domenica 12 dicembre 2010

L'angoscia sotto al vischio



Ecco la rubrica settimanale per il sito: www.pensorosa.it
I lettori del mio blog sono spesso i destinatari dei miei quesiti più stravaganti. Chiedo loro come concepiscono la moda di questi ultimi mesi, se possono sopravvivere alla quantità sovrumana di esseri maculati che si sono riversati in strada dopo le sfilate milanesi di questo autunno. Roberto Cavalli ha gioito perché finalmente qualcuno ha dato retta al suo stile. Non è mai troppo tardi. I miei lettori sono abituati alle mie pazzie, ai miei fragili umori, sanno che sono loro la mia continua fonte di ispirazione permettendomi di inventare una volta a settimana un nuovo argomento per questa rubrica su Pensorosa.


Mi hanno chiesto di parlare dell’esagerato strazio che ogni anno ci tormenta in questo periodo: l’angosciosa ricerca dei regali di Natale. Come affrontarli? Come evitare di farsi asportare un rene per comprare al fidanzato il cappellino di Fendi? A chi farli e soprattutto, perché farli? Io ammetto di non averci ancora pensato, ma io sono una persona anomala, cerco di capitolare al consumismo verso il 20 di Dicembre, sono ancora in tempo e ben rifugiato dentro al mio portafoglio che mi implora di prelevare. Come ogni anno scrivete la letterina a Babbo Natale lasciandola distrattamente in evidenza sulla vostra scrivania con i regali più desiderati sottolineati di rosso.


“Borsa Monogram Louis Vuitton” si legge al primo posto, ecco che vostra madre legge, chiude e sospira “Il decoder per la televisione mi sembra un ottimo pensiero”. Non lamentatevi, in tempo di crisi Babbo Natale fa gli straordinari all’Auchan di Curno, è già tanto che non rispedisca al mittente le lettere non affrancate. Lo so qual è la vostra angoscia mattutina. Vi struggete continuamente in balia di atroci dolori che si aggiungono a quelli già difficili da sopportare ogni ventotto giorni. Cosa regalare alla vostra “dolce” metà di sesso maschile? Quanto spendere? Ecco perché esisto, per dipanare questi dilanianti dubbi e far breccia nei vostri cuori. Amatemi. Veneratemi perché porto in bocca l’ulivo della pace dei sensi e il rimedio ai vostri mali. In realtà non c’è un regalo giusto e uno sbagliato, al contrario i regali sono tutti perfetti se fatti con il cuore, vi dovete solo chiedere se la persona che lo riceverà se lo merita. Non è una stupidaggine mia, io credo fermamente nel regalo istintivo, non troppo ragionato.


Vedo un oggetto, un qualcosa che mi ricorda una persona per assonanza, per collegamento logico, e forse quello è il regalo giusto. Riceviamo ogni anno una quantità immane di cose che non ci colpiscono, che hanno la durata di un battito di ciglio, forse perché ormai comprare un regalo è uno stress e non un divertimento. Non deve essere un obbligo, non ci si può offendere per un regalo mancato, non è un dovere né coniugale né segno di amicizia. Il regalo perfetto per un fidanzato può variare a seconda del suo carattere. In genere non sono un amante dei regali costosi, impegnativi, è imbarazzante riceverli e difficile farli, soprattutto se si è studenti come me meglio ribassare sul low-cost in cui è davvero il pensiero che conta. Sconsiglio capi d’abbigliamento firmati, non durano, non rappresentano in una coppia un momento felice, a meno che il vostro ricordo più bello sia fare la fila nei camerini di Zara. Piuttosto un biglietto aereo per una città europea, un viaggio all’insegna della cultura, dello stare insieme lontani da suocere indiscrete e inviperite. Questo sì che è un regalo con la R maiuscola, meditato, ricercato. Riceverlo sarebbe un’emozione grandissima.


Oppure se siete amanti del teatro, della musica e dell’opera, una bella serata di gala con il vostro fidanzato laccato e infiocchettato. Chissà che non si appassioni e che disdica l’abbonamento per le partite del Milan, impossibile ma potete sempre provarci. Poi ci sono i classici regali come le cravatte, i porta-sigarette con le iniziali incise per gli accaniti fumatori, i papillon, i cappelli, i navigatori satellitari, i pigiami, sciarpe, lettori mp3 e via discorrendo. Considero i regali tecnologici un po’ asettici, un po’ freddi, vanno bene se ricevuti da genitori o parentado, non tra fidanzati. Sono pareri personali, d’altronde io dovrei stare zitto, sono stato in grado di regalare uno spazzolone del water una volta. Non vi dico come è finita questa relazione sentimentale. E ho detto tutto. I regali che più preferisco sono i libri.


Non consideratemi un finto intellettuale-chic, considero la scelta di un libro un particolare molto personale, è come indossare un profumo, dipende dal proprio gusto, dal proprio olfatto, dalla concezione che si ha di se stessi. Mi piace l’idea che qualcuno mi regali un libro con un titolo che evochi il mio ricordo. E’ bellissimo quando assapori un libro che magari non avresti mai comprato, cominci ad amarlo e ogni volta che lo apri ti ricorderai della persona che te l’ha donato. Regalare il tuo romanzo preferito nella speranza di condividere con altri l’amore per quelle parole. Magari con una frase dolce, non ridondante, scritta nella prima pagina bianca insieme ai vostri auguri e la vostra firma. Come se oltre alla dedica dell’autore ci fosse anche la vostra, personale e aggraziata. Quello sarà sicuramente un ricordo duraturo. Importante annotare la data, l’anno, la mia prozia lo dice sempre “Lorenzo, scrivi sempre le date su ogni tuo scritto”. Lei ha come me il gusto di accompagnare con la scrittura anche il più banale dei regali, non esiste regalo senza bigliettino, ricordatevelo. Quello che mi auguro di ricevere sotto l’albero sono una pila altissimi di libri accompagnati da lettere, lettere piene di affetto, di confidenze e di ricordi. Sono stato troppo sentimentale?


Sono sicuro di non avervi aiutato, al contrario vi immagino prendere a testate il muro per farvi venire nuove idee per i vostri fidanzati-concubini-spasimanti. Se non avete trovato nulla di adatto rimediate con dei calzini a rombi, pesanti e di lana, ideali per chi come me soffre il freddo all’alluce e ha buchi come voragini sotto la pianta.

2 commenti:

  1. E invece sei stato stra-utile. Ho deciso cosa prendere ad un amico che in realtà è diventato un fratello, e ho anche architettato un'idea per la mia metà. Se di metà si può parlare. Illuminante come pochi!

    RispondiElimina
  2. A quella metà di cui parlo anche io? Sono proprio curioso di sapere quello che hai architettato susanna, ti ho ispirato io? Illuminante? Diciamo..utile, al massimo!

    Grazie mille!

    RispondiElimina

Vuoi dirmi qualcosa? Vuoi mandarmi dei cioccolatini perchè ho saputo descrivere in modo esasutivo una situazione più che pezzente in cui ti sei trovato? Stringimi la mano, lascia un commento, mandami a quel paese.

Aspetto le vostre umilianti parole. Scrivetemi!