giovedì 13 maggio 2010

April sweet shower o cascate del Niagara di Maggio?


Piove Piove e ancora Piove. A Milano in due settimane ho visto tanta di quell'acqua che se non fosse primavera avrei creduto di essere sul Rio delle Amazzoni nella stagione delle Piogge. I milanesi già isterici di natura si sono armati di ombrelli con le borchie per farsi strada e di Galoshe alte fino alle cosce per evitare di arrivare a lavoro fradicio. Manca poco che ci mettono le passerelle come a Venezia. Vedremmo a quel punto una serie di copie di Gisele Bundchen far finta di sfilare per le vie di un'allagata Milano. Sono venuto in Francia con la speranza di vedere il sole, di fare footing al parco dell'Orangerie facendomi seminare da 70 enni agili e ginnici. Ha piovuto proprio quando cercavo di tornare a casa alle cinque di mattina carico di valigie e cappelliera strapieni. Un facchino è assoltamente introvabile a quell'ora della notte, il taxi invece un lusso che non mi posso permettere. Sul pullmann vicino a me seduto un vecchietto di quelli che sbuffa ad ogni sosta, ad ogni passo estraneo e che dorme con gli occhi aperti. Mi incuteva timore e quando volevo prendere il mio Vanity nella valigia sopra la sua testa non ho avuto il coraggio di chiederglielo. Me lo avrebbe tirato dietro in due secondi. Una bambina urlante e straparlante faceva avanti e indietro sul pullmann facendo illuminare i talloni delle scarpe, subito riconoscibile: un paio di Lelly Kelly fucsia con le lucine colorate rosse fuoco. Persino le lucine psichedeliche di una discoteca sono meno irritanti di quelle scarpe, tant'è che come in un fil stavo per prendere la bambina e dirle "Hey Lelly Kelly, noi due abbiamo un problema, di convivenza!". Tornare in quella che per 4 mesi è stata la mia casa e trovarla coperta di fiori, piante e Madonne. Possibile svegliarsi la notte, girare la testa e vedere una Madonnina fluorescente? Mi è venuto un collasso, e non trovo altra cosa più pacchiana, neppure una gondola dorata di Venezia su un televisore dall'antenna chilometrica. Meglio sicuramente dell'ultima novità Vaticana di cui sono stato informato dalla mia amica Lorena. Un rosario parlante, di quelli che ripetono la preghiera di continuo e che parlano come un Tamagochi. Già mi manca casa, la mia mamma che si lamenta delle cataste di vestiti, mio padre che urla il mio nome da qualsiasi angolo della casa e mia sorella che mi rincorre chiedendomi le declinazioni latine. Casa di pazzi, casa felice. Mi mancano le mie ragazze, quelle che hanno condiviso con me giornate interminabili al mercato a cercare pacchianerie da appendere alla parete e a fare la fila dalle Marcelline, la merceria più fornita del mondo. Ormai mi ricordano perchè ho creato una sorta di sala d'attesa. Le ragazze hanno condiviso anche una serata fantastica al messicano. Premetto che ormai quando si parla di andare a mangiare fuori la nuvoletta dei nostri pensieri automaticamente mette in moto i nostri neuroni sul programma cena: nachos- salse piccanti-litri di margarita alla fragola. Siamo stati gli ultimi a lasciare quel posto perchè ridevamo come dei pazzi, ridevamo di qualcosa che in realtà se ci pensi ti fa solo sorridere ma l'effetto di 3 litri di margarita non è di certo svanito dopo i pomodorini piccanti. Anzi. Stavamo facendo a meno dell'acqua, il che dimostra il nostro stato mentale. Sono partiti brindisi a qualsiasi cosa, da Mister Uncino alla Chicca e il suo ventilatore sulle Barbie Magia delle Feste e addirittura al Meda, l'unico cartolaio del mondo che vendeva fogli di giornali al posto dei figli da disegno. Una serata di cui mi ricorderò all'infinito, era da tempo immemorabile che non mi divertivo così tanto e che non arrivavo a casa così assonnato da non mettere nella loro scatola le Car Shoe. Ci fu anche il solito brindisi per il compleanno di Elisa "Ad Elisa, 23 e favolosa". Lei che ha fatto piazza pulita H&m e che per un pic nic ci da a tutti appuntamento su Facebook. E pensare che Aleccia era da settimane che aveva trovato lo style adatto al pic-nic. Nemmeno Heidi avrebbe avuto il suo cestino di vimini. Mi mancheranno molto queste serate in loro compagnia ma sono sempre con me, quando pulisco i bisogni del cane e quando guardando a pioggia mi drogo delle casalinghe disperate. So che loro farebbero lo stesso, o che lo faremmo insieme. Questa sì che è amicizia.

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