domenica 10 ottobre 2010

Lacrime amare

Alzarsi la mattina e non avere uno scopo felice in tutta la giornata. Girarsi dall'altra parte senza avere la minima curiosità del mondo che fuori ti aspetta. Continuare a piangere fino a corredere le guance. Perchè piangere è l'unico sistema per renderti conto che tutta questa sofferenza è realtà, non un brutto sogno, non uno stato d'animo esaltato.
Non è mia invenzione, non ho bisogno di attirare l'attenzione ma nel mio sguardo il vuoto, nel mio cuore un muro di cemento. Che cosa penso? Non lo so. Che cosa provo? Non lo so. Che cosa voglio? Peggio ancora.
Quandi ami a tal punto che tutto il resto scompare, tutti i giudizi delle persone diventano gocce di pioggia allora vuol dire che non c'è via di scampo, che tutto quello da cui vorresti scappare ma farti rincorrere è un gatto che si morde la coda. Un labirinto senza uscita, la mia testa mi dice una cosa, il mio cuore mi urla di vivere il presente, di non programmare i miei sentimenti anche se l'oblio in cui sono precipitato è tutta una mia colpa.
Piango e mi dispero senza meta, spaccato da quel vuoto, da quel silenzio che c'è dentro di me, non riesco a parlare, non riesco a leggere. Mi appoggio a spalle materne, a spalle amiche tentando di far valere la forza della mia razionalità. Invano. Tutto invano.
Tutto questo è amore?

4 commenti:

  1. si forse è proprio questo l'smore....un sentimento estremo...nel bene e nel male....

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  2. Eccome se lo è. E' anche questo, ma non solo.
    Ho passato poco più di un anno a piangermi addosso, a chiedermi cosa avevo sbagliato, perchè dovevo soffrire così tanto. Oltre alla questione sentimentale c'era un altro a logorarmi che mi porto avanti da 8 anni se non di più. Ma il mio pensiero fisso era lui.
    Mi chiedevo sempre 'Ma riuscirò mai ad amare qualcuno come lui? Mi sa di no'.
    E mi sentivo...vuota. Completamente.
    Nulla mi dava soddisfazione, niente: nè l'università, nè uscire con gli amici, nè i miei sogni. Certo, scaricavo tutto sulla danza, che almeno per 6 ore alla settimana mi faceva sentire...viva.
    Ma poi? La notte quando stavo per addormentarmi, quando rimanevo sola con i miei pensieri, lì era il problema.
    Non sentivo più le scosse dentro che mi davano la forza per affrontare la giornata.
    Io sono una persona che se ama, dà tutto...ma la vita è stata data a me, per viverla a modo mio, non a modo degli altri.
    Cosa sarebbe se non esistessero le pene d'amore? Forse questo sentimento non lo riconosceresti nemmeno. Forse è proprio questo dolore acuto, che ti fa apprezzare l'amore e ti fa capire che devi vivertelo fino alla fine quando te lo trovi davanti.
    Ma la vita è bella, sì. Con tutti gli screzi e gli imprevisti che ti può dare.
    E' bella perchè non ha nulla di certo, può succedere di tutto, anche innamorarti di nuovo, e magari anche di più di prima sebbene sembri impossibile.
    Ma bisogna volerlo, liberare la mente e il cuore da stereotipi, da fantasmi del passato, da ricordi dolorosi. Non dimenticare il passato, ma chiudere il libro che riguarda quella storia, quel periodo per riuscire a godersi ogni minuto della giornata, senza aspettarsi che ci sia dovuto qualcosa.
    Quel qualcosa, arriva, quando meno te lo aspetti.
    L'amore ha tante forme, per me ad esempio, è anche Danza, e prendo tutto ciò che viene a riguardo, soddisfazioni e delusioni, ma continuo ad esercitarmi, a non perdere la voglia di 'innamorarmi' ad ogni coreografia.
    Ho una visione forse onirica, forse fiabesca della vita, ma non ci perdo nulla facendo così: non mi aspetto nulla, prendo tutto ciò che viene, difficoltà e non.
    'Sorridi' sempre, e tutto sorriderà a Te.

    Denise.

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  3. Denise, oltre ad essere secondo me (lo deduco dai commenti affettuosi che mi posti) una persona molto profonda sai capire tante cose, come se sapessi leggere lo sconforto che provo tra le righe.
    La danza secondo me ti da questa potenza, questa forza perchè come dici tu l'amore può avere anche la forza delle scarpette da ballo e forse hai ritrovato te stessa proprio grazie a queste. Io lo trovo nella scrittura, io sono quello che scrivo, io sorrido quando scrivo cose che fanno sorridere, sono triste quando colgo la tristezza nelle parole che digito.

    ti abbraccio forte forte.

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