martedì 7 giugno 2011

RICATTI ELETTORALI DI LOLLO


Questo post sancisce il mio primo anno di collaborazione con il sito www.pensorosa.it
Un ringraziamento speciale a Cristina che mi incoraggia sempre a scrivere.

Domenica è il giorno del Signore per tutto il mondo. Per me è il giorno della noia più dilagante. Saranno le mie radici ebraiche ma sono sempre stato un gran estimatore del Sabato.
È uno di quei giorni in cui svegliarsi presto è triste, svegliarsi tardi invece lo è ancora di più perché ci si sente indolenti e non si combina nulla. È il giorno delle pulizie, del cambio delle lenzuola e dei film. Stamane mi sono svegliato e le prime parole che ho pronunciato sono state “Ma cazzo!” perché il cellulare era caduto e si era aperto in ventimila pezzi. Buongiorno mondo, che bel sole che brilla alto in cielo. Ci sono perfino gli uccellini che canticchiano come in Cenerentola. In realtà non trovo le ciabatte, apro la finestra e piove e ho un alito che potrebbe estinguere il genere umano.
Ho studiato nonostante avessi tutt’altro per la testa, ho mangiato un’insalata fatta a casaccio mentre la mia coinquilina mi faceva venire la tristezza con il suo brodo di verdure bollite. Tu, a Giugno, bevi un brodino ustionante che fa venire caldo anche alla signora del primo piano? No comment.

Ho fatto finta di passar l’aspirapolvere perché in verità mi servirebbe un’idro-pulitrice e poi ho deciso che dovevo uscire con Francis, altra milanese della bassa catapultata a Parma per sbaglio/caso, reduce da una “lotta” amorosa di tre giorni. Il suo fedele “concubino” non ha nome o cognome. Solo un numero. 89, buona annata suggerisce la giuria.
“Esco Paola, ci vediamo dopo” dico convinto che sia nella sua camera. Una voce risponde alle mie spalle, proviene dal bagno. Sento lo spruzzo alle erbe selvatiche e capisco che era in “riunione”. Udienza papale sul trono.  “Cose grosse” penso ridendo.
Apre la porta, mi guarda. “Ma esci con gli shorts? Guarda che fra poco piove, senti che vento”. Non ha ancora capito con chi ha a che fare. “Ma che piove, tutta una farsa, saranno a dir poco due gocce”. Le ultime parole famose.
Sono un fervido sostenitore della bicicletta. La uso anche quando minaccia di grandinare, l’importante è arrivare asciutti. Poi quando si torna a casa è un altro problema.
Arrivarci fradicio è proprio da me. Pedalando come un vero ciclista verso casa ho preso tutte le pozzanghere del Lungo Parma, mi sono fatto schizzare addirittura dalle macchine ridendo come un pirla. Non c’è altro termine e il milanese aiuta sempre.
Nelle scarpe sentivo i girini diventare grandi, fare la prima comunione e sposarsi. Il mio cellulare ormai subacqueo cercava invano di vibrare e gli shorts da cinquanta centesimi sbuffavano stufi di vivere con me da Giugno a Settembre.
Arrivato a casa ormai in canoa, chiedo alle mie coinquiline pugliesi di darmi un asciugamano. 

Mi assale un odore di fritto infausto, un marciume d’olio indescrivibile. Sono corso in camera a cercare dell’ossigeno e ad assicurarmi che non avessero fritto anche le tende. Sono due i momenti in cui una pugliese D.O.P. frigge. Quando è tremendamente allegra e quindi non si accorge che butta nell’olio bollente anche pezzi d’arredamento vario oppure quando il giorno dopo un ospite ritorna sulla strada di casa. Un dramma in entrambi i casi, soprattutto per il condominio.
Il vero motivo di questo post era ricattarvi moralmente, fisicamente e psicologicamente. Noi italiani abbiamo stracciato i maroni per ottenere questo beneamato diritto di voto, abbiamo combattuto, le donne si sono addirittura infervorate per smettere di fare la maglia e barrare la scheda elettorale. E ora? Tutti al mare, tutti a Forte dei Marmi alla Capannina, a mostrare chiappe chiare, pelose e tatuate. Eh no, non mi sta mica bene, sapete?
Se io ti bacio sotto una pioggia torrenziale imitando “I ponti di Madison County” sulla circonvallazione come minimo mi chiedi di uscire. Se ti penso alla fontana di Trevi prendi il Frecciarossa e mi chiedi la mano. Se ti ho concesso il diritto di voto hai il dovere di andare ai seggi anche se Sabrina Ferilli non ti promette uno spogliarello.

Sui primi due casi meglio stendere un velo pietoso. La pioggia induce a comportamenti socialmente deviati e il tuo romanticismo ti acceca fino al punto che scordi di mettere le quattro frecce facendoti insultare da tutti gli automobilisti di Viale Umbria.
Andate a votare, vi prego. Andate a votare. Se poi sbarrate le caselle sui quattro SI io vi posso anche limonare. Vi aspetto sotto casa, metto un tavolino bianco, di quelli tristi e desolanti, sporchi di nero e con la gamba sbilenca, mi fate vedere la tessera elettorale e se volete pomiciamo davanti a tutti i vicini. Altrimenti una stretta di mano e qualche battuta semi-divertente ( semi perché non ci sarebbe nulla da ridere nella normalità) su Berlusconi.

Vi offro pure da mangiare, ovvero aprite il frigo e cucinate. Evitate di guardare con circospezione il mio ripiano. Sì, sono capace di far germogliare anche le carote, e allora? A voi non è mai capitato di tornare dopo una settimana e trovare un limone vecchio e barbuto accanto ad una piantagione di ortaggi misteriosa? Io sono il campione di queste coltivazioni.
Detto questo, il referendum non è una festa. Non si deve partecipare solo se si regalano gadget, vi fanno sconti al supermercato oppure vi accompagnano in limousine. Votare è un diritto e anche un dovere, è il nostro modo di poter dire “La potete finire di toglierci anche la sedia da sotto al culo?”.
Chissà che qualcuno finalmente ci faccia sdraiare su un comodo triclinio.


11 commenti:

  1. Lollo guarda che ci tengo alla limonata! Se non ti trovo nel pianerottolo col tavolino mi offendo U.U

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  2. Lollo ahahha, grande post!

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  3. prendo in prestito le tue parole: "ti stimo fratello"!
    mi interrogo da anni su cosa possa spingere le persone all'astensionismo, non lo capisco, nè voglio comprenderlo, è totalmente fuori dalla mia logica.

    ps. avvisami quando avrai di nuovo intenzione di nominare "I ponti di Madison County", mi porto dietro ancora gli strascichi dello shock! :D

    buona serata! :)

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  4. sono io che TI STIMO FRATELLO. mi fai impazzire, sei un grande!

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  5. FANTASTICO!! Non riesco a smettere di ridere, sei un mito! Ho già la scheda elettorale sulla scrivania. Ti aspetto sotto casa allora! Ma prendi un treno che con la bici fino a Lecce mi sa che è un pò troppo anche per te!! Kiss

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  6. Solo in Italia, soprattutto nei referendum, c'è così tanto astensionismo perchè anch'esso è una forma di voto. Astenersi è come votare no, il risultato è identico.
    E' una delle furbate italiane, che costa milioni di euro.

    Molto meglio il sistema dei referendum tedesco (tanto per citarne uno molto buono)

    The Rebel Ekonomist

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  7. bravo lollo...hai totalmente ragione!!! ;-)
    Raffy

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  8. ahuauhahuhauhuaha la parte dei girini che si sposano è decisamente EPICA! ahahahahah
    allora facciamo che vado a votare e poi limoniano? ahahahahahah comunque a parte gli scherzi hai davvero ragione!!! SI - SI - SI - SI forse ci salveranno da un male :D
    baci

    Syriously in Fashion
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  9. Ciao! sono d'accordo sull'importanza del voto, e cederei volentieri al ricatto... ma sulla cosiddetta privatizzazione dell'acqua/acqua pubblica (che NON ESISTE) da me il massimo che possono avere saranno due NO secchi.

    E poi c'è questa idiozia del quorum, per cui alla fine a decidere è chi non va a votare... ma va beh xD

    Un saluto!=)

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  10. Oie Sou Fábio Mariz do BLOG (Mariz.Moda), achei seu blog o máximo, já estou seguindo visite o nosso e seja um seguidor!

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  11. Io odio la domenica, odio i negozi chiusi, odio le persone che non si alzano dal letto neanche per una fuga di gas. Odio la domenica perchè non ho mai niente da fare, tranne studiare ovviamente. Questa domenica però sarà diversa, perchè affermerò un mio diritto e da lì in avanti sarà tutto più leggero. Un saluto

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