mercoledì 30 settembre 2009

Day Hospital Style

Che io sia un fifone di prima categoria non è mai stato un mistero, così quando ho saputo che in data 29 settembre avrei varcato la soglia dell'ospedale per una semplice operazione di routine, mancava poco che facessi testamento.
Non ho conti svizzeri o proprietà immobiliari ma un notevole parco borse, qualche centinaio di accessori di tutte le tipologie, e poi le mie meravigliose scarpe che preferirei seguissero il mio trapasso.
L'ospedale è proprio un luogo che detesto cinicamente, mi sento soffocare da quegli ascensori, non sopporto le barelle e soprattutto quei camicioni bianchi dei pazienti.
Ecco, quello è il mio incubo e una volta indossato mi sono guardato dritto allo specchio e nel mio pallidume mi sono detto "Non ci siamo proprio!". Li facessero almeno di Hello Kitty o di Hello Spank.
Può essere sexy con quello spacco sul lato b ( penserebbe Belen Rodriguez) ma se si considera che non puoi avere sotto nemmeno un bell'intimo risulta essere anche un pò imbarazzante.
A saperlo prima mi sarei attrezzato, avrei portato qualche fiore a spilla da mettere sulla spalla, una pachmina, qualcosa che potesse dare un tocco d'allegria senza farmi sentire il fantasma dell'opera.
Non ho potuto nemmeno distinguermi con il mio luccicante Tiffany, me l'hanno fatto togliere e così mi sentivo ancora più nudo.
Va bene che ho passato l'estate indossando e diffondendo la moda dei camicioni freschi ma quello dell'ospedale non era contemplato, non mi dona affatto!

Elena Mirò- Bottega Veneta- Prada











Sono stato giustamente rimproverato di non aver inserito gli abiti più belli di altri stilisti molto talentuosi, così ecco il secondo round delle sfilate milanesi. Oggi nell'olimpo della moda brillano capolavori di Prada, Bottega Veneta e anche Elena Mirò per un tributo alle donne meravigliosamente formose, una donna italiana che non si vergogna della sua taglia ma ne và fiera.

un abbraccio!

lunedì 28 settembre 2009

settimana della moda di Milano





















Milano durante la settimana della moda si trasforma in uno sfavillio spumeggiante, vetrine lussuose, modelle che camminano per strada con gambe chilometriche da fenicotteri mentre noi poveri mortali le guardiamo passare con aria di inferiorità. Spesso ci si dimentica che il fattore per cui le sfilate sono un evento tanto atteso è la presentazione di una nuova collezione, non l'ultimo boyfriend di Kate Moss o di Manuela Arcuri. Dall'alto del mio gusto ho estratto tra le tante sfilate i capi più belli, ricercati ed eleganti di questa moda milanese. Buon divertimento!

giovedì 24 settembre 2009

La maledizione del ritratto


Nel mio soggiorno romano ho capito che il mio amore per l’arte deriva dalla mia infanzia ormai lontana,da bambino giocavo nel salone di rappresentanza della casa di nonna Giuliana tra quadri di Bloemen,Zais, porcellane giapponesi correndo per i corridoi e scivolando nei lunghi tappeti persiani mentre lei cercava di fermarmi,invano ovviamente. Mi incantavo e ammiravo il mio ritratto preferito in cui una donna con il cappello sembrava quasi reale,oppure mi affascinava lo sguardo della mia bisnonna avvolta in una ricca cornice dorata. Ely b venne ispirata invece dalla santa che allatta un angelo e sotto alla quale si è improvvisata nei panni di Paolina Bonaparte. E Più volte anche. Mia madre che adora smucinare nelle cantine un giorno trovò un ritratto del mio trisnonno Raimondo e facendolo ripulire l’ha posizionato in casa nostra perché secondo lei aveva un faccino buffo con la stempiata e le gote rosse,tratti essenziali della mia famiglia. Con i geni non si scherza. Poco dopo venne riportato da dove era stato riesumato,sempre secondo mia madre portava sfortuna per gli affari di papà proprio come il trisnonno che aveva fatto fallire sette volte la propria attività. Questa “leggenda” ha sepolto per sempre quel povero vecchino a cui assomiglierò,purtroppo, fra una cinquantina d’anni. Giuro che se mi farò ritrarre avrò un aspetto indimenticabile così se i miei pronipoti mi troveranno impolverato avranno almeno il buon gusto di appendermi sopra al camino.

martedì 15 settembre 2009

Lady Gaga Vs Paris Hilton: at school


Domenica in una discoteca milanese come ospite vi era Paris Hilton, sull'onda dell'entusiasmo mi sono immaginato lei e la sua compagna di scuola Lady Gaga discorrere di temi caldi.

Paris: “Oh Germanotta passami i compiti di grammatica,muoviti!”

Lady: “Non ci penso nemmeno,mia sorella Carmela ha passato la notte in bianco per farmeli”.

Paris: “Io invece ho passato la notte in prigione,mi hanno detto che guidavo ubriaca,ma come fanno a saperlo se nemmeno io me lo ricordo!”

Lady: “ Io non te li passo mi dispiace”

Paris: “Sei proprio una scorfana..uhm,ma come mi fai innervosire!Tu e quella tua parrucca bionda,ma chi è il tuo parrucchiere?Il figlio illegittimo di Raffaella Carrà?”

Lady: “Come osi offendere Raffaella Carrà? La mia parrucchiera è fenomenale ed è la più brava di tutta Palermo,ha acconciata mia zia Concetta al suo matrimonio”.

Paris: “Guarda carina che se tu mi avrebbe dato i compiti io ti potessi averti il più bravo parrucchiere di tutta Manhattan e Dio solo sa quanto lavoro ci volesse con te!”.

Lady: “I miei capelli sono belli così,biondi finti ed immobili,poi in questo momento l’unica cosa che vorrei oltre a non sentirti parlare è un bel cannolo siciliano alla crema”.

Paris: “Ne dovrei avere uno nella mia Chanel,è un po’ leccato da Tinkerbell ma ieri è andato dal dentista,lui adora i cannoli”.

Lady: “Oddio me lo mangio subito!”

Paris: “Anche io nono direi mai di no ad un bel cannolo soprattutto se è di un uomo bello e ricco,comunque tornando a noi fammi copiare i compiti prima che arrivi la professoressa.

Lady: “Tieni sciacquetta,devi copiare le parti in fucsia”.

Paris. “Adoro il fucsia,mi fa sentire una Barbie!”

Lady. “Sai quanto mi interessa,comunque ochetta sbrigati che appena arriva la proff faccio finta di essermi rotta un’unghia e vado a fare shopping in un nuovo negozio vintage.”

Paris: “Adoro il vintage,ho una borsa Dior della scorsa collezione e la uso ancora adesso. Posso venire con te? Chiamo la mia limuosine?”

Lady: “D’accordo puoi accompagnarmi ma non chiamare la limousine”.

Paris: “Perché?Meglio l’elicottero vero?”

Lady: “No andiamo con la mia vespa bianca,mi ricorda tanto le mie estati palermitane,il mare e il vento che non riusciva a smuovere il mio carrè biondo platino”.

Paris: “Adoro,fa molto Vacanze Siciliane! Adoro quel film”.

Driin.


martedì 8 settembre 2009

4 peli sotto ad un paio di jeans


Dedico l’argomento di questa settimana alla mia amica Vale che mi ha ispirato durante un sabato pomeriggio,faticoso per lei e noioso per me. Con affetto.

4 peli sotto ad un paio di jeans:

conosco l’universo femminile come le mie favolose scarpe,sono cresciuto con la nonna da cui ho imparato l’eleganza e la raffinatezza,dalla mamma le buone maniere nella vita di tutti i giorni e con mia sorella affronto le paturnie adolescenziali delle tredicenni moderne. Una lotta che le donne ancora non hanno vinto è quella contro i loro odiati peli-superflui,con l’avvicinarsi dell’estate compaiono nelle pubblicità ragazze altissime magrissime e lisce come la seta di un vestito di Valentino. Eppure anche loro avranno passato pomeriggi interi nella vasca da bagno soffrendo ad ogni strappo,ferite da rasoi simili a cesoie utilizzate per la potatura dei giardini di Versailles. Sotto a vestitini floreali e shorts alla moda si nascondono ore di agonia e di torture psicologiche che noi ragazzi non possiamo immaginare,se non chi come me è andato in vacanza con quattro amiche. In questo caso le ragazze andranno previdentemente dalla stessa estetista che non favorirà un linguine al posto di un altro così da non creare gelosie e invidie. Questo può aiutarci a capire quanto ogni donna debba lottare contro una natura che ci voleva affini alle scimmie e che le gite al mare o in piscina sono da programmare per un eventuale decespugliatura. Se dovessi mai entrare in campagna elettorale il mio punto forte sarebbe proporre la depilazione definitiva mutuabile per ogni donna,potrei passare alla storia e un corteo di tacchi a spillo mi dedicherebbe uno striscione “All’uomo che ci liberò dalla pinzetta”.

lunedì 7 settembre 2009

Lezioni di autostima



Chi di voi svegliandosi alla mattina e guardandosi allo specchio non ha urlato “Oh mio Dio sembra che mi abbia pettinato Edward Mani di Forbici ad occhi chiusi” o ha imprecato contro quella immagine riflessa nella speranza di non apparire così agli altri? Tutti abbiamo dei difetti estetici ma se Biancaneve è riuscita ad essere la più bella del reame con quel vestito giallo canarino e quella vocina stridula allora anche noi possiamo sopravvivere ai nostri complessi. C’è chi si vergogna di farsi vedere in costume,di un vestito più corto o chi non ascolta i complimenti ma solo le critiche. Anche i complimenti sono un’arma a doppio taglio,quando mi hanno detto che vagamente ricordavo Jude Law mi sono pavoneggiato ma dopo ho capito che questa somiglianza prevedeva anche la stempiatura,il mio tallone d’Achille. Cosi ho richiuso la mia coda lussureggiante. La verità è che bisogna avere una giusta opinione di sé,non eccedere nell’autocommiserazione ma nemmeno nella vanità che trovo di cattivo gusto,ci saranno giorni in cui ci sentiremo al top o altri in cui neanche tutta la linea di Max Factor potranno renderci giustizia. Una cura contro i nostri complessi è l’auto-ironia,prendersi in giro rallegra noi e gli altri facendoci apparire più spiritosi,quindi “addio specchio specchio delle mie brame!”.

domenica 6 settembre 2009

il quadrilatero delle Bermuda


Il quadrilatero delle Bermuda:

c’è solo un posto a Milano in cui riprendersi da una nostalgia amorosa, il quadrilatero della moda. Così afflitto dalle crisi post-vacanze, da un’attività amanuense impensabile nell’era dell’informatica mi sono buttato nelle quattro vie più famose ( e dispendiose) della città. L’obiettivo non era comprare ma osservare, farmi coccolare dalle commesse gentili di Burberry’s o sognare ad occhi aperti davanti a Fendi. Avendo prosciugato il mio conto in banca tra Ischia e Capri mi dedico semplicemente ad aggiornare quella mia già lunga lista dei desideri. Come farsi doppiamente del male. La mia amica Francis mi pensa masochista, e in effetti la malinconia per la partenza della mia dolce metà è direttamente proporzionale alla mancanza di un fondo monetario cospicuo. Una vera e propria sofferenza. Eppure come succede quando si è tristi che ci si fa del male ascoltando canzoni struggenti della Pausini, allo stesso modo quando il portafoglio piange non si riesce a fare a meno di sbavare sulle vetrine dei negozi. Sono convinto che in via Montenapoleone al posto dell’asfalto ci mettono le sabbie mobili, così gli showroom diventano isole di sopravvivenza per chi come noi desidera la terraferma. E un paio di scarpe nuove.

sabato 5 settembre 2009

Ritiro in alta quota

Ritiro in alta quota:
Brad Pitt ha resistito sette anni in Tibet, così mi sono detto “che saranno mai allora cinque giorni in Val Brembana?”. Abbandono temporaneamente la cultura metropolitana in cerca della pace dei sensi tra le Alpi Orobiche. Trovo una madre che a casa è l’equivalente al femminile di Ivan il Terribile e in vacanza si trasforma in una perfetta Olivella capace di organizzare un banchetto imperiale e sorridere a tutti i vicini di casa comprese le signore che allevano le galline in giardino.
Il mio eroico padre invece si arrampica per le rupi come Messner, partecipa alle camminate della Pro Loco e organizza grigliate rischiando di far ammalare tutto il paese di gotta. Scaltro e insospettabile addirittura recepisce qualsiasi pettegolezzo sfuggito dalle candide voci bergamasche.
Mia sorella prende il sole al Lago e legge il Cioè che ha indetto una caccia al tesoro mondiale, obiettivo trovare Zac Efron. Dove si è nascosto? Dove ha passato le vacanze? Milioni di tredicenni impazzite sono alle costole di questo martire. Mi chiedo, con l’aria alquanto confusa, ma importa davvero a qualcuno dove trascorre le ferie Zac Efron? Aspetto ansiosamente che qualcuno condivida con me questo mio totale disinteresse.
Passo il tempo a studiare, a scrivere e a mangiare. Qui infatti la dispensa ospita tutta la varietà di merendine in commercio mentre a casa il frigo piange disperato e negli scomparti risuona l’eco. Vengo trattato come un principe ereditario e posso persino affidare la gestione della mia casella e-mail ad un’assistente eccezionale che mi aggiorna in tempo reale. Unico riconoscimento, una Vuitton. Sono riuscito anche a fare una specie di passeggiata in alta quota, pensavo che i miei genitori mi avessero fatto consumare il chilometraggio limite durante la mia infanzia, eppure ho raccolto con allegria fiori e frutti di bosco. Niente scarponi da montagna ma Converse. Cinque giorni all’anno la vita nella natura selvatica può piacere, ma se devo essere sincero non vedo l’ora di infilarmi le mie Car Shoe e camminare sul ciottolato meneghino.

venerdì 4 settembre 2009

Vi interessa la moda? Amate uscire con amici incuranti delle occhiatacce superficiali degli altri ominidi esistenti al mondo? Bene allora questa è la rubrica che fa per voi, un mondo semplice, raffinato dove l'ironia ha il dominio.



Long road home:

Ormai conosco l’autostrada Milano – Roma a menadito,ogni centimetro quadrato della sua superficie e pensavo che un viaggio nella mia città Natale insieme alla mia adorata famiglia sarebbe stato un ottimo toccasana per alleviare il dolore di una delusione amorosa ma non quando mia madre,inconsapevole di tutto,si fa prestare per l’occasione il cd live di Laura Pausini dalla sua parrucchiera. Inizia il mio ideale di inferno dantesco. Mentre lei e mia sorella intonano le sue canzoni tragicamente drammatiche a squarciagola e mio padre si rifugia nel suo mondo fatato io sento il mio cuore come se fosse in balia di un frullatore e bevo nervosamente il mio succo di frutta chiedendo pietà,ricevo il colpa di grazia sulle note di “Strani amori “ e “Marco se n’è andato e non ritorna più”. A quel punto penso che farebbe meno male essere trascinato sull’asfalto e che era meglio prendere il treno,ovviamente senza Marco.


Lost in Autostrada:

Era meglio prendere il treno,queste sono state le mie ultime parole famose prima di una preannunciata fine,un sibilo maligno del motore,una piazzola,la nostra macchina si ferma ad Arezzo,morta. Siete mai saliti su un carro attrezzi?io sì e non è glamour come dice Ugly Francy ma si gode di una vista assai privilegiata. Dopo questa spiacevole avventura mi sono detto “Lollo caro dovevi andare a Lourdes oppure stare a casa rantolando dal dolore e mangiare chili di nutella”.

Quando sembrava che il peggio fosse passato ci siamo ritrovati in un deposito dell’ ACI tra macchine distrutte,chiazze d’olio e calendari di donne prosperose appese alle pareti. Un incubo.

Aspettando un salvataggio dalla zietta Ceccia so di aver rallegrato le mie amiche milanesi che mi derideranno stasera davanti ad un cosmopolitan grazie ai miei aneddoti sms. Beh ragazze,propongo un brindisi alla mia nuvola di Fantozzi,ho la prova che esiste. Cin Cin,ingrate.



La gita fuori porta:

E’ un classico delle domeniche romane,le tanto attese gite fuori porta che mi rimandano alla mia felice infanzia. Per la mia famiglia c’è solo un posto dove rifugiarsi dal caos cittadino,Genzano,nella villa di campagna dove si respira aria pulita immersi negli ulivi e ci si commuove davanti ad un panorama mozzafiato.Il pranzo ricco di carne alla brace,una delle due Ferrari del vicino di casa che sgasa come se fosse a Beverly Hills fanno sbavare mio padre,le due vecchie polaroid di quando avevo sei anni insieme a mio fratello invece fanno commuovere mia madre che ripercorre le tracce delle nostre vite racchiuse tra quelle pareti. Io che nella pace e nella tranquillità del luogo cercavo di rasserenarmi vengo letteralmente aggredito da domande curiose circa la mia situazione sentimentale. Ahimè,la prossima volta giuro che rilascerò un comunicato ufficiale spiegando il mio silenzio stampa,Ugly Francy comincia a battere a macchina.



“Vecchie pariole”:

I ricordi della mia infanzia sono legati a questo quartiere romano molto elegante,i Parioli,tornarci a trovare il vario parentado è sempre divertente e glamour. Le signore dell’alta società romana sono tutte qua ingioiellate e armate di bastone a mo regina Elisabetta,contesse,marchese e baronesse chiuse nei loro salotti giganteschi aspettando il marito medico,ambasciatore o presidente di qualche azienda multimilionaria. Da piccolo il mio terrore era la Contessa Tagliacozzo che abitava sotto di me e urlava al telefono con il marito poco fedele e sempre in giro per “affari”,mi ricordava Crudelia De Mon e ogni volta che la incontravamo scappavo come un missile. Ma per me le due “vecchie pariole” per eccellenza sono la mia adorata Nonna Giuliana esempio di una classe intramontabile e incubo dei Parioli per la sua guida indisciplinata,e la nonna della mia amica Nico,Nonna Giulia,93 enne ancora in gamba e irresistibilmente simpatica. Che Dio salvi queste regine!

Tralasciando gite in ambulanza e sfortune quotidiane saluto tutti,alla prossima. Lord Lollyron.