sabato 7 novembre 2009

Quando l'infanzia ritorna


A luglio ho festeggiato i quattordici anni da quando mi sono trasferito a Milano, ho lasciato la mia natia Roma a soli 8 anni. Non è stato facile ma allo stesso tempo ero bambino e a quell'età si sta bene ovunque, purchè stia con la propria famiglia.
Ricordo la nebbia, il freddo e il ritmo di vita completamente diverso da quello della capitale. Niente più pomeriggi con Nicoletta da Nonna Giulia, Sailor Moon con Sofia o Lupin III con Lorenzo. Abbondato il bel grembiulino blu per una giubbetta nera triste e severa.
Ho perso molti contatti ed è stato difficile a seicento chilometri di distanza, a volte il passato ritorna e più spesso quando si tratta di Facebook. Un miracolo.
In meno di un giorno dal mio approdo sul web mi ritrovo taggato nella foto di classe della prima elementare insieme ai miei compagni, piccoli, tutti schierati in riga con un sorriso ebete di chi non è abituato a posare davanti all'obiettivo.
Quando ho visto quella foto mi sono commosso, non è scontato il fatto che si ricordassero di me, in fondo li avevo lasciati a soli 7 anni!
Ritrovando molti di loro sono riemersi tanti ricordi, sepolti sotto anni di polverose esperienze.
In macchina con Nicoletta le avevo confidato il mio imbarazzo, la mia timidezza mi stava giocando brutti scherzi, in fondo è come conoscere per la prima volta persone nuove, di cui conosci poco niente.
L'emozione di rivederli tutti l'ho sentita fortemente, commovente sapere che non ero solo un nome su una foto ma una serie di ricordi che loro a distanza di tanto tempo si portano ancora con sè.
Alucni non li vedevo da quando sono partito, Sofia era una tra quelle, e mi ha abbracciato e mi ha detto che ero uguale a quando andavamo all'asilo. Mi si è stretto il cuore.
Seduti a quel tavolo gli anni sembravano non essere passati, sono riaffiorate la maestra Gina, feste di compleanno, i giochi in cortile e le castagne che cadevano dall'albero davanti alla scuola. Ricordo i profumi, il rumore dei miei passi, tornando a casa con Nicoletta e nostra adorata Nonna Giulia. Quando mi hanno chiesto di me, della mia vita al nord qualcuno ha giustamente detto che l'accento milanese " non se pò sentì", posso solo chinare la testa e ammettere.
Sarà la mia spada di Damocle. Tante sorprese sono venute fuori, nessuno si ricordava di mia sorella che all'epoca non era ancora nata, io ho sentito di una certa Ludovica iscritta al primo anno di università quando per me era ancora una bambina, Sofia al suo primo fidanzamento. E poi il piccolo Luca, il bimbo di Caterina.
Il tempo passa velocemente, non ce ne rendiamo conto, ed è bello assaporare momenti felici condivisi con altri.
Ho ritrovato splendide persone, semplici, la qualità che più preferisco riscontrare negli altri. Una semplicità innata, spontanea che ci fa ridere di quando con Sofia guardavo Sailor Moon o di quando mi improvvisavo designer degli interni costruendo case nel salotto di Ernesto. Sono persone dall'animo gentile, piccoli amici ritrovati a cui auguro successo nella vita di tutti i giorni.


A voi tutti un abbraccio speciale.

1 commento:

  1. sei dolcissimo...e scrivi davvero bene lori :) 1bacio grande nico

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