venerdì 18 novembre 2011

O LO SHOPPING O LA FAME.

Spesso e volentieri mi inacidisco per il mio ruolo di studente fuori-sede-fuori-nazione a causa di momenti neri in cui vorrei una carta di credito illimitata oppure una mano più bucata.
Il mio rapporto con i soldi è direttamente proporzionale ai miei rapporti interpersonali.
Entrambi rasentano la drammaturgia.
Diverse sono state le fasi della mia vita da che ho cominciato a guadagnare dei soldi in modo più o meno legale, diverso quindi è stato il mio rapporto con il portamonete.
Sono cambiato.
Da piccolo e scialacquatore a grande e tirchio? Più o meno.

Anno 2006: Appena diciannovenne sbarco nel mondo universitario e nella grande città. Dalla provincia milanese apro i miei orizzonti frequentando la Statale di Milano.
Inizio a guadagnare qualche soldo facendo il bagnino in piscina o il promoter di apparecchiature tecnologiche inutili (Io che non so distinguere un microonde da un Iphone) in qualche smarrito centro commerciale della Bassa Padana. Sempre in inverno. Sempre in mezzo ad una nebbia spaventosa.
Non dovevo fare la spesa, non dovevo pagare l’affitto, non dovevo avere l’ansia delle bollette in posta. Non mi sono mai comprato così tante cose in vita mia come in quei tre anni.
Il primo anno poi erano più le volte che stavo da H&M che a seguire le lezioni.
Borse, scarpe, magliette per la sera e magliette per il giorno, cappotti e cappelli come se avessi otto teste da coprire e una prole da vestire. Compravo qualsiasi cosa, sono riuscito anche a portarmi a casa un microfono funzionante solo perché era in saldo e stava male lasciarlo lì.
Io che sono stonato come Mara Venier.
Nel frattempo crescevo di grado diventando da bagnino a istruttore di nuoto a istruttore di fitness.
Bambini, neonati, adolescenti con l’acne, signore arzille, vecchie crampane.
Questa l’utenza con cui ogni giorno avevo a che fare dividendomi tra la Cappella Sistina e la civiltà bizantina.

Anno 2010: Mi laureo a 22 anni e decido di seguire un amore (finito malamente) a Strasbourg, in Francia. Nella mia testa si è palesata una voce.
“Vai in Francia e impara una lingua nuova che ti ha sempre affascinato, nel frattempo decidi cosa e dove vuoi andare a studiare.”
Sei mesi in cui ho speso tutti i risparmi di una breve vita, ho lavorato per una stilista di cappelli che manco mi pagava ma mi ha insegnato l’arte del creare (occasione che capita a pochi) e per racimolare qualche centesimo vendevo manufatti su internet.
Passavo le mie serate in compagnia di un cagnolino che per sei mesi è stata quella dolce metà che sostituiva l’altra inesistente. Qui ho iniziato a scrivere “seriamente” e a capire cosa volevo fare nella vita. È qui che ho capito quanto si possa faticare per arrivare a fine mese, quando capisci che quei 30 centesimi che non consideri possono invece comprare una baguette. Che pur di risparmiare 1,50 fai venti minuti a piedi per andare a lavoro anche se piove. Perché con quello che risparmi non vai da H&M ma ci fai la spesa. Ci mangi.
È stata un’esperienza stimolante ma anche faticosa.


Anno 2010-2011: Disperatamente single ma felice inizio una nuova vita decidendo di studiare e trasferirmi a Parma. Città bellissima dal punto di vista artistico, fredda e umida come non avrei mai immaginato. Qui ho toccato livelli di tirchiaggine mai raggiunta.
Facevo la spesa calcolando i costi e il peso della busta prima di dover morire in mezzo alla strada nel tragitto in bicicletta, fotocopiavo libri per non comprarli rischiando l’arresto dalla SIAE, partecipavo a inaugurazioni di qualsiasi negozio/bar pur di accaparrarmi la cena.
Studiavo sempre perché mi ero messo in testa di fare tutti e gli otto esami, tornavo a Milano qualche week end e lavoravo. Finito l’anno accademico il 29 di Luglio ho vegetato due settimane sul divano dividendomi tra “Ma come ti vesti” e “Cortesie per gli Ospiti”.
Ricordo di essermi comprato un solo paio di pantaloni per una necessità oggettiva e di essermi pure sentito in colpa.

Nel presente: Vivo a Tarragona in Spagna per l’Erasmus e aspetto una borsa di studio con cui a malapena ci si paga l’affitto. Si può entrare in un locale senza consumare, si balla senza pagare l’ingresso e le tapas costano 1 euro. Un paradiso insomma.
Se poi si considera l’assenza totale di H&M uomo si è lontani da qualsiasi forma di tentazione.
Ma poi arriva quel momento.

Io e altre due milanesi in crisi da struscio di negozi in galleria entriamo da Pull & Bear.
Precisamente il Pull & Bear più piccolo al mondo.
Nel reparto uomo chiedo:
“Che dite di questi jeans?”
“Belli.” dice Serena che riuscirebbe a trovare il lato buono persino in un cammello zoppo.
“Colore perfetto.” risponde Laura che ha crisi di panico se non vede la vetrina di Zara.
“Li provo, ma solo per curiosità, io NON POSSO COMPRARE NULLA.”

“Provati anche questa camicia di jeans.”
La guardo. Inclino la testa e penso.
Quella non è una comune camicia di jeans. E’ LA camicia di jeans, quella che risolverebbe i conflitti nel mio armadio tra i pantaloni verdi e il maglione blu, quella che si sposerebbe a meraviglia con il papillon giallo o rosso.
Quella è la camicia che mi farebbe sembrare una persona migliore, mi farebbe apparire più bello (?) e più sicuro di me. Mi renderebbe felice. La mia coperta di Linus.
“La notte porta consiglio, se domattina ci penso ancora torno a prenderla.”
Inutile dire che ho praticamente aperto il negozio, ancora c’era il pavimento bagnato e la commessa non aveva ancora capito dove si trovava e qual’era il suo ruolo in questo mondo.
Quando la Poste-Dio-l’abbia-in-gloria-Pay ha strisciato ho avuto un colpo a cuore.
Sullo scontrino è apparsa una scritta.
“Ora sei condannato a pane e cipolle per una settimana.”
In realtà nel frigo non ho manco le cipolle.
E capisco che il titolo di questo blog è diventato per me uno stile di vita.

32 commenti:

  1. Ok, dopo questo post diventi ancora di più un mito per me ;)

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  2. Sarai anche senza mangiare per una settimana, ma hai una camicia di jeans Cristo Santo!
    Io la bramo da anni!

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  3. Lollo, ma perché non crei cappelli e li vendi su Etsy? Ho un sacco di amiche - fra cui molte spagnole, chissà perché - che creano manufatti davvero meravigliosi (gli orecchini di Iomiss sono spettacolari) e ci guadagnano pure.

    Così poi potresti sia creare, sia guadagnare, sia mangiare, sia spendere in camicie (in)utili. Sapessi fare qualcosa, lo farei anch'io...so strisciare bene la CC, vale? - Sara V MZ

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  4. Tralaltro non mi aspettavo avessi questa vena da CocoChanel...potrai vantarti di aver iniziato come lei!!No...non comprando roba da H&M, ma creando cappelli :P

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  5. Ho vissuto esattamente la stessa situazione mentre ero in Inghilterra (ho vissuto lì sei mesi come stagista) ed ogni settimana la spesa per il cibo veniva sacrificata, fino a ridursi a mangiare pane e humus... sono tornata a casa con la pelle distrutta, ma due scatole 50X80 di cartone PIENE di vestiti... e se tornassi indietro, beh lo farei ancora! ognuno ha le sue dipendenze...

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  6. Io odio avere mia madre in casa mia, dove sono stato abituato a vivere da solo per la bellezza di cinque anni. Ma infine riconosco che non dovendo fare più la spesa e non dovendo cucinare, posso finalmente mettere da parte qualche soldo per poi scialacquarlo ad occasioni come quelle presentatemi ieri (Vedi H&M) o nella mia nuova dipendenza...acquisto di libri on line! E' diventata una droga e finché non arriva il corriere ho delle crisi di panico che si placano solo quando appongo la firma digitale sul palmare del fattorino. Piccoli maniaci crescono! ahahahah
    un bacione
    Alessandro - The Fashion Commentator

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  7. Assolutamente fantastico!!! un mito! ^_^

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  8. Ah le cipolle!! Meraviglia della cucina spagnola (?). Non sei contento?

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  9. Come non darti ragione. Questo non è un 'Ti stimo fratello' è di più...
    Robi

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  10. Felice, magro, con la camicia di jeans.
    E con un alito alle cipolle che ciao proprio.
    Sono contentissimo che questopost vi sia piaciuto, davvero.
    siete preziosi come i bastoncini di pesce nel surgelatore.

    Lollo

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  11. per la seconda volta ho letto questo post all'università, mentre la "professoressa" blaterava qualcosa che ovviamente ho perso per stada...
    amo come scrivi, amo quello che dici... wow, ho trovato il mio angoletto di web dove rintanarmi ogni tanto... il giuso mix di serietà e frivolezza. i like you :)
    a presto, Carla

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  12. Carla, ma vai in Università il sabato mattina?
    STOICA.
    Grazie davvero, sei carinissima e sei anche la benvenuta in questo angolo di web.
    Rintanati con tuta di pile, capelli sporchi e tisana alle erbe.

    Lollo

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  13. si mi tocca, laboratorio.
    genio chi ha messo il wi-fi libero anche in facoltà!
    spero di avere presto altro da leggere :)
    Carla

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  14. Genio davvero.
    Dio lo benedica.
    Lo ringrazierò personalmente. E se la proff ti sgama ci parlo io.

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  15. insomma, indipendente dai 19 anni...mica male! buon sabato!

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  16. questo percorso sicuramente ti rende più maturo e non tirchio, in grado di capire per cosa vale la pena spendere soldi e per cosa è meglio risparmiare e pagare le bollette. ciò non toglie che sei gggggiovane e quindi ogni tanto hai la voglia o la necessità di comprare qualcosa "che ti piace", e se riesci a scegliere qualcosa di facilmente abbinabile al resto del tuo guardaroba, non è mai un brutto acquisto.
    che poi, se per una settimana mangi solo pane e cipolla, la camicia ti sta pure meglio e hai rifatto un affare! non ti stupire però se la gente ti parlerà a distanza, ma almeno ti vedrà con una camicia di jean e un bellissimo papillon giallo.
    credo di aver fatto un commento più lungo del post, quindi mi fermo qui.
    la tua follower sempre presente
    M.

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  17. PER FORTUNA CHE CI SEI.
    sei una lettrice fedelissima, vincerai sicuramente il servizio di tazzine questo mese.

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  18. io ti adorerò for ever!!! la tua biografia è un pezzo da collezione per una stalker!

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  19. vuoi mettere però? ora hai LA camicia perfetta!

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  20. e io per questo l'ho fatto, mi si è rotto il vecchio servizio, mica potevo comprarlo. eh.
    M.

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  21. Ciao Lollo, mi sei sempre più simpatico!
    E la maturità che hai qui descritto nel tuo rapporto con la moneta - soprattutto in questi tempi di magra per tanti contrapposta a scialacquamento di pochi - mi causa ancora più stima per te!
    Buona domenica caro...

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  22. hai toccato un tasto dolente. Ma davvero.
    Io per una settimana (quando ero studentessa fuori sede) mi sono cibata del fondo credenza, lasciamo stare va'.

    Buon sabato Lollo caro, scommetto che stasera una tortillas con cebolla non te la toglie nessuno!

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  23. ecco anche io sono a pane e cipolle come te..diciamo che mi sono fatta prendere una attimino la mano prima delle vacanze estive e adesso ne pago amaramente le conseguenze! Girare per il centro è una vera e propria tortura...settimana scorsa però mi sono concessa una sciarpa, rischiavo un crollo per esaurimento nervoso!!
    facciamoci forza! ;)

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  24. Loooo anch'io ho vissuto in queste stesse condizioni! 2006-2008 ho vissuto a Roma.. l'ultima settimana del mese mi prestava i soldi la mia coinquilina perchè avevo scialacquato centinaia d euro per negozi.. la prima settimana del mese successivo glieli restituivo, quindi eravamo punto e da capo.. un circolo vizioso! adesso sto molto più attenta (i flyer dei supermercati sono una droga! " andiamo alla sma detersivi in offerta;" però al carrefour c'è il latte che costa poco"... scene di vita quotidiana! ahahah
    e se tu questa settimana sarai a pane e cipolle, io sarò a pastina, al massimo col pomodoro! DEVO COMPRARE UN ANELLO DA METTERE ALL'INDICE GROSSO E PACCHIANO!
    un bacio Lollo <3

    Maria

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  25. Se ne vale la pena allora tutto è concesso.
    E poi la pastina fa sempre bene no?
    Grazie per i vostri commenti, sapevo che con questo post avrei toccato punti dolenti di una quotidianità senza una lira.

    Siete preziosi.

    Lollo

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  26. Che dire...Ho conosciuto molte fasi anch'io e l'ultima, la più pericolosa, è quella di sognare di avere un portafogli sempre pieno e l'anima a posto! Per ora mi accontento di bisbigliare qualche desiderio tra me e me e tornare a dormire! Baci!Sei un grande!

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  27. Io ho avuto la fortuna di passare gradualmente da una fase all'altra, non che sia stato meno traumatico, ma devo dire che mi sono sempre destreggiata tra vizi e sacrifici per assecondare questi ultimi, anche esagerando, ognuno sceglie come spendere i propri soldi, l'importante è non perdere il controllo!
    E caz se mi mancano i lavori part time da studentessa mantenuta grazie ai quali le visite al centro commerciale erano divertenti e non una stretta al cuore mentre esci dal supermercato carica di viveri!

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  28. ciao,

    mi sono letta questo post 2 volte ....mi sono vista da ragazza .... ed ho pensato alle mie ragazze studentesse universitarie fuori sede .... in particolare ad una delle due che divideva l'appartamento con un'amica dal budget illimitato (hai presente pretty woman... o The blonde salad ?)....e lei che poverina si era ritagliata il ruolo di "portaborse" e accompagnatrice consigliera !! ma tutto questo le ha forgiate e fatte diventare le splendide e sobrie ragazze che sono. In quanto a me .....
    ti dico solo che mi capita spessissimo davanti
    al parchimetro di sentirmi così deficiente per non aver dato il giusto valore a quei 5 cent. che giravano per casa o in qualche tasca , e per questo dover mettere 1 Euro quando ne basterebbero 30 cent.....ed io ne ho solo 25 !!!!!
    ciao ave

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  29. che ridere belissimoooooooooooooooo!! ed è anche vita vera!

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  30. E' un articolo molto bello!Mi piace quando racconti di te! E non ci posso fare niente... Mi piace troppo troppo leggere i tuoi post!!
    Un bacio grande

    Arianna

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  31. lasciati andare22 novembre 2011 19:07

    Se non fossi impeganto, ti chiederei di uscire...

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  32. Adoro il tuo stile di vita... xD
    Da settimana prossima sarà anche il mio... #ModalitàBolognaON ;D



    www.thebigiofactor.blogspot.com

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!