lunedì 28 febbraio 2011

Ritiro montanaro

Ecco la giustificazione fotografica ai miei due chili in più
Vi ho risparmiato la foto del mio beauty fucsia, regalo molto chic.


Continua la mia collaborazione con http://www.pensorosa.it/, ancora non mi hanno licenziato!


La montagna fa bene, l’aria pulita, lontano dallo smog cittadino, dall’esercito di modelle e di fashion stylist che hanno invaso Milano, niente internet, pace e tranquillità. Ovviamente posso sopravvivere qui un paio di giorni, poi ho bisogno di sentire qualche rumore che non sia

venerdì 25 febbraio 2011

Tatuaggi: aforismi moderni?

"AD OGNI VOSTRA DOMANDA, UNA MIA PEZZENTE RISPOSTA"


Caro Lollo, era da un pochino che volevo chiederti cosa ne pensi dei tatuaggi. Ti piacciono? Ne hai qualcuno? Illuminaci tu che sei capace di rischiararci le giornate e darci consigli validi.

Martina.

Tenera Martina, in realtà io non illumino nessuno, a quello ci pensa Leopardi. Mi fa piacere sapere che apprezzate questa rubrichetta (ricordatevi la “e” aperta alla milanese) e che chiedete a me al posto del pescivendolo sotto casa. Non ci sono nemmeno più i macellai di una volta, quelli che accoltellavano quarti di bue mentre canticchiavano qualcosa di romantico. Ora sono loro i veri intenditori di moda, con una fiorentina posso farti una clutch con cui potrai fare un figurone ad una delle 52 settimane della moda a Milano. Cosa penso dei tatuaggi? Ci ho pensato e visto che una fedele Carlotta voleva sapere cosa pensassi di Belen e Canalis ne approfitto per rispondere ad entrambe. Belen, indubbiamente, perché l’ho trovata di una bellezza imbarazzante, semplice, umile, non montata e sempre sorridente. La Canalis è meravigliosa ma mi infastidivano i suoi tatuaggi.
Puoi indossare un vestito che è la quinta essenza dell’eleganza e che proviene dall’atelier di uno stilista che ci ha messo anima e corpo ( più che lui personalmente il suo entourage di sarte) e sei bellissima però dieci anni prima ti sei tatuata sul braccio un tribale tamarrissimo e qualche scritta vicino al polso. Bocciata. Declassata. Marchiata a fuoco più di quanto lo sia già.
Non mi piacciono personalmente, li trovo antiestetici. Come l’ultima Miss Italia, quando l’ho vista in gara ho detto “Se fossi nella giuria non la voterei nemmeno per qualche mazzetta”, poi ha vinto. Non mi sono stupito perché in giuria c’era la Rusic, grande eletta della raffinatezza italiana, lei che ha fatto proprie le regole sociali del Galateo. Un’erede di Giovanni Della Casa.
E’ un peccato vedere delle bellissime ragazze con un fisico statuario che hanno dragoni alati, fatine dalle pose ammiccanti o peggio ancora polipi e serpenti lungo tutto il corpo. Si rovinano, sono volgari e se un giorno indosseranno l’abito bianco se ne renderanno conto. Piccoli e in punti in cui non sono facilmente riconoscibili, questo è il trucco se proprio bisogna averne uno.
Vi sembrerò antiquato e in parte avete ragione però questa è la mia personale opinione. La penso così da quando ho cominciato a lavorare in piscina e mi sono reso conto quanto la gente sia sciocca a dipingersi il corpo senza pensarci troppo. Vanno di moda tribali alla Costantino? Giù una miriadi di punte e forme senza senso, poi le lettere gotiche? Giù una serie di ghirigori che gli amanuensi usavano per trascrivere i testi sacri, mica per farsi incidere le iniziali della madre e del padre. Punti del corpo a caso, i maschi per sottolineare i pettorali in via di sviluppo, le donne (quelle di classe che hanno la foto di Grace Kelly in camera) lo fanno sopra al fondoschiena per la serie “Non guardare qui ma scopri il mio cervello”. Ne ho visti di tutti i colori e se quando andrete al mare ci fate caso mi penserete intensamente. Ovviamente è una questione soggettiva, ho visto dei tatuaggi di persone che conosco molto carini e non volgari, quasi graziosi, ma non credo che me ne potrò mai fare uno, sono fifone e non so se voglio mettere nero su pelle umana qualcosa di cui magari potrò pentirmi in un futuro. Non li condanno e non condanno chi ha il coraggio di farsene, sostengo però che se sono troppo visibili all’occhio stancano e sviliscono la figura, stonano con un bell’abito o con una bella scarpa.
Vi lascio con un quesito, nel Film “Espiazione” Keira Kneightley indossa quell’abito verde smeraldo si Chanel che è stato premiato come miglior vestito nella storia del cinema, avrebbe avuto lo stesso splendido effetto se lei avesse avuto un drago cinese tatuato sulla schiena?

La bellezza di un abito semplice.

martedì 22 febbraio 2011

NCS: il peggio della moda

 NCS. E' la sigla che usa sempre una mia amica per definire qualcosa di obrobrioso, inguardabile. Significa Non Ci Siamo. Da qui la mia malatissima idea di selezionare a partire dal boom visivo che appartiene alla nostra contemporaneità ( Notate il mio linguaggio aulico da vero blogger) le immagini più trash (Notate la mia pezzenteria) e metterle insieme per creare un collage da cui spero non attingerete. Non è un vero post, in realtà quello che c'è da leggere sono le didascalie delle foto, magari riderete o magari penserete

sabato 19 febbraio 2011

Ritorno alla vita

Sono tornato a mettere il muso fuori di casa e non per andare al supermercato. Tra Gennaio e Febbraio come tanti altri studenti la mia vita mondana era miseramente fallita, a malapena potevo scambiare qualche parola con le mie coinquiline prese da leggi strane della fisica, da tesi infinite e da fidanzati pendolari. Incontrare la signora Buzzi in ascensore era un miraggio perché potevo finalmente parlare con qualcuno che non mi vedesse sempre in pigiama sui libri. La mia vita sociale ridotta a zero, buttare la spazzatura e andare in piscina hanno rappresentato per me straordinarie vicissitudini all’aria aperta. Tra l’altro, scherzo di un fato crudele, la settimana in cui avevo due esami da sostenere la rondinella di San Benedetto ha deciso di fare capolino e di portare una ventata di primavera. Caldo, sole, cielo azzurro, cinguettii felici. E io studiavo, guardavo fuori e mi dicevo “Dai fra poco hai finito, prendi la bici e vai a fare finta di fare shopping perché come al solito è già tanto se riesci a comprare al 2x1 della Conad”. Finiti gli esami, il grigio, la nebbia, il ghiaccio e un freddo siberiano. La fortuna non è mai stata dalla mia parte, fin qui l’avevo capito.

Uno sopravvive ad un’indefinibile moria di capelli, ad un herpes che si alterna a varie afta, a settimane di reclusione in cui lo specchio si rifiuta di fare il proprio dovere e quando tutto finisce che succede?
Io dato l’ultimo esame avevo 3,5 giorni di riposo prima di iniziare il tour delle lezioni. Lo chiamo Tour perché non ha nulla a che invidiare con quel viaggio in Italia famoso nel 1700, loro ammiravano le meraviglie artistiche del nostro paese (noi invece le trascuriamo fino a ridurle in macerie) mentre io non ho nemmeno il tempo di alzare gli occhi da terra. Cinque corsi da seguire in cinque posti completamente diversi della città. “Ma avete il quarto d’ora accademico per spostarvi da un polo didattico all’altro”, grazie molto gentile, ma ci vorrebbero due ore accademiche per sostenere questi ritmi, arriveremo a fine semestre con due gambe da ciclisti e la maglia rosa.

Di questi giorni di riposo ne ricordo la metà perché ho sofferto pesantemente di narcolessia, mi addormentavo ovunque e in qualsiasi momento, sul treno, in macchina, in ginocchio, sul tavolo, cominciavo a preoccuparmi perché non facevo in tempo a sedermi che già russavo come un facocero. Quella mezza giornata l’ho spesa facendo le pulizie.
Sì, le pulizie, perché la mia camera era invasa da uno strato di polvere così alto che avrei dovuto cominciare gli scavi di Pompei per ritrovare il ripiano dei profumi, per non parlare delle cappelliere che giacciono sopra all’armadio, ormai sono sommerse, sperdute.
Non sono state pulizie ma una vera e propria disinfestazione, le mie coinquiline hanno chiesto “Lollo ma parti? Ti trasferisci?” perché era da quando sono arrivato che non sfacchinavo così tanto con stracci e aspirapolvere.

D’altronde durante gli esami non hai tempo di occuparti dell’igiene del tuo nido sicuro, non ti interessa della polvere e delle lenzuola che assomigliano più alla Sacra Sindone, ad un sudario. Ho ritrovato sotto al letto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare, avete presente le palle di fieno che scivolano in primo piano nei film western? Quello scenario di desolazione? Ecco, ridimensionatelo in due metri quadri di camera dove c’è qualunque cosa, qualunque.

Cambio di lenzuola e coperte, lavatrici su lavatrici, swiffer come se piovesse, mocio vileda turbo maxi diesel, ci credo che poi ho dormito per tre giorni. Il vero riposo, il mio vero regalo per la fine di questa sessione è stato passare un fine settimana felicissimo in Liguria, finalmente una vibrazione al cuore, un Mc Donald’s unto e tossico e una mostra d’arte che consiglio a tutti “Mediterraneo, da Courbet a Monet a Matisse” a Genova a Palazzo Ducale.
Guardare una marina di Manet, uno scorcio di Van Gogh dalla luce accecante è qualcosa che ripaga tutti gli sforzi mentali per gli esami, solo studiando con sentimento puoi avere un brivido davanti a queste opere e capirne l’essenza più intima.

Un pensiero a chi ha ancora i capelli unti e che non ha ancora prenotato un’intera giornata dall’estetista per sopperire alla tragicità di questo periodo di stress. In bocca al lupo a tutti.

domenica 13 febbraio 2011

San Cretino

                      "AD OGNI VOSTRA DOMANDA,
                      UNA MIA PEZZENTE RISPOSTA"



Caro Lollo, sta arrivando quel dannato giorno che tutti odiano ma che tutti festeggiano, San Valentino. Ora, vorrei chiederti secondo te, quali sono le tappe fondamentali di un innamoramento? Quali fasi sono necessarie per potersi innamorare?

Chiara.


Posso schiacciare il tasto “Passaparola”? Posso chiamare a casa o inoltrare la domanda a Love-line? Chiara, solitamente ho la verità su tutto in tasca, in questo caso manco nel portafoglio o nel porta matite in camera. Dall’alto della mia vita sentimentalmente disperata però provo a risponderti senza inciampare in smancerie contorte e soprattutto inutili. Punto numero 1, non festeggiare San Valentino, non serve ad una beneamata mazza di niente ( oggi sarò crudo e nudo), al massimo comprati uno di quei completini intimi che ti piace tanto così fai finta sia un gesto per lui in realtà era un quarto di secolo che lo volevi. Uno dei passaggi epocali di una storia d’amore è il fatidico sguardo dopo il quale si pensa “Ok adesso vado lì, usciamo, ci baciamo, ci sposiamo, avremo un sacco di figli e se continuo a sognare ad occhi aperti saremo ricchissimi e abiteremo in Corso Venezia”, se lo sguardo poi è ricambiato c’è il primo appuntamento e tutta quella serie di obsolete usanze per cui non si ragiona più con la testa ma si parte per quella tangente chiamata amore-al-limite-dell’-idiozia. Un’altra fase è la prima notte in cui si dorme insieme, è un momento delicato in quanto potrete vicendevolmente constatare che: 
1)      Anche i partner più belli e igienici del mondo al mattino hanno un alito che potrebbe danneggiare persone, oggetti, animali, foreste pluviali ed edifici in costruzione;
2)      L’alzabandiera domina imperante ma potrebbe non essere effettivamente un problema;
3)      Anche le ragazze più raffinate ed eleganti hanno attimi di flatulenza inaspettata.

Ma non vi spaventate, è così bello dormire accoccolati, farsi venire la cancrena al braccio per dormire vicini ed essere messi all’angolo del letto perché l’altro dorme come una stella marina del Madagascar. Poi c’è un momento nefasto, il giorno in cui un amico ti chiederà che cosa farai sabato pomeriggio e tu dirai “Noi pensavamo di fare un giro al supermercato, abbiamo letto che al Conad c’è il taleggio a 2,45 euro”. Chiara, non sostituire mai la prima persona singolare con quella plurale perché è il punto di non ritorno, è un atto di prigionia volontaria che devi sfuggire assolutamente. Qui ovviamente è tutto un mio sproloquio, parlo parlo ma alla fine sono più melenso di Winnie the Pooh, tutto un cuore, tutto un sorriso. Sai qual è stato un mio grande atto d’amore? Andare in giro per due anni con due cellulari. Di cui uno era un mastodontico Nokia3310. Hai presente un chilo di mortadella? Ecco, stesso peso. Questo perché, ora viene un’altra fase essenziale per un rapporto di coppia, quando ci si fidanza scatta inesorabilmente la tariffa agevolata.

Oh, qui mi diverto. 1000 minuti gratis verso il tuo numero preferito senza scatto alla risposta? Fatto. 5 mila messaggi gratis verso il tuo numero preferito? Fatto. Videochiamate illimitate? Fatto. Alla fine della settimana devi staccare un assegno, se poi non vuoi rinunciare al tuo numero devi fare come me e uscire di casa con otto cellulari. Mi è stato dimostrato di essere importante quando si è optato per la portabilità, ovvero cambiare gestore tenendo il tuo numero di sempre, peccato che di tutte le trafile burocratiche me ne sono occupato io.


Io Chiara scherzo sempre e mi prendo in giro, l’amore è una sensazione bellissima e fortemente appagante, combatte qualsiasi cosa e nemmeno ti accorgi quando hai delle fette di cotechino e lenticchie sugli occhi. E’ meraviglioso quando si trova qualcuno che abbia i tuoi stessi desideri, quando si va d’accordo e si litiga senza arrabbiarsi, ridere insieme poi è l’aspetto migliore di un rapporto a due. Certe volte funziona come un macchinario Toshiba altre si inceppa e rimane l’amaro in bocca per anni. Il lato positivo è che non ti scaleranno più gli addebiti delle tue mille tariffe agevolate e che potrai finalmente pensionare quel macigno del tuo Nokia 3310.


Ecco cosa succede a leggere i libri di Moccia.







mercoledì 9 febbraio 2011

Sur la tete de Lollo























Questo passerà alla storia del mio blog come il post più squallido, lo so, mi inchino davanti ai vostri malefici sguardi di disapprovazione ma sono completamente stravolto. Se Dio vuole tra due giorni finisco la mia sessione degli esami e sarò leggermente sollevato almeno per tre giorni, tre splendidi

sabato 5 febbraio 2011

Se tu vorresti, io ti rispondessi

"AD OGNI VOSTRA DOMANDA, UNA MIA PEZZENTE RISPOSTA"
Caro Lollo, non mi ritengo una persona di gran cultura, ma a questo punto mi rendo conto di non essere nemmeno la peggiore sprovveduta del mondo. proprio per questo (fin troppo) spesso e volentieri mi trovo ad avere a che fare con gente che PROPRIO ti fa cadere le braccia per quanto è ignorante, ristretta, insignificante. dovendoci comunque intrattenere una conversazione, quali sono i territori secondo te neutrali nei quali si può spaziare senza correre il rischio di trovarsi in imbarazzo?
"Ti sarebbi molto grata se mi daresti una risposta"
Bibi.


Che piacere ritrovarti in questa pezzentissima rubrica che tira avanti solo perché ci sono alcune lettrici che hanno pietà di me e della mia autostima. Se fossi il Capo redattore di una rivista sarei già in giro con il mio banchettino di caldarroste dopo un clamoroso fallimento.

giovedì 3 febbraio 2011

Donne: oltre alla testa c'è di più

[Dedico questo post a tutte voi, donne, sode e meno sode, pelose o depilate, in particolare alle mie lettrici del sito http://www.pensorosa.it/ a cui va un ringraziamento speciale]



Non so se ve ne siete accorti ma questa è la settimana della donna, in alto i calici e i rasoi fucsia by Venus, le donne si sono svegliate e si ribellano. Cosa succede? Chi le ha fatte arrabbiare? Non faccio nomi ne cognomi ma sicuramente S. B. in quanto rappresentante dell’Italia nel mondo non ha proprio voluto esaltare l’idea di una femminilità austera e pacata.
Scrivo qui, su questo sito tutto al femminile (http://www.pensorosa.it/), la creatrice è meravigliosamente donna, le mie lettrici si congratulano con me per la simpatia con cui tratto argomenti in cui si riconoscono, e mi chiedo: