sabato 23 luglio 2011

Un personaggio in cerca d'autore


Scrivere può essere considerata un’arte ma può anche suscitare una gran fatica. Trovare le parole adatte che si mimetizzino ai pensieri, parole che esprimano perfettamente un significato più profondo è un’ardua impresa. Il mio scrivere non è ancora un lavoro, non è con aggettivi o sostantivi delicati che mi impegno e porto a casa la pagnotta quotidiana. E’ una passione innata e infaticabili sono i miei polpastrelli.
Il tram si ferma in Piazza Cinque Giornate, Milano. Poso con leggiadria il piede sul predellino per scendere e mi incammino verso il numero 12 di Corso XXII Marzo. Là dove è arrivata da Mantova mia nonna appena sposata, là dove mia madre è cresciuta e dove è effigiata insieme ad alcuni cugini in un mosaico all’ingresso. Ultimo di cinque piani, portone in legno verniciato di verde abete e targhetta in ottone con la scritta in corsivo inglese. “Carolina Cedi”.
Mi apre una ragazza sulla trentina, lunghi capelli di un castano lucente, grandi occhi scuri e un incarnato di rara bellezza. Il sorriso sereno e l’aria scompigliata, informale, di chi conosce il modo e la compostezza di stare al mondo. Carolina indossa un abito a balze d’organza, celeste il colore, cobalto il profilo della parte alta senza spalline. Noto da subito l’assenza di gioielli se non due piccole perle rosate con chiusura in oro bianco, dono di una prozia che della classe fece un’imposizione quasi da gendarme, mi confiderà più tardi davanti ad un caffè latte con biscotti inglesi.

È di una settimana fa l’invito per questa chiacchierata, lei che ha comprato l’appartamento che fu di Nonna Norma, è un’acuta lettrice del mio blog, attenta e non lusinghiera. Cedi è un cognome noto ai più, un cognome che ha fatto storia in una Milano fulcro della sperimentazione architettonica. Patria del design, culla di importanti esposizioni.
Il bisnonno Marcello Cedi fu il primo designer industriale in Italia, grafico di campagne pubblicitarie di rilevanti aziende quali Campari e Martini, architetto di grattacieli e alberghi di lusso e progettista di decorazioni per scialli pregiati mostrati alle’Esposizione Universale di Parigi nel 1925.
L’eredità non è solo un gruzzolo di risparmi conservati in Svizzera, non è un cognome posto a caratteri tipografici su una tomba al Monumentale o su un palchetto alla Scala, ma è un ingegno affinato, una capacità visiva che in questa famiglia si tramanda da molte generazioni.
Carolina mi fa accomodare nel salottino, reso irriconoscibile ai miei ricordi d’infanzia da uno stile minimalista che accoglie le pareti un tempo coperte da tappezzerie antiche. Dove c’era il quadro d’ispirazione giapponese con ideogrammi e anatre, ora una parete liscia color crema a cui sono appesi due specchi ovali con cornici lavorate in legno dipinto. L’arredamento è tutto disegnato da lei, laureata con il massimo dei voti al Politecnico di Milano, corso in “design degli interni” con successivo master a Londra e ora impegnata con la seconda laurea in Storia dell’arte Moderna, perché come dice sorridendo “Di un magnifico Raffaello non si può riconoscere solo il tocco del pennello ma bisogna amare la poetica più sottesa a quelle fisionomie così serene”.

Il divano a tre posti in stile impero orlato di righe bianche e giallo limone, è l’unico gusto eclettico di un piccolo appartamento quasi vuoto, asettico. Lei che nel suo negozio di Via Borgonuovo espone poltrone di sapore Bauhaus dai colori più accesi, tappeti variopinti e quadri dalle linee liberty per ricche signore nostalgiche, nella sua casa invece ha scelto l’essenzialità.
Mi incuriosisce una foto in una cornice d’argento, una splendida donna fotografata all’inizio del secolo, con un gran cappello decorato da fiori chiari e un abito di crinolina bianca. “La mia bisnonna, donna bellissima, mi sarebbe piaciuto tanto conoscerla e magari cucire insieme a lei e le altre dame di San Vincenzo” bisbiglia con un tono quasi malinconico. Da subito ho l’impressione di quanto sia importante per Carolina la famiglia, la tradizione e la memoria in particolare.
Parliamo di tutto, mi chiede da quanto ho scoperto la passione per la scrittura, da quanto ho intenzione di farlo come lavoro e del perché non mi veda una persona ambiziosa. Le rispondo un po’ imbarazzato ma con pungente sincerità. “Non lo sono, non so cosa sia l’ambizione, al contrario conosco bene l’assenza di autostima”.
Carolina è bella, elegante e con la battuta pronta, passerò con lei le successive tre ore senza guardare il telefono, senza nessun suono alieno se non quello del tram sotto casa, rumore che ci si abitua ad amare quando si vive Milano.

In lei vedo il riflesso di un’educazione severa, meno discoteche ma più romanzi, meno shopping e più viaggi. La moda è una sua grande passione, il vintage in particolare assume un carattere più divertente e ludico, capace di regalare un angolo di tempo e una storia da raccontare.
È comparsa in molti blog per il suo stile, sandali tacco 12 con dettagli sul collo del piede in seta nera abbinati ad un abitino con maniche a sbuffo a motivo floreale e un panama Borsalino del padre. Alle ultime sfilate di Milano indossava un mini dress blu elettrico con sandalo basso giallo senape e passata intrecciata sulla fronte, “Mi hanno scambiata per Margherita Maccapani Missoni all’inizio”, ride lusingata.
Non si definisce una socialitè della Milano bene ma non manca a nessuna iniziativa che abbia a che fare con l’arte, la moda e il design, eventi che sappiamo riunire tutta la mondanità avulsa in pellicce e flute di champagne. “Mi piace uscire ma mi piace ancora di più rimanere a casa con una coppa di gelato e un buon libro, è il massimo della vita”. Tra gli scaffali della sua libreria spunta Carofiglio, Dacia Maraini, molte biografie storiche e tutti i libri di Grisham.

Le riviste coronano qua e là tavolini o mensole, La Repubblica accerchiata da un vecchio numero di Vogue e uno di Vanity Fair, spunta una Eva Mendes di imbarazzante beltà.
Carolina ha tanti sogni nel cassetto, sta scrivendo un libro sulla storia della sua famiglia senza avere la presunzione che piaccia a critici ed editori, lo fa per se stessa, per mettere nero su bianco quel patrimonio mnemonico che le è stato trasmesso con cura certosina. Le si illuminano gli occhi quando parla di una trisnonna dama di compagnia della regina Margherita, del nonno architetto e colonna portante del Politecnico che lei stessa ha frequentato con grande passione.
L’arte è stato il suo pane quotidiano assieme agli abiti e agli accessori, fotografa per passione, stilista improvvisata per borse da sera mi mostra qualche schizzo a matita. La moda ha bisogno di voci al di fuori dalla massa, mani esperte ma giovani capaci di guardare oltre al marketing illuminato. “I soldi non creano idee vincenti” mi dice convinta di non essere una privilegiata.

Si avvicina il momento dei saluti, quasi intristito mi dirigo verso l’uscita, riguardando un ambiente che apparteneva alla mia infanzia. Saperlo trasformato in qualcosa di vivo e rinnovato mi rende sereno. Ci guardiamo con reciproca stima, la ringrazio per un pomeriggio divertente ma soprattutto educativo, poche ore in cui ho capito che non oltrepassando mai i limiti, non oltrepassando la linea che separa il buono dal cattivo gusto, si arriva alla meta dei propri sogni.
Carolina è l’esempio di tutto questo, la grazia, la buona educazione con un pizzico di ironia e un’intelligenza sensibile, per nulla nozionistica. Per nulla accademica.
La saluto con la mano scendendo le scale prima che l’uscio si richiuda. Guardo ancora una volta mia madre bambina nel mosaico all’ingresso. Non appena apro il portone mi invadono i rumori di una Milano che in quelle ore si è quasi zittita. Stridono i tram sui binari, suonano i clacson.
Mi allontano felice e penso “Queste sono le persone su cui vorrei scrivere tutti i giorni”.

Questi sono i personaggi che vorrei esistessero realmente e non solo nella mia fervida immaginazione.

33 commenti:

  1. Che meraviglioso racconto...
    Anche se a malincuore, da studentessa di architettura in quello stesso politecnico di Milano, non conosco il bisnonno!! Mi devo documentare...non posso rimanere così all'oscuro di certe personalità!

    Roberta

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  2. Roberta, grazie. E non dispiacerti, è tutto inventato come si intende nell'ultima frase. Però per la personalità del bisnonno mi sono ispirato ad un designer italiano grande in tutto quello che faceva, Marcello Nizzoli.

    Grazie ancora.

    Lollo

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  3. Sono rimasto senza parole.
    Chissà se esistono davvero ragazze così. Lo spero.

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  4. stupende parole, se non era per l'ultima frase, avrei certamente creduto che questa ragazza e tutto ciò che hai detto su di lei, fossero reali. il modo di scendere nei dettagli e descrivere il tutto, è fatto con così precisione che non sembra inventato. complimenti! se la scrittura è un dono, tu ce l'hai. continua a scrivere per noi followatori! :)
    M.

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  5. Scrivo sempre pensando a voi, pensando che magari la scrittura è un dono ma le persone che ti leggono lo sono altrettanto.

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  6. Sono stata letteralmente rapita dalle tue parole.
    Sei riuscito a dosare abilmente scenari, atmosfere, contenuti e dettagli di stile

    Http://nonsidicepiacere.blogspot.com

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  7. Un post diverso dal solito. La tua ironia pungente ha lasciato il posto ad uno stile delicato, fluido e quasi romantico: è la prova della tua versatilità come scrittore e bravura come osservatore. Sono sicura che in un futuro non troppo lontano comprerò i tuoi libri.

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  8. Nonsi [troppo carino come soprannome] ti ringrazio per il commento, lusingatissimo.

    Carolina, credo che dovrai aspettare un bel po' di tempo ma chissà dove ci porta il destino.

    Lollo

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  9. é incredibile cosa riesca a partorire la tua immaginazione, ma ancora più incredibile è il tuo potere di raccontare e descrivere in modo così reale, vivido ed emozionante ciò che non esiste...
    hai scritto un post (parola del tutto inadatta e terribilmente riduttiva) meraviglioso!

    buona domenica Lollo! :)

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  10. Beh noto che nella tua testa ci sono dei personaggi ben precisi. Come nella mia...in genere i miei sono molto diversi dalle persone reali. E per questo è bene che dei personaggi nella nostra mente ci siano, per evitare di dover far fronte solo e soltanto alle teste di cazzo che popolano il nostro pianeta.
    Bel racconto. ;)

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  11. E io noto con piacere che questi post li apprezzate soprattutto voi che visitate constantemente il mio blog, sia che scriva boiate che cose più serie. Sono lusingato e mi sono affezionato al vostro modo di leggere questo blog.

    Lollo

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  12. Straordinario. E' a dir poco eccezionale la tua capacità di esporre così dettagliatamente emozioni inventate. Ero talmente affascinato da questa ragazza, che leggendo l'ultima frase di questo racconto, mi è entrata per un istante la malinconia nel scoprire che non avrei mai avuto modo di conoscerla.

    Stefano
    lechicreveur.blogspot.com

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  13. raccolgo il monito, vedrai che migliorerò! :)
    il post era in memoria da settimane ma non mi decidevo a completarlo (ed infatti non l'ho fatto)!
    io amo i cubisti, ma in realtà quello che più amo dell'arte sono le rivoluzioni epocali, lo stravolgimento delle prospettive.
    tutto ciò lo dico da profana, ovviamente!

    buona serata Lollo!:))

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  14. Complimenti :) scrivi davvero bene, mi sembra di leggere uno dei tanti capitoli di un libro mai finito..non smettere mai di scrivere perchè hai davvero un grandissimo talento!

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  15. Sai scrivere e si vede ma ti preferisco quando sei "fottutamente ironico".

    Domenico.

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  16. Bellissimo !

    descrivi benissimo certi modi,ambienti e comportamenti , perchè sono i tuoi modi,i tuoi ambienti e tuoi comportamenti, anche per questo mi piace moltissimo trovare un tuo nuovo post

    ave

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  17. Chapeau per voi che apprezzate e sapete leggere anche questo mio lato.

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  18. Lollo!
    Con quell'ultima frase mI hai rovinato tutta l'estasi che stavo vivendo mentre leggevo il racconto e pensa che come uno scemo mi dicevo: - Ma perché non ha messo nemmeno mezza foto? Voglio vedere il mosaico, e la parete con le cornici barocche, il vestito, il tavolo, il sofà. Ma Tesoro, la prossima volta scrivi veramente dove siamo andati venerdì scorso! Altro che palazzi e mosaici, quello era un porcile! Bhuahah ;))) Un bacione enorme, mi ha fatto troppo piacere conoscerti! :*

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  19. Ciao Lollo,
    dopo aver visitato insieme a te il palazzo e la casa di questa insigne donzella, partorita dalla tua fervida immaginazione, mi chiedo quando passeggiando tra i ripiani delle librerei trovarò un tuo romanzo o una raccolta di racconti, quando potrò sedermi sul divano e viaggiare in altri mondi, come del resto solo un buon libro può fare, perdersi laddove altri hanno paura di varcare la soglia. Complimenti e buon lavoro, ogni sogno è realizzabile solo se si ha la voglia di superare le proprie paure, anch'io adoro scrivere, ma la dura realtà mi ostacola sul realizzare il mio dolce sogno, forse un giorno chiuderò fuori dalla mia porta tale invadenza e scriverò quello che l'arte nobile avrà da dirmi. Baci buona giornata Alex

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  20. Era tutto così ben descritto che, com'è capitato in passato, mi sembrava di vivere la scena con te: lei, donna di classe, l'ambiente circostante raffinato e minimalista...e poi? Hai afferrato un ago e hai bucato la mia bolla di sapone, mi hai quasi risvegliato dal torpore pomeridiano, perchè? Perchè l'hai fatto? Era così bello immaginare che fosse una storia vera!

    Scrivi un libro, dannazione!

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  21. Caro Lollo, ogni volta casco dal pero, sei di una bravura disarmante. Questo personaggio è splendido e a metà lettura stavo quasi per digitare il nome su google per vedere se il viso che mi figuravo rassomigliasse un poco alla realtà. Sognare ed immaginare.. questo è un gran dono! un abbraccio, Martina♥CipriaRétro

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  22. Non so come ringraziarvi, non credo di meritare tanto.

    Lollo

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  23. Un personaggio che ha trovato un autore molto capace, direi!
    Credo ci siano molto letture per questo racconto che sa di soffitta in cantata, tanti punti di vista.
    Si è fermato il tempo. Magia.
    Baci




    www.themondaytalk.blogspot.com

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  24. Ciao Lollo,
    è stato un piacere lasciarti il commento precedente quando scarico le foto farò un post sull'outfit sul matrimonio il pezzo forte erano le scarpe ciao buona giornata

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  25. Grazie per avermi regalato un momento di rara poesia! Questa ragazza rappresenta l'ideale di donna che amo e tu sei riuscito a disegnare lei e il mondo che la circonda con rara sensibilità e maestria! Chapeau!

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  26. che forza il tuo blog!
    ti seguo adesso ..e me lo leggo tutto.

    spero ricambierai;) nel mio non c'è molto da leggere hihi

    kiss
    erika

    www.myfreechoice.net

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  27. ma io stavo per mettermi a piangere alla fine T.T
    davvero bravissimo come sempre, è proprio vero che te hai il dono della scrittura questo non è discutibile! mi piace molto come hai descritto quel "pomeriggio" sei veramente bravo.
    Secondo me qualche ragazza del genere esiste ancora..un pò versione Panda in via d'estinzione ma ci sono
    baci

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  28. Senza parole.
    Ogni volta che leggo un tuo post rimango senza parole.
    Senza parole perchè da ogni singola frase fuoriesce la tua grande dote, quella di saper emozionare con un racconto, anche inventato come questo.
    Grazie =)
    Un abbraccio,
    Antonella

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  29. Sono passata di qui per dirti che ho linkato il tuo blog nel mio ultimo post, per dovere di copyright! Passa a vedere!
    Sono molto felice di essere passata. Davvero molto.
    Mentre leggevo il tuo post capivo che stavi narrando un incontro che probabilmente non avrebbe avuto più luogo e me ne dispiacevo perché è scritto così bene che avrei voluto sapere ancora della vita di Carolina e del vostro rapporto di amicizia e delle vostre vite incrociate per caso, grazie ai vostri avi...
    Poi! Scopro che è un personaggio inventato!
    No, delusione, era così vera, io ci ho creduto proprio!!!
    E subito la delusione ha lasciato il posto a una meravigliosa consapevolezza.
    Allora stavo leggendo l'inizio del tuo romanzo.
    Perché così sarà.

    GLORIA
    { Scacco alle Regine }

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  30. PS: prima di aver finito la lettura avevo già messo carolina cedi in google!
    Ci ho proprio creduto che esistesse!!!
    Spero davvero di metterlo in google tra un anno e trovare la recensione del tuo libro.

    Se no mi incazzo.

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  31. Commento superlativo, lusinghiero e anche divertente. Ma mi volete così bene da poter sopportare un mio romanzo?

    Io vi amo, vi dedicherei un balletto, e lo farei, consigli come coreografi?

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  32. Fai quello che vuoi, a testa in giù, chiedi consigli a Garrison o alla Celentano ma... ma fatti ispirare da questa musica che amo: http://www.youtube.com/watch?v=-Z7Eid_SVCc&feature=related

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  33. Molto molto bravo, invidio il tuo stile :)

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Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!