mercoledì 29 settembre 2010

Questione di stile

Potete, sempre che abbiate tempo da perdere e possiate schiodarvi da polyvore, leggere questo post anche sul bellissimo sito:

http://www.pensorosa.it/notizie-in-rosa/678-questione-di-stile.html

Parlare di stile non è sempre facile. Sentiamo nominare questa parola milioni di volte al giorno, lo leggiamo in neretto su qualsiasi rivista e durante la settimana della moda tutti tentano invano di dare una giusta definizione ma nessuno ci è mai riuscito.
È qualcosa di utopico, qualcosa di indefinibile. Se chiedessero a me cos’è lo stile direi che è un’essenza, qualcosa che fa parte della nostra personalità e come il carattere può essere spiccato o più latente.
Da piccoli ci insegnano a ringraziare con educazione, ad allacciarci le scarpe, ma non come acquisire più sicurezza in noi stessi, non a migliorare il nostro lato artistico e a farne un tratto indispensabile.

Quando giungono alle mie orecchie i consigli di stile di qualche Paris Hilton o pillole di saggezza di una soubrette che si veste come la cubista del Celebrità allora mi spazientisco. Mi indispone questa mania che tutti hanno di parlare di cose che a loro non appartengono minimamente.
Io non sono nessuno per definire lo stile, ma tu con quella gonna di vernice bianca che nemmeno Barbie Rollerblade ha osato indossare tantomeno.
Lo stile và a braccetto con l’eleganza. L’eleganza non è sinonimo di ostentazione, di lusso estremo, di maxi logo a vista o di scomodità sacrificale.
Prendiamo Milano, non a caso visto che è una realtà che vivo quotidianamente. Scoppia la mania Louis Vuitton e tutte, e dico tutte, portano al braccio con la classica posa da “polso slogato” il bauletto. Che sia finto, vero, che sia scomodo, che sia super-inflazionato non importa a nessuno, è un must della stagione e scivola nei piani alti della wish list di ragazzine e donne.
Quella non è eleganza, è essere assolutamente conformisti. Con la stessa cifra, e anche di meno, ci si può portare a casa qualcosa di personale, di più classico e più sobrio. O perlomeno basta cambiare modello, se proprio si deve comprare una Louis Vuitton almeno un minimo di fantasia, basta ance solo un bel foulard.

Posso comprendere l’omologazione, se si tratta di capi classici ed eterni ma ho un ribrezzo interno per l’ostentazione. Mi si chiude lo stomaco, mi bruciano le mani e il cervello produce aggettivi dispregiativi mai coniati.
Un giorno passeggiando per il centro mi sono imbattuto nella classica famiglia “Mulino Bianco senza mulino ma con un Porche Cayenne nero parcheggiato davanti”. Lei impettita sul suo tacco a spillo con un jeans strizzato, bauletto Louis Vuitton in posa appunto “polso slegato”, dietro un metro il marito con la camicia sbottonata fino all’ombelico, che spingeva un passeggino. Fin qui può essere tutto normale. Il problema era proprio il passeggino, tappezzato di “F” di Fendi, pareva l’astronave del cattivo gusto, con un povero bambino ricoperto di stoffa Burberry’s con la forma di una tutina. Tutt’altro che adatto ad un bambino che avrà avuto meno di anno. Posso capire la camicetta con il bordino della fantasia ma immolare mio figlio a sponsor di Burberry’s in giro per la città assolutamente no. Pessimo gusto. Considero questa categoria di persone i classici “arricchiti” che pensano di comprare con il denaro lo stile e la classe, comprano capi firmati in negozi anche esclusivi ma non capiscono che per essere eleganti non è necessario sfoggiare il logo indicato a caratteri cubitali su t-shirt o mutande. Anzi.

Poi peggio dei suddetti ci sono quelli che comprano qualsiasi cosa che sia marchiata a vista, ti sottolineano il prezzo assurdo di un acquisto poco intelligente all’esclamazione “Che bella questa canottiera intima” rispondendo “Dolce & Gabbana, 215 euro, un affare”. Poi magari hanno i debiti fino alle doppie punte ma devono urlare al mondo che hanno soldi come se piovessero.
Al contrario credo sia importante creare un proprio stile, se si è milionari si può contare su uno stilista di grande fama, di charme che sicuramente saprà rendere al meglio il mio buon gusto, se invece si hanno delle risorse più limitate è ancora di più una sfida. Troppo facile vestire bene da Chanel, tanto di cappello invece a chi riesce a vestirsi molto bene spulciando tra mercatini e grandi magazzini. Il buon gusto si può anche alimentare, coltivare negli anni ma è qualcosa di innato, ci si nasce. Inoltre una persona raffinata, di classe è una persona (sempre secondo il mio personalissimo punto di vista) che ha un profondo rispetto verso gli altri, educata e gentile.

Nessuno snobismo, nessuna puzza sotto al naso, tanto fastidiosa quanto inutile. Si comincia dalle piccole cose poi chissà, magari si diventa un’icona di stile e di eleganza come Grace Kelly. Certo è che negli ultimi anni donne del suo calibro si contano sulle unghie di due dita. E probabile che le unghie in questione siano laccate di un fucsia e con disegnati degli smile. Povero Mondo. Povera Eleganza, condannata all’estinzione.

10 commenti:

  1. non ho ancora capito la differenza tra te e paris hilton....

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  2. Ti ho trovato per caso..e penso che non ti mollerò più... Hai espresso esattemente il mio pensiero, non avresti potuto fare di meglio.. Non so tu da dove scrivi, ma io sono di Palermo e credimi, di queste scenette disgustose e "finte" ne vedo a mai finire.. Molte volte se non sempre, la mancanza di stile è accompagnata dall'ignoranza.. E l'ignoranza si sa, è una brutta bestia.. spesso con le unghia laccate di fuxia con gli smile :)
    Ti metto nella mia lista "giornaliera" di blog da leggere :)
    baci, Giuliana

    http://inciampando.blogspot.com

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  3. Giuliana, la lunsiga è reciproca, il tuo blog è davvero delizioso! Io sono di Milano, in provincia esattamente ma sono nato e cresciuto a Roma. Storia lunghissima e noiosissima!
    Qui esprimo un mio parere, personalissimo che può essere compreso, freinteso o preso a braccetto. Sono contento tu sia d'accordo con me! Grazie mille per essere passata, sei la benvenuta!

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  4. ciao caro!
    sono perfettamente d'accordo con te, mi hai dato uno spunto per un mio post. Questa categoria di "arricchiti" mi fa prudere le mani e non sai quanto mi danno fastidio vederli con le loro macchinone ad ostentare soldi e ricchezza.
    Poi senza fendi e Chanel (che noi amiamo percarità) non sanno abbinare due capi tra di loro. Orrore.
    Ma alla gente piace vedere le persone agghindate da alberi di griffe perchè la nostra mente pensa: "non me lo posso permettere, lo vorrei, almeno mi identifico in quella persona".
    Niente di più sbagliato dato che ognuno è speciale perchè è se stesso.
    Stiamo diventando tutti dei manichini, tutti uguali, anche per colpa di internet secondo me.
    Di dive come Grace non ne esistono.
    Una classe senza tempo.

    mi sono sempre dimenticata di scriverti che ti ho aggiunto alle letture che seguo, se lo farai anche tu non potrai che rendermi felice, ma non sei obbligato.
    http://kryplos-com.blogspot.com/

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  5. Pensavo di essere già tra i tuoi followers, grazie Cristiana! Quando vendo gente che è agghindata di enormi F o enormi loghi a vista tutti insieme rabbrividisco!

    Grazie a tutti!

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  6. Grande Lollo,

    qui in Riviera abbiamo dalla persona (donna o uomo) molto Elegante fino ad una miriade di personaggi che "sfilano" con la grazia e lo Stile di un cartellone pubblicitario solo per far capire al mondo che cmq hanno le pezze al c..o (scusa il francesismo) e ciò che indossano o è palesemente finto o ancor peggio è il frutto di un mutuo, di un debito. Pensa un debito che dovranno pagare tutto l'inverno per aver passato 8 giorni al mare tentando di passare per Signori. Questo fatto a me mette molta tristezza e mi fa pensare a quegli ospiti d'altri tempi che popolavano le nostre citta'. Loro si che erano delle vere icone di stile...va beh pazienza :-D

    a presto, Luca.

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  7. Mi trovi perfettamente d'accordo. Piuttosto di andare a Villasimius e comportarsi seguendo il loro "stato sociale" si indebitano a Porto Cervo per poi mandare la cartolina agli amici e far vedere quanto sono chic. Se di chic si può parlare a Porto Cervo.

    Grazie Luca

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  8. Ciao! Sono Alice, ti seguo su Facebook ma anche qui, e continuo a manifestare di tanto in tanto la mia ammirazione nei tuoi confronti e quanto mi trovi d'accordo su quello che scrivi. Questo post, in particolare, ha espresso perfettamente ciò che penso dell'eleganza, dell'ostentazione, del modo di usare i soldi e di quanto lo stile non solo prescinda, ma spesso sia agli antipodi del denaro, soprattutto quando è troppo.
    Ricercare lo stile e l'eleganza è una sfida che io stessa ho colto già da tempo, insieme a cogliere l'arte e la gioia di vivere intorno a me e dentro di me.
    Ancora complimenti, e sinceramente grazie.

    Alice

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  9. Grazie Alice, ho letto solo ora il tuo messaggio e mi hai trasformato la giornata. Ammirazione è una parola molto bella, un pò lusinghiera ma mi rende particolarmente orgoglioso. Come hai detto tu ricercare lo stile e l'eleganza è una sfida perchè bisogna saper auto-esaltarsi senza risultare ridicoli e banali. Non deve essere però il primo pensiero della giornata. Sono altre le cose importanti, lo stile racconta chi siamo ma non c'è solo quello per dimostrare al mondo quanto valiamo.

    un abbraccio

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