ un evento, frivolo, ma pur sempre un grande evento che fa parte del nostro mondo, di quella storia che non viviamo direttamente ma che racconteremo ai nostri nipoti. Io ai miei farò venire il mal di testa. Già lo so.

martedì 26 aprile 2011

Trasfusione di sangue blu


"AD OGNI VOSTRA DOMANDA, UNA    MIA        PEZZENTE RISPOSTA"


Caro Lollo,
stiamo per assistere a quello che è stato definito il matrimonio del secolo!! Il prossimo 29 Aprile William e Kate diventeranno finalmente marito e moglie per la gioia di tutti i sudditi del regno.
Ma ora molti interrogativi attanagliano la mia mente: Kate sarà una buona principessa? E per esserlo bisogna nascere per forza nobili? Riuscirà ad essere la nuava Lady D? Si sarà guadagnata la simpatia di nonna Liz e di conseguenza un posto in prima fila per accaparrarsi il trono, la corona e lo scettro d'Inghilterra? E se la regina Vittoria al posto di andare a colonizzare l'India fosse venuta a colonizzare l'Italia a quest'ora a Buckingham Palace si mangerebbero mandarini, bergamotti e tarocchi?

Davide

Uhm, sono gli stessi dubbi che attanagliano la mia mente, quella mente che dovrebbe conoscere a menadito tutte le cattedrali romaniche d’Europa e che invece segue le vicende di questo matrimonio reale. Io avrei preferito un matrimonio segreto, uno intimo con cappellino di piume in testa per la bella Kate, un color pastello per la Regina sempre elegantissima e messia della moda inglese e una tuba per William che poverino sembra ridotto in fin da vita da questo evento.
Kate è davvero bellissima, elegante, raffinata, a tratti semplice ma non ha l’aria da scema, diciamolo. Si è fatta mollare come una qualsiasi provincialotta ma poi ha sfoderato qualche arma segreta e si ritrova al centro di un turbinio sfavillante di abiti e gioielli. Alla faccia di chi la credeva una ragazza di passaggio. Tiè. “Guardatemi, ora posso salutare i miei sudditi, andare alla corsa dei cavalli sedendomi sulla tribuna d’onore e avere tutto quello che voglio”.
Credo sia anche una ragazza intelligente e non arrivista, ha l’aria dolce e sensibile, vicina alla gente comune ma con un modo di fare non banale e altezzoso. Ci piace, insomma, i miei complimenti e i miei auguri alla coppia del secolo, anche se lo trovo esagerato. La coppia del secolo non è formata sempre da una velina e un calciatore?
Lady D. è nel mito, rimarrà nel mito e difficilmente le persone sapranno discernere le due figure, continueranno a paragonarle, è un nostro grande difetto quello di aspettarci dal futuro un’immagine del passato (che frase ragazzi, ma da dove mi è uscita? IPSE DIXIT). Kate è una ragazza del 2000, Diana era una principessa anni ’80 con spalline e cotonatura, sono due generazioni diverse e credo che questo giovi a favore della nuova principessa, nella speranza sia innamorata e consapevole del ruolo che andrà a ricoprire dopo aver detto quel fatidico sì, davanti a qualche milione di persone.
A quel matrimonio sarà presente qualsiasi testa coronata del mondo, perfino Victoria Beckham che ancora non capisco cosa possa c’entrare, poi Elthon John e marito (notare l’avanguardia della Regina molto gay friendly), Mr Bean e il geniale Mario Testino, autore degli scatti ufficiali della coppia. E Alfonso Signorini? Per lui nessun invito, un vero scandalo a corte, lui che si è prodigato per scrivere immediatamente un libro su William e Kate. Immagino la tiratura.
Non potete capire il mio stupore quando ho scoperto che una mia carissima amica era al 1240esimo posto come possibile erede al trono d’Inghilterra essendo discendente diretto dei Romanoff, famiglia di stirpe imperiale russa. Le ho proposto una mattanza completa per vederla salire sul trono e potermi occupare personalmente della cerimonia. “Si tratta solo di un genocidio di sangue blu” mi ha risposto, poco convinta in realtà. Peccato, avrei potuto fare una sorta di discorso solenne al matrimonio e imbarazzarmi in mondo visione, disegnare il cappellino per la regina Madre ed essere ricevuto con udienza ufficiale. “Fate entrare Lollo, colui che giocava con me a Sailor Moon quando eravamo piccoli”. Vaneggiamenti a parte, auguro agli sposi una vita felice, lontani da scandali inutili e pettegolezzi infidi, sono giovani e devono comportarsi come tali, con spontaneità e illusione. Questa è la formula magica, non è questione di sangue blu ma di buon gusto e buon costume, chiunque può essere principe perché è nell’animo che si misura l’aristocrazia. [Quante boiate che scrivo].

sabato 23 aprile 2011

Ti mollo e mi tengo pure i regali

               "AD OGNI VOSTRA DOMANDA, UNA MIA  PEZZENTE  RISPOSTA"

Caro Lollo, sono single da poco e sento che piano piano riuscirò a farmene una ragione. Secondo te, è giusto conservare regali e pensierini accumulati durante una storia d’amore oppure bisogna mandare tutto al macero?

Valentina.

Valentina, temevo che prima o poi qualcuno mi avesse proposto una domanda così complicata, di cui sinceramente sono sorpreso. Io che posso saperne più di te? Io sono un ficcanaso di natura ma nelle storie altrui cerco di non entrarci perché con la delicatezza elefantiaca (esiste la parola elefantiaca? MISTERI) che mi caratterizza rischierei di far scoppiare a piangere qualcuno.

martedì 19 aprile 2011

Pilot(t)ami!

Sono giorni di fuoco per me e per Kate Middleton, sempre impegnati, stressati e con mille pensieri per la testa. Lei alle prese con le nozze del secolo, con un abito che nessuno al mondo potrà permettersi per una seconda volta, un ricevimento da vera futura regina, un matrimonio che le garantirà la possibilità di non fare nulla tutto il giorno se non salutare i sudditi con la classica posa, la stessa posa che ripropongo io senza che nessuno abbia intenzione di considerarmi.
La differenza tra me e lei è proprio questa, lei il giorno delle nozze firmerà il suo ingresso in paradiso mentre io oggi ho firmato la mia condanna a morte iscrivendomi ad un esame che mi costerà gli ultimi ciuffi di capelli. “Vuoi iscriverti? Sei sicuro?” disse il server meno convinto di me.

venerdì 15 aprile 2011

Le mille facce di Madrid


Palazzo Reale
Periodo di cacca nera. Ultimamente la sfiga sembra volermi molto bene, essersi affezionata particolarmente alle mie battute, non riesco a scansarla. In tre giorni la bicicletta mi ha lasciato a piedi senza pudore esattamente dall’altra parte della città e come ciliegina sulla torta oggi sono stato da H&M, fin qui niente di strano, se non fosse che appena ci ho messo piede è suonato l’allarme antincendio e ci hanno fatto evacuare. E pensare che io volevo comprarmi una maglietta per risollevare lo spirito ormai sepolto. Tornato a casa sconsolato e con il muso, la mia coinquilina mi dice “Lory, basta, riguardati le foto di Madrid, il colorito che hai preso sulle gote e ti passerà sicuramente il malumore”. E aveva ragione.

Una settimana fa a quest’ora scoprivo questa città dalle mille facce, quelle solari di giorno e quelle più aggressive durante la notte che in Spagna non si arresta mai. Ho deciso di scrivere questo articolo riguardo il mio soggiorno a Madrid perché Cristina, la redattrice che ha il coraggio di pubblicare quello che scrivo, ne è rimasta colpita quasi quanto me e credo che potrà solo confermare quanto sto battendo a macchina. [Batto al pc mentre un esercito di rugbisti si sta uccidendo tra urla e sbraiti, voi apprezzereste, io vorrei solo i tappi per le orecchie].
Partire è sempre un po’ come scommettere su un luogo che non conosci, allarghi il tuo orizzonte, assorbi quel che di bello ti può offrire una nuova frontiera e ridi con i tuoi compagni di viaggio. Le mie due escursioniste Cloddy e ElyB sono ormai vacanziere assoldate, siamo stati in tanti posti insieme e l’atmosfera tra noi è sempre di grande intesa. La nostra Lisa, milanese in Erasmus ci aspettava a braccia aperte all’aeroporto con un planning molto intenso.

lunedì 11 aprile 2011

Gli Alinari e i loro occhi su Milano

Stazione Centrale

Interno della Stazione Centrale

Corso Vittorio Emanuele II


Inaugurazione della Esposizione Universale

Porta Venezia


Gli archi rampanti del Duomo

Stazione Centrale

Galleria, dove ora c'è il negozio più tamarro, Terranova

Eccoli, splendidi e sereni. I fratelli Alinari

Lollo (quello più piccolo) che a distanza di 18 anni si veste ancora nello stesso modo.
Sono tornato ieri da Madrid e devo ancora recuperare. Vi chiederete, cosa? Non c’è il fuso orario. Vi assicuro che c’è, non è concretamente dimostrabile stando in Italia ma sapete meglio di me che la movida spagnola non si chiama così mica per niente. Orari improponibili e rientri storici, stamani quando prontamente ho spento la sveglia puntata alle sette e mezza ho pensato “(..) ieri a quest’ora rientravo da una serata clamorosa e ora invece devo studiare e andare a lezione, fare la spesa e scrivere perché altrimenti tutti si dimenticano di me”. Ovviamente questo (..) era una brutta parola, una di quelle che Tonio Cartonio cambierebbe con ACCIPIGNA.
Cambiamo argomento, parlerò e posterò le foto di Madrid più avanti, appena l’Università mi permetterà di non segregarmi in casa e prendere una colf per non morire tra chili di polvere.
L’idea di questo post è nata durante una lezione del corso di storia dell’arte contemporanea in cui la professoressa attraverso l’Ottocento e il Novecento illustra l’immagine della patria, luoghi che evocano l’idea della patria. Con la fotografia cambia il modo di rappresentare la realtà ma non i luoghi che vengono immortalati. Per esempio durante il Grand Tour tra il 1700 e il 1800 i pittori dipingevano le rovine di Pompei da poco tornate alla luce, lo stesso capita quando nasce la fotografia. L’idea della cartolina come ricordo, luoghi che rimandano alla città. La galleria Vittorio Emanuele diventa simbolo di Milano, il Vesuvio di Napoli, il Colosseo di Roma.
I Fratelli Alinari hanno fatto la stessa cosa attraverso il loro obbiettivo a cavallo tra l’800 e il ‘900, hanno girato l’Italia e reso celebri posti meravigliosi, con quel loro gusto raffinato ed elegante che ha caratterizzato i loro scatti.
Sono un grande amante della fotografia di quel periodo, oltre alla moda dell’epoca che ritroviamo nelle sbadate comparse delle loro foto mi piace quel seppia così antiquato e anche scoprire come si connotano diversamente le nostre città a distanza di un secolo. Com’era la piazza del Duomo nel 1895? E il Tempio di Vesta a Roma? Noi siamo abituati a vedere nuovi edifici, nuove strade attorno a quei monumenti ora sommersi da negozi e bancarelle di souvenir.
A casa mia madre ha una serie di stampe loro, in salotto Milano, alcune sono proprio quelle che ho pubblicato qui, mentre sulla tromba delle scale le foto di Roma. Una in particolare mi colpisce con molta intensità. 1898, dalla terrazza di Villa Doria Pamphili una donna elegante con un grande cappello guarda il cupolone di San Pietro in lontananza.
Roma mi ha dato il Natale, mi ha cresciuto e mi ha donato un’infanzia serena. Milano è nel mio cuore per i primi turbamenti, le amicizie che non scorderò mai e la sua energia dirompente.
Quando ero piccolo andavo a casa della nonna materna a Milano in piazza Cinque Giornate e ricordo il rumore del tram, era una grande novità per me, è per questo che lo associo sempre a Milano, a Roma non lo avevo sotto casa e non lo sentivo mai passare.
Così con i miei bermuda tenevo la mano alla nonna per Corso di Porta Vittoria e ci dirigevamo verso Piazza Duomo, e quando si và in centro non si fa la foto con i piccioni davanti alla facciata della Chiesa in marmo bianco che svetta verso l’alto?
I fratelli Alinari hanno reso eterna quella Milano un po’ Liberty, così carica di modernità e suggestione artistica. Mia madre invece ha immortalato me un po’ tozzo, rasato e con le Big Bubble in mano. Troppo anni ’90.

domenica 3 aprile 2011

Il favoloso mondo di Camilla


Trovate questo post anche sul sito http://www.pensorosa.it/

“Trattare con serietà le cose frivole e con leggerezza le cose gravi”. Questa frase può sembrare, banale, forse antiquata e retorica ma ha in sé un profondo senso di giustizia. Chi decide il valore di una cosa? Chi decide cosa può essere considerato frivolo? E chi scrive di cose frivole deve essere etichettato allo stesso modo? Credo che la sia scrittura sia una forma eccezionale di rivelazione umana, tutti noi siamo capaci di farlo fin dai tempi in cui la maestra ci dettava “La volpe e l’uva”, ma solo alcuni hanno quel “quid” in più che permette di far circolare nel cervello fiumi di parole dando vita ad una storia, un racconto, un intreccio.
L’autrice della frase del mio incipit si chiama Camilla Cederna, grande firma del giornalismo italiano, scrittrice con un brio così raro che è impossibile da menzionare. Milanese fino al midollo, classe 1911 (si è spenta nella sua città nel 1997) fa parte di quelle donne con un carisma e un’intelligenza schietta, rapace, che in questi giorni sarebbero scese in piazza accanto alle altre senza abbandonare il filo di perle e il loro profumo preferito.  

L’anno scorso mi è capitato tra le mani un suo libro “Vicino e distante” sul treno per Parigi, mi sono innamorato all’istante del suo modo arguto di scrivere, di scorgere le piccole sottigliezze tra il mondo vissuto da lei e il mondo di quell’Italia nel pieno del Boom economico, della rivoluzione sessuale e del femminismo poi. La sua carriera di scrutatrice politica è lunga e piena di diffamazioni, querele, risarcimenti e non conoscendo profondamente i fatti in cui è stata coinvolta non voglio esprimere un giudizio riguardo ai suoi scritti “schierati”.